Stagione 2021-2022

Corso del Popolo, 20
34074 - Monfalcone

Informazioni:
T - 0481 494 369

Biglietteria:
T - 0481 494 664
orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Istituto di musica Antonio Vivaldi Biblioteca Monfalcone

I contenuti di questo sito sono a cura dell'Ufficio Comunicazione dell'Unità Operativa Attività Teatrali ed Espositive del Comune di Monfalcone
Tel. 0481 494 369

Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

VENERDÌ 18 FEBBRAIO 2022 ORE 20.45

IL POMO D'ORO
FEDERICO GUGLIELMO
GIOVANNI SOLLIMA

Viola - Violoncello

"Al-Bunduqiyya" - The Lost Concerto


Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto in si bemolle maggiore RV 547
traduzione di Arbereshe Moje Bokura
elaborazione per violoncello, archi e basso di Giovanni Sollima

Giuseppe Tartini (1692 – 1770)
"Lieto ti prendo e poi" – Aria del Tasso (Gondoliera)
per violino e basso

Giovanni Sollima (1962)
Concerto perduto
dai frammenti dei Concerti RV 787 e 788 "Per Teresa"
per violoncello e archi

Antonio Vivaldi
Sinfonia dall'opera "Dorilla in Tempe" RV 709
per archi e basso
traduzione di Cipro – "Kartsilamades" (Tre balli Karsilama)
elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di Giovanni Sollima

Concerto in la maggiore RV 546
per violino, violoncello "all'inglese", archi e basso

Giovanni Sollima
Moghul
per violino, archi e basso

Antonio Vivaldi
Recitativo dal Concerto "Grosso Mogul" RV 208
per violino e basso

Concerto in fa maggiore RV 544 "il Proteo o sia il mondo al rovescio"
per violino, violoncello, archi e basso

Giovanni Sollima
The Family Tree
per violino, violoncello, archi e basso

foto

Basta una scorsa ai titoli dei lavori composti da Giovanni Sollima per avere un'idea della varietà di collaborazioni e ambiti culturali che si sono avvicendati lungo la sua carriera: riferimenti che spaziano da Empedocle a Bruce Chatwin, da Leonardo a Warhol, da Pasolini a Baricco. Sollima opera attraverso una serie di cortocircuiti temporali che permettono di leggere il suo lavoro anche attraverso il punto di vista dell'anacronismo (una delle sue prime composizioni si intitola Musica per sonar a più strumenti dialogando fra antica et moderna).
Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto è un omaggio a Venezia quale luogo di convivenza di comunità diverse, provenienti dal Mediterraneo, dalle terre del Nord, dal Levante. Una città scomparsa ma di cui si trova traccia, ad esempio, nella toponomastica: Salizada dei Greci, Riva degli Schiavoni, Campiello degli Albanesi...
Una città di contaminazione, fertile terreno per il fiorire delle arti ma anche, secondo Giorgio Agamben, il luogo in cui abitare, oggi, è come leggere una lingua morta. A condizione di ricordare che di una lingua non si dovrebbe mai dire che è  morta.
Tanto più questo vale per la musica: qualsiasi composizione rivive nel tempo attuale dell'esecuzione e dell'ascolto. Far risuonare i frammenti vivaldiani oggi, in una nuova composizione, li apre a possibilità inedite, a una nuova vita.

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