Stagione 2021-2022

Corso del Popolo, 20
34074 - Monfalcone

Informazioni:
T - 0481 494 369

Biglietteria:
T - 0481 494 664
orario:
da lunedi a sabato
ore 17-19


ert Viva Ticket Istituto di musica Antonio Vivaldi Biblioteca Monfalcone

I contenuti di questo sito sono a cura dell'Ufficio Comunicazione dell'Unità Operativa Attività Teatrali ed Espositive del Comune di Monfalcone
Tel. 0481 494 369

Realizzazione grafica e programmazione a cura di Incipit

VENERDÌ 14 GENNAIO 2022 ORE 20.45
AltroTeatro

CABE – A VHS ELEGY

di e con Giulia Bean
dramaturg Chiara Braidotti
cura del movimento Vittoria Guarracino
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
con il supporto di Dialoghi Residenze delle Arti Performative a Villa Manin, Festival In/Visible Cities, TRAC Centro di residenza teatrale pugliese – Crest – TaTÀ di Taranto, PimOff di Milano

foto

Foto di Renzo Bean

A dieci anni dalla scomparsa del padre Carlo Bean, Cabe, Giulia riscopre il suo archivio. 349 videocassette di film registrati dalla televisione: Woody Allen, Kurosawa, film in concorso a Cannes ma anche cine panettoni e un porno di fine anni Ottanta.
Un archivio – un tentativo di “inscatolare” il presente – che ricorda le Time Capsules di Andy Warhol, che nei suoi ultimi tredici anni di vita ha catalogato e preservato oggetti di varia natura in oltre 600 scatole: biglietti di gallerie, pubblicità postali, cibo confezionato, lettere dei fan mai aperte e molti altri oggetti.
Cosa rimane di noi negli oggetti che lasciamo? Cosa definire del padre attraverso il suo archivio? È possibile trovare un archetipo di paternità in un archivio personale? Queste le domande che muovono la ricerca coreografica di Giulia Bean.
Cabe – A VHS Elegy è dunque un’elegia danzata, un groviglio di ricordi personali, una raccolta analogica di memoria collettiva sull’essere padri.
Le diapositive di famiglia, il filamento di nastro magnetico, gli elenchi di film, gli schedari emotivi e la partitura coreografica diventano reliquie da custodire gelosamente. Il movimento e la parola si intrecciano. Pubblico e interprete diventano, insieme, gli archeologi alla ricerca di quel luogo cerebrale che è il cuore del ricordo.

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