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SUMMARY:Orchestra Filarmonica Città di Monfalcone / Marianna Prizzon / Mathia Neglia / Cristina Semeraro
DESCRIPTION:Ouverture\, Arie d’opera e duetti\nBellini / Cilea / Verdi / Mascagni / Donizetti / Puccini / Suppé \n  \n\nVincenzo Bellini (1801 – 1835)Sinfoniada NormaFrancesco Cilea (1866 – 1950)Lamento di Federicoda L’ArlesianaGiuseppe Verdi (1813 – 1901)È stranoDuetto Parigi\, o carada La TraviataPietro Mascagni (1863 – 1945)Intermezzoda Cavalleria rusticanaGaetano Donizetti (1797 – 1848)Una furtiva lagrimada L’Elisir d’amore \nGiacomo Puccini (1858 – 1924)Tu che di gel sei cintada TurandotFranz von Suppé (1819 – 1895)Ouvertureda Cavalleria Leggera \nGiacomo PucciniUn bel dì vedremoda Madama ButterflyE lucevan le stelle da ToscaDuetto O soave fanciullada La BohèmeGiuseppe VerdiDuetto Brindisida La Traviata
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SUMMARY:Orchestra di Fiati Euritmia / Maurizio Zaccaria
DESCRIPTION:Bernstein e dintorniIn occasione del centenario della nascita di Leonard Bernstein\nJager / Miller / Copland / Bernstein / Anderson / Sinatra / Gershwin / Rodgers \nA cura dell’Associazione Voci di Donna di Monfalcone \n\nRobert Jager (1939)Stars and Bars                                               Glenn Miller (1904 – 1944)Glenn Miller Medley                                                    (arr. Naohiro Iwai) \nAaron Copland (1900 – 1990)Variations on a Shaker Melody                        (arr. Clare Grundman) \nLeonard Bernstein (1918 – 1990)West Side Story                                                         (arr. Naohiro Iwai) \nLeroy Anderson (1908 – 1975)Bugler’s Holiday                                                         (arr. M. Edwards) \nFrank Sinatra (1915 – 1998)Frank Sinatra Hits Medley                                           (arr. Naohiro Iwai) \nGeorge Gershwin (1898 – 1937)A Tribute to George Gershwin                        (arr. Koos Mark e Gert Buitenhuis) \nLeonard BernsteinSlava! A Concert Overture                                          (arr. Clare Grundman) \nRichard Rodgers (1902 – 1979)The Sound of Music                                        (arr. Robert Russell Bennett) \n\n 
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SUMMARY:Mitteleuropa Orchestra / Giuseppe Albanese / Uroš Lajovic
DESCRIPTION:Beethoven / Dvořák\nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Concerto n. 5 op. 73 in mi bemolle maggiore “Imperatore”per pianoforte e orchestra \n*** \nAntonín Dvořák (1841 – 1904)Sinfonia n. 9 op. 95 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” \n “Imperatore” è la denominazione attribuita\, postuma\, al Quinto Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven ma non è riferita a Bonaparte\, cui si ispirò per l’Eroica\, che proprio nel 1809\, anno di composizione del Concerto\, bombardava e occupava Vienna. Tuttavia il titolo è comunque appropriato per la costruzione grandiosa e solenne della composizione che inaugura la nuova stagione del Teatro Comunale.A interpretare quello che certamente è uno dei più famosi e popolari concerti per pianoforte e orchestra è Giuseppe Albanese – fra i più richiesti pianisti della sua generazione\, già vincitore del prestigioso Premio Venezia nel 1997 – accompagnato dal grande direttore sloveno Uroš Lajovic a capo della Mitteleuropa Orchestra.La serata si completa con l’esecuzione della Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”\, composta da Antonín Dvořák durante  a sua permanenza a New York\, dove fu chiamato per dirigere il locale Conservatorio. È l’ultima delle nove sinfonie del grande compositore boemo il quale\, già abituato a valorizzare ritmi e melodie popolari del suo paese di origine\, trovò naturale utilizzare le impressioni musicali tratte dal folklore di un “mondo nuovo” quale era l’America del XIX secolo – le struggenti melodie dei pellirosse\, il canto spiritual – mescolate a “ricordi” della sua terra: il risultato sarà la più popolare delle opere di Dvořák\, ancora oggi simbolo di un’America pionieristica\, crogiolo di culture provenienti da tutto il mondo.
