SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE - Teatro Comunale di Monfalcone
Stagione 2022-2023

Corso del Popolo, 20
34074 - Monfalcone

Informazioni:
T - 0481 494 369

Biglietteria:
T - 0481 494 664
orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Istituto di musica Antonio Vivaldi Biblioteca Monfalcone

I contenuti di questo sito sono a cura dell'Ufficio Comunicazione dell'Unità Operativa Attività Teatrali ed Espositive del Comune di Monfalcone
Tel. 0481 494 369

Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

LUNEDÌ 12, MARTEDÌ 13 DICEMBRE 2022 ORE 20.45
anche in FuturaMente

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare
traduzione di Antonio Mazzara
adattamento a cura della compagnia
regia di Jurij Ferrini
con (in o.a.) Paolo Arlenghi, Jurij Ferrini, Maria Rita Lo Destro, Agnese Mercati, Chiara Mercurio, Federico Palumeri, Stefano Paradisi, Michele Puleio, Rebecca Rossetti
assistenti alla regia Sonia Guarino, Claudia Tura
luci e suono di Gian Andrea Francescutti
coreografie di Rebecca Rossetti
consulenza costumi di Monica Cafiero
maschera realizzata da Paola Caterina D’Arienzo
promozione e distribuzione Chiara Attorre
produzione esecutiva Wilma Sciutto
in collaborazione con 55° Festival Teatrale di Borgio Verezzi Progetto U.R.T. sostenuto da Servizi Teatrali Srl di Casarsa della Delizia (PN)
con il sostegno di Regione Piemonte

foto

foto di Luigi Cerati

In Sogno di una notte di mezza estate passione e inganno si avviluppano in modo assurdo e repentino per poi dipanarsi come d’incanto.
Con estrema delicatezza e grande immaginazione, Shakespeare combina in un disegno unitario le diverse vicende di due coppie di innamorati che fuggono dalla propria città, si inseguono e si perdono in un bosco, regno di maghi, fate e dispettosi spiriti. In quello stesso bosco una sgangherata compagnia di artigiani allestisce un improbabile dramma da rappresentare davanti alle autorità della città.
Questo è un testo di giovani che parla ai giovani nel pieno delle loro tempeste ormonali – spiega Jurij Ferrini – penso che mai Shakespeare avrebbe immaginato che giovani di altre epoche, successive alla sua, così lontane nel tempo, si sarebbero messi a marciare non per una guerra, ma per cercare di rimettere in equilibrio la natura: movimenti spontanei sorti per difendere la nostra stessa sopravvivenza sul pianeta.
Un tema complesso con un corollario di problematiche che toccano le incredibili disuguaglianze sociali ed economiche tra i popoli della Terra.

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