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SUMMARY:Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show
DESCRIPTION:scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghicon la Jazz Companydiretta dal M° Gabriele ComeglioImarts \n“L’idea di tornare a lavorare in coppia ronzava già da tempo nelle nostre teste\, agevolata dal fatto che\, abitando nello stesso condominio\, la frequentazione e l’amicizia non si sono mai interrotte”. Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano\, in un grande show di cui sono interpreti e autori\, con la musica eseguita dalla Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio.Una pirotecnica carrellata di voci\, imitazioni\, sketch\, performance musicali\, improvvisazioni e interazioni col pubblico: Papa Bergoglio e Papa Ratzinger in un esilarante siparietto di vita domestica\, il duetto musicale di Gino Paoli e Ornella Vanoni\, quello più recente di Dean Martin e Frank Sinatra\, e molti altri.Solenghi e Lopez\, “vecchie volpi del palcoscenico”\, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.“Il divertimento è predominante ma non mancano momenti di profonda emozione\, come quello in cui ricordiamo Anna\, e l’applauso che ne scaturisce ogni sera sembra non finire mai. […] Quei 12 anni passati insieme hanno inevitabilmente scolpito un po’ di ognuno di noi negli altri due; è per questo che salendo sul palco avvertiamo la meravigliosa sensazione di portare una parte di Anna con noi”. \n  \n 
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SUMMARY:Orchestra San Marco / Coro del Friuli Venezia Giulia / Cristiano Dell'Oste
DESCRIPTION:Giulia Bolcato sopranoPaola Crema sopranoChiara Brunello altoLuca Dellacasa tenoreGuglielmo Buonsanti basso \nTe Deum\nJan Dismas Zelenka (1679 – 1745)Miserere ZWV 57 \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)“Wir setzen uns mit Tränen nieder”da Matthäuspassion BWV 244“Ruht wohl ihr\, heiligen gebeine”da Johannespassion BWV 245 \nJan Dismas ZelenkaTe Deum ZWV 146 \n  \nIl Miserere è\, forse\, il salmo più celebre\, meditato\, interpretato\, musicato della storia: Davide\, al quale è attribuito\, riconosce il peccato e dal buio della colpa implora la gioia della salvezza. È la supplica di un’umanità che ha vissuto l’angoscia della sofferenza e\, come recita il coro finale della Passione secondo Matteo\, si inginocchia in lacrime sulla tomba del Cristo: la tomba che\, nel testo finale della Passione secondo Giovanni\, apre alle genti il cielo e chiude l’inferno.Angoscia e sofferenza di coloro che hanno patito in battaglia o nei paesi svuotati di uomini o riempiti di macerie\, a causa di un conflitto tremendo\, inspiegabile per i più\, se non con la follia e la stupidità di chi volle risolvere con le armi gli interessi di pochi sulla pelle di tanti.Eppure dalla tragedia germoglia la speranza e la fiducia in un futuro di concordia che prorompe col canto del Te Deum\, l’inno di ringraziamento per la pace ritrovata.Per commemorare i tragici momenti legati alla fine del Primo Conflitto Mondiale\, Cristiano Dell’Oste propone\, con il Coro del Friuli Venezia Giulia e l’Orchestra San Marco di Pordenone\, l’esecuzione di questi testi musicati da Johann Sebastian Bach e Jan Dismas Zelenka\, due compositori coevi\, vissuti a cavallo tra il ‘600 e il ‘700\, che hanno saputo interpretare con grande intensità i sentimenti del dolore umano e della pietà divina.
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SUMMARY:Mauro Maur / Franҫoise De Clossey / Orchestra Regionale / Filarmonia Veneta / Marco Titotto
DESCRIPTION:Omaggio a Ennio Morricone\nMorricone / Rota / Piccioni \nEnnio Morricone (1928)BugsyNuovo Cinema ParadisoMissionChi maiIl buono\, il brutto e il cattivo \n*** \nNino Rota (1911 – 1979)Amarcord Suiteper orchestraAmarcord\, Scena del nonnoLa stradaOtto e mezzo Suiteper orchestra \nPiero Piccioni (1921 – 2004)Amore mio aiutamiRugido do leaoLa marcia di Esculapio \n \nIl 10 novembre di novant’anni fa nasceva a Roma Ennio Morricone. Nella sua lunga carriera\, iniziata nel 1961 con il film Il federale di Luciano Salce\, ha composto oltre 500 colonne sonore\, sia per il cinema che per la televisione\, vendendo oltre 70 milioni di dischi. 5 candidature e un Premio Oscar (per il film The Hateful Eight di Quentin Tarantino)\, un Oscar alla Carriera\, 3 Golden Globe\, 5 Premi della British Academy of Film and Television Arts\, 10 David di Donatello\, 10 Nastro d’Argento: premi che testimoniano come Morricone sia riconosciuto come uno dei più versatili\, prolifici e influenti compositori di colonne sonore di tutti i tempi.A festeggiarlo è la tromba preferita da Morricone\, quella di Mauro Maur\, musicista triestino che ha legato parte della sua prestigiosa carriera internazionale al mondo del cinema partecipando alle colonne sonore di oltre 100 film: insieme alla pianista Françoise de Clossey e accompagnato dall’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta da Marco Titotto\, ripercorrerà i momenti salienti della storia del cinema attraverso le musiche che hanno emozionato milioni di persone in tutto il mondo\, quelle di Ennio Morricone insieme a Nino Rota e Piero Piccioni.
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SUMMARY:Il Maestro e Margherita
DESCRIPTION:di Michail Bulgakovriscrittura di Letizia Russoregia di Andrea Baraccocon Michele Riondino e Francesco Bonomo\, Federica Rosellinie con (in ordine alfabetico) Giordano Agrusta\, Carolina Balucani\, Caterina Fiocchetti\, Michele Nani\, Alessandro Pezzali\, Francesco Bolo Rossini\, Diego Sepe\, Oskar Winiarskiscene e costumi di Marta Crisolini Malatestaluci di Simone De Angelismusiche originali di Giacomo Vezzaniaiuto regia Maria Teresa BerardelliTeatro Stabile dell’Umbriacon il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa in occasione dei 40 anni di attività dell’impresa \n  \nUn eterogeneo e straordinario gruppo di attori capitanato da Michele Riondino dà vita alle magiche e perturbanti pagine dell’opera di Michail Bulgakov\, fra le più struggenti storie d’amore della letteratura\, quella fra il Maestro e Margherita\, e mette in scena quel loro rimanere fatalmente impigliati\, imprigionati quasi\, l’uno nel corpo e nella mente dell’altra.Romanzo dai colori potenti\, febbrilmente accesi\, Il Maestro e Margherita alterna registri comici e tragici\, il varietà più spinto e la riflessione filosofica sulla natura dell’uomo e dell’amore. Basso e alto convivono in un gioco quasi funambolico che si muove sulla soglia dell’impossibile\, del grottesco\, del misero e del sublime.La versione teatrale di Letizia Russo e Andrea Baracco restituisce le tre linee narrative su cui si muove il racconto di Bulgakov (l’irruzione a Mosca del Diavolo\, la tormentata storia d’amore fra il Maestro e Margherita\, la vicenda umana del governatore di Palestina Ponzio Pilato)\, attraverso un meccanismo di moltiplicazione dei registri e dei ruoli\, facendo dell’evocazione la chiave per immergersi in un racconto complesso e tragicomico\, come la vita. Perché in questo romanzo a volte si ride\, altre si piange\, spesso lo si fa contemporaneamente. In questo romanzo si vive\, sempre.
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SUMMARY:Elena Nefedova
DESCRIPTION:Schubert / Franck / Desyatnikov / Gon / de Falla\nFranz Schubert (1797 – 1828)Sonata in la maggiore D 664César Franck (1822 – 1890)Preludio\, Corale e Fuga*** \nLeonid Desyatnikov (1955)Reminiscenze del TeatroFederico Gon (1982)Istà(prima esecuzione assoluta\, commissionata dal Teatro Comunale di Monfalcone) \nManuel de Falla (1876 – 1946)Fantasía bética \nTre nuove conoscenze per il pubblico del Teatro di Monfalcone.La prima è con Leonid Desyatnikov\, fra i compositori russi più eclettici e originali del momento\, autore di musica da film\, opere\, musica da camera e sinfonica. Nei suoi primi anni di carriera ha composto molti brani per spettacoli di burattini di cui\, più tardi\, ha raccolto alcuni estratti formando la suite Reminiscences of the Theatre\, che vuole rappresentare una piccola\, divertente rivista teatrale destinata ai giovani pianisti.La seconda è con il triestino Federico Gon\, che propone Istà\, composizione commissionata dal Teatro di Monfalcone. Come spiega lui stesso\, è una rapsodia che mescola ricordi reali e immaginati\, sottili corrispondenze e nitide immagini\, il cui minimo comune denominatore è l’estate\, il periodo della libertà (quando si è fanciulli)\, delle scoperte (quando si è adolescenti) e del ricordo (quando si è adulti).Ed ecco la terza\, Elena Nefedova\, l’interprete di questo concerto. Nata a Mosca nel 1990\, intraprende lo studio del pianoforte all’età di cinque anni\, frequenta le più importanti scuole musicali di Mosca e si trasferisce a Roma nel 2011 per studiare al Conservatorio “Santa Cecilia”\, dove si diploma a pieni voti nel 2015; l’anno seguente vince il prestigioso Premio Venezia.La carta della serata si completa\, in bella compagnia\, con tre grandi autori della letteratura pianistica\, Franz Schubert\, César Franck e Manuel de Falla\, che sapranno rivelare ancor di più le qualità tecniche e musicali della nostra interprete.
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SUMMARY:L'arcobaleno di Bianca
DESCRIPTION:ABC Allegra Brigata Cinematica (Brescia) \n\nLo spettacolo è riservato ai bambini dei Nidi d’infanzia del Comune di Monfalcone ed è a numero limitato di posti (max 30 bambini accompagnati da 1 adulto per ogni replica). \n\nNon si sa da dove arrivi Bianca: da un sassolino di Luna\, dalla schiuma dell’oceano\, da un ricciolo di burro… O forse dal foglio accartocciato rotolato via dal tavolo di un artista.Bianca sta in un giardino incantato\, bianco bianco\, e dal suo bozzolo osserva con due enormi occhi trasparenti: ogni cosa si trasforma in un’altra\, tutto danza e cambia. Il suo mondo bianco bianco nasconde però un caleidoscopio di colori e\, quando il bozzolo si farà troppo stretto\, Bianca uscirà a esplorare le forme\, le emozioni\, le geometrie\, la luce. E scoprirà che il bianco non è l’assenza di colore ma la presenza di tutti i colori insieme\, e che dentro ognuno di noi ogni colore è presente nelle sue infinite sfumature: bianco come la nascita\, blu come l’immensità del cielo\, rosso come il calore del fuoco\, giallo come la luce e la gioia.E un foglio di carta accartocciato è uno splendido origami. Nello spettacolo L’arcobaleno di Bianca la danza trova nella luce e nel colore la suggestione per risvegliare e suggerire le forme\, le geometrie\, le traiettorie e le posture del corpo. Diversi quadri compongono una sequenza di colore in cui la danza gioca con le emozioni e le differenti qualità di movimento.
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SUMMARY:Novecento
DESCRIPTION:di Alessandro Bariccoregia di Gabriele Vaciscon Eugenio Allegriscenografia e luci di Lucio Diana e Roberto Tarascocostumi di Elena GaudioTeatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Art Quarium \n“Ed è insolitamente emozionante la prova di Eugenio Allegri\, che in qualche modo\, per via indiretta\, riesce a dar vita a due personaggi diversi – lo stupito narratore e lo stesso Novecento – pur interpretandone uno solo\, e dai risvolti di un’intonazione sostanzialmente comico-grottesca sa cavare una tensione persino lancinante”. Così scriveva Renato Palazzi sul Sole 24 Ore il 3 luglio del 1994.Dal debutto di Novecento\, avvenuto al Festival di Asti nel giugno del ‘94\, sono numerosissime le repliche e oltre duecentomila gli spettatori del monologo di Alessandro Baricco che è divenuto un vero e proprio cult della scena italiana (e che ha ispirato il film di Giuseppe Tornatore La leggenda del pianista sull’oceano).Novecento riprende ora la sua rotta.Nella stagione 2018-2019\, a celebrare i 25 anni dal debutto\, lo spettacolo viene nuovamente allestito da Art Quarium e dal prestigioso Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Come il transatlantico Virginian\, attraccando nei porti di piccole e grandi città\, in piccoli e grandi teatri\, Novecento riparte dagli andamenti musicali della parola\, dai gesti surreali\, dalle evocazioni magnetiche che lo resero\, al debutto\, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico.
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SUMMARY:L'Arte dell'Arco
DESCRIPTION:Tartini / Corelli / Vandini / Vivaldi / Veracini\nGiuseppe Tartini (1692 – 1770)Sonata op. 1 n. 4 \nArcangelo Corelli (1653 – 1713)Sonata in mi minore op. 5 n. 8per violino e basso(con le ornamentazioni originali di Giuseppe Tartini) \nAntonio Vandini (1691 – 1778)Sonata in do maggioreper violoncello e basso \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)Concerto in re maggiore op. 3 n. 9(trascrizione per cembalo solo di J. S. Bach BWV 972) \nGiuseppe Tartini Sonata in la maggiore “Pastorale” op. 1 n. 13per violino “discordato” e basso \nFrancesco Maria Veracini (1690 – 1768)Sonata in re minore op. 2 n. 12per violino e basso \nCorelli è considerato il padre nobile della scuola violinistica\, dove scrittura idiomatica\, linguaggio armonico e tecnica strumentale trovano un primo calibrato compimento. Ma è Tartini\, con lo sviluppo della tecnica virtuosistica\, la scoperta del terzo suono e una vasta esperienza didattica a essere il padre del violino italiano. Tartini costruisce la tecnica violinistica su Corelli: lo dimostrano i brani in programma\, che prevedono le due prassi complementari dell’ornamentazione (nella Sonata in re maggiore) e della variazione (espressa già nel titolo L’Arte dell’Arco).Amico di Tartini fu certamente Antonio Vandini\, virtuoso del violoncello di origini bolognesi\, attivo nell’orchestra della Basilica Antoniana di Padova\, al quale è attribuito un manoscritto sulla vita di Tartini e alcune sonate per violoncello fra cui quella in programma.Francesco Maria Veracini\, fiorentino\, che frequentò Tartini durante il suo primo soggiorno veneziano\, è invece considerato il virtuoso del suo tempo.Il programma del concerto\, che fa parte delle celebrazioni “Tartini2020”\, ci offre un’immagine del virtuosismo lontana dallo stereotipo del fenomeno da baraccone\, capace di suonare a velocità impressionante e di piegare il violino a ogni capriccio. L’arte dell’arco di Tartini\, Veracini e prima ancora di Corelli è ricerca espressiva\, esplorazione di colore\, garbata conversazione che per essere interessante ha bisogno di molteplici elementi\, non solo dello sfoggio di bravura.
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SUMMARY:Daniele Toffolo / Schola Gregoriana Ensemble Armonia / Carmen Pectu
DESCRIPTION:Organo e canto gregorianoSuggestioni antiche nella letteratura organistica\nLanglais / de Grigny / Guilmant / Bach / Panone / Bédard \n\nJean Langlais (1907 – 1991)Estratti da Suite médievalePrélude (su Asperges me)per organo soloAsperges me – Antifona gregorianaper coroTiento (sul Kyrie Fons bonitatis)per organo soloKyrie – Messa gregoriana Fons bonitatisper coro \nNicolas de Grigny (1672 – 1703)Inno “Ave maris stella”Plein-JeuFugue à 4DuoDialogue sur les Grands-Jeuxper organo e coro “in alternatim” \nAlexandre Guilmant (1837 – 1911)Offertoire sur “O filii et filiae” op. 49 n. 2per organo e coro “in alternatim” \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)Nun komm’\, der Heiden Heiland BWV 659per organo soloVeni Redemptor gentiumper coro \nConcezio Panone (1965)Rapsodia nataliziaper organo solo \nDenis Bédard (1950)Variations sur “In dulci jubilo”per organo e coro “in alternatim”
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SUMMARY:Bruno Conte e la sua Band
DESCRIPTION:Massimo Barbieri pianoforte e tastiereAlessandro Zucchi batteriaValentina Cogo voceEttore Martin saxNico Crosara bassoSergio Borgo chitarre \nLa ricerca del suono nella musica di Battisti è stata fondamentale. Dalla metà degli anni ’70 ha sempre mantenuto il ruolo di apripista\, sfruttando al meglio ciò che l’evoluzione tecnologica offriva.Fondamentale la chitarra acustica\, così come tastiere e sintetizzatori fino all’elettronica\, essenziale nell’ultima produzione.L’anima battistiana è quella che emerge dalla sua inconfondibile voce e dà una forza interpretativa unica e inimitabile\, che è stata nel tempo riferimento per intere generazioni di cantanti e musicisti. L’anima soul e rock dei primi anni\, cui si unisce quella più profonda e riflessiva grazie ai testi di Mogol e Pasquale Panella.Bruno Conte affronta il repertorio di Battisti con le sue naturali doti canore\, che lo accomunano al cantautore reatino\, senza tuttavia cadere nella mera imitazione ed entrando in piena empatia con il pubblico in sala\, fin dalle prime note. Lo accompagna una band capace di esprimere con estrema qualità lo stile compositivo originario\, virando al rock quando necessario o infondendo talvolta una velata inclinazione jazz grazie all’esperienza dei suoi componenti e arrangiatori.A vent’anni dalla scomparsa\, il Teatro di Monfalcone vuole fare un omaggio alla musica e alla voce di uno dei cantautori che hanno segnato la storia della canzone italiana del ‘900.
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SUMMARY:Bukurosh\, mio nipote
DESCRIPTION:di Gianni Clementiregia di Claudio Boccaccinicon Francesco Pannofino\, Emanuela Rossie con Andrea Lolli\, Silvia Brogi\, Maurizio Pepe\, Filippo Laganà\, Elisabetta ClementiCST Centro Servizi Teatrali / Alessandro Longobardi per Viola Produzioni \nDopo lo straordinario successo della pièce I suoceri albanesi\, con oltre 200 repliche in tutta Italia\, Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi tornano a raccontarsi in Bukurosh\, mio nipote.Ad animare nuovamente la divertente commedia di Gianni Clementi sono Lucio\, consigliere comunale progressista\, sua moglie Ginevra\, chef di cucina molecolare e Camilla\, la loro figlia diciassettenne; insieme a loro Corrado\, colonnello gay in pensione\, l’erborista Benedetta\, i fratelli Igli e Lushan.Quando le disavventure dei nostri eroi sembrano volgere al peggio\, la nascita del piccolo Bukurosh sgombra il cielo dalle nubi perché\, come recita il detto spagnolo\, “un bambino arriva sempre con il pane sotto il braccio”.Un interno medio borghese\, una famiglia che vede messa in pericolo la propria stabilità ed è costretta a mettersi in gioco: Bukurosh\, mio nipote\, complice la bravura e la versatilità dei suoi protagonisti\, è una divertita riflessione sulla nostra società\, sui nostri pregiudizi\, timori\, sulle nostre contraddizioni\, debolezze e miserie.
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SUMMARY:Kiss me\, Kate
DESCRIPTION:musical di Cole Porteradattamento e regia di Corrado Abbati Compagnia Corrado Abbatinuova produzione in esclusiva nazionale su licenza Tams Witmark – New York \nTratto dal capolavoro shakespeariano La bisbetica domata\, e arricchito da un suggestivo meccanismo di teatro nel teatro\, Kiss me\, Kate\, celebre musical di Cole Porter\, debutta a Broadway nel 1948 e raggiunge le 1077 recite consecutive\, aggiudicandosi ben 5 Tony Awards (Miglior musical\, Miglior autore\, Miglior compositore\, Migliori costumi\, Miglior produttore).  Due attori\, un tempo marito e moglie\, si ritrovano a recitare la versione musicale de La bisbetica domata. Lei sta per risposarsi con un importante uomo politico\, lui corteggia la giovane soubrette della compagnia. Le prove si svolgono\, quindi\, fra bisticci e nostalgia\, ripicche e romanticismo.A condire il tutto\, la straordinaria inventiva musicale di Cole Porter\, che spazia dal valzer al tip tap\, con canzoni poetiche e indimenticabili. Non a caso il brano Kiss me\, Kate è stato inciso da star della musica leggera come Frank Sinatra e della lirica come Placido Domingo.
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SUMMARY:Odessa Philharmonic Orchestra  / Alexey Stadler / Hobart Earle
DESCRIPTION:Šostakovič / Beethoven\nDmitrij Šostakovič (1906 – 1975)Concerto n. 1 in mi bemolle maggiore op. 107per violoncello e orchestra \n*** \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 \n \nScritto nel 1959 per l’amico Rostropovič che ne fu il primo interprete\, il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra di Dmitrij Šostakovič prevede un organico relativamente ridotto\, quasi da orchestra da camera\, per permettere un adeguato risalto solistico al violoncello\, in dialogo spesso con il corno o sostenuto\, nel secondo tempo\, dalla celesta\, strumento inusuale in questo repertorio. A eseguire questo capolavoro di uno dei più importanti compositori del ‘900\, nato a San Pietroburgo nel 1906\, è l’Orchestra Filarmonica di Odessa\, diretta dal 1993 dal direttore americano Hobart Earle; al suo fianco Alexey Stadler\, considerato uno dei più interessanti violoncellisti dell’ultima generazione.È singolare che Beethoven abbia iniziato la stesura della Settima Sinfonia\, definita da Wagner “apoteosi della danza” per la sua gioiosa solarità ritmica\, durante la permanenza alle Terme di Teplitz\, dove curava la sordità ormai avviata allo stadio definitivo\, a causa della quale aveva meditato il suicidio. Il successo della prima esecuzione\, l’8 dicembre 1813 a Vienna\, fu strepitoso: il programma della serata comprendeva\, fra l’altro\, una composizione “militare” composta da Beethoven per celebrare la vittoria di Wellington sui francesi in Spagna.Molti musicisti residenti a Vienna parteciparono all’esecuzione – fra questi Salieri\, addetto ai “cannoni” – utilizzando ordigni che imitavano le esplosioni della battaglia. Della Settima fu bissato il secondo movimento\, quell’Allegretto considerato\, oggi\, una delle più straordinarie composizioni musicali.
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SUMMARY:Caruso - Passione 2.0
DESCRIPTION:regia e coreografie di Mvula Sunganicon Emanuela Bianchinie i solisti della compagnia Mvula Sungani Physical Dancemusiche di autori varicostumi di Giuseppe TramontanoComune di Sorrento / Fondazione Ilica NY / CRDL / Arealive / PDA \nTorna a impreziosire la rassegna AltroTeatro la spettacolare physical dance della compagnia di Mvula Sungani. Lo spettacolo Caruso – Passione 2.0\, viaggio visivo\, musicale ed emozionale nel mondo femminile partenopeo\, è liberamente tratto dal film Passione di John Turturro\, straordinario omaggio dell’attore e regista americano a Napoli\, alla sua storia e alla sua musica.E con il film condivide l’idea che la multiculturalità generi forme artistiche uniche.Presentato in anteprima a New York e Tirana\, Caruso – Passione 2.0 debutta in prima assoluta nell’estate 2018 al Festival di Sorrento per approdare poi nei principali teatri italiani.Celebri melodie napoletane\, interpretate con sound mediterraneo e trasfigurate dall’elettronica\, costruiscono il raffinato paesaggio sonoro nel quale si muovono i danzatori della Mvula Sungani Physical Dance\, che trasformano la musica e la parola in gesto e materia.La scrittura coreografica esalta la forza fisica e interpretativa di Emanuela Bianchini e dei solisti della compagnia\, il flusso dei loro corpi\, e trasforma i movimenti e le traiettorie scenici in sentimenti ed energia.
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SUMMARY:Riccardo3 – L'avversario
DESCRIPTION:di Francesco Niccolinimolto liberamente ispirato al Riccardo III di William Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Romandregia di Enzo Vetrano e Stefano Randisicon Enzo Vetrano\, Stefano Randisi\, Giovanni Moschellascene e costumi di Mela Dell’Erbadisegno luci di Max MugnaiArca Azzurra ProduzioniERT Emilia Romagna Teatro Fondazionein collaborazione con Le Tre Corde – Compagnia Vetrano Randisi \n  \nUna stanza bianca. Un letto. Un trono\, forse a rotelle. Un costume elegantissimo\, ricostruzione perfetta di un abito nobiliare inglese di fine quindicesimo secolo. Ma la stanza non è quella di un castello tardo medievale\, e nemmeno il letto: sembrano piuttosto gli interni disadorni e freddi di una stanza d’ospedale. Psichiatrico\, forse. Allora cosa ci fa\, qui dentro\, un costume da Riccardo III? Chi sono i tre uomini che si alternano in modo schizofrenico fra tutti i ruoli della storia? Enzo Vetrano e Stefano Randisi\, insieme a Francesco Niccolini che firma la drammaturgia\, sentono l’esigenza di sottrarre il capolavoro shakespeariano al medioevo inglese e di fargli abitare il presente. Riccardo3\, quindi\, non è l’ennesima variazione sul tema ma qualcosa di meno rassicurante. La ferocia smodata della sua capacità di incarnare il male\, oggi\, dove trova casa? Come riuscire a estirpare quel male? Davvero l’unica possibilità è opporre alla violenza assetata di sangue una violenza giusta? Queste le domande poste dallo spettacolo.Come nell’originale\, il male si ammanta del fascino più irresistibile e diventa quasi invisibile. Perché nell’epoca delle false identità e dei travestimenti (digitali\, analogici\, teatrali o domestici che siano) il crimine\, anche il più efferato\, non è facile da riconoscere né da confessare.
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SUMMARY:Tango Project
DESCRIPTION:Piazzolla / Lacalle / Gardel / Di Sarli / Aieta / Cobián / Laurenz\nMirko Satto bandoneonMatteo Mignolli flauto traversoMarco Emmanuele chitarra \nAstor Piazzolla (1921 – 1992)Tzigane Tango \nJosé María Lacalle (1860 – 1937)Amapola \nAstor PiazzollaMilonga de la Annunciation(dall’opera Maria de Buenos Aires) \nCarlos Gardel (1890 – 1935)Por una cabezaEl día que me quieras \nAstor PiazzollaVuelvo al sur \nCarlos Di Sarli (1903 – 1960)Bahía Blanca \nAnselmo Aieta (1896 – 1964)Palomita Blanca \nJuan Carlos Cobián (1896 – 1942)Nostalgias \nPedro Laurenz (1902 – 1972)Milonga de mis amores \nAstor PiazzollaAdiós NoninoLibertango \nQuando la forza espressiva di un interprete come Mirko Satto al bandoneon si unisce agli echi del flauto traverso di Matteo Mignolli\, il pensiero corre subito al mondo della musica sudamericana\, con particolare riferimento al tango\, genere che affonda le proprie radici proprio nell’incontro di queste due sonorità. Se poi a questo si aggiunge la ritmica\, a volte percussiva a volte lirica e rigogliosa\, della chitarra di Marco Emmanuele\, si ha la perfetta sintesi fra intenzione e passione.Tango Project nasce proprio dall’incontro di un gruppo di musicisti che vogliono comunicare le emozioni e le sensazioni dello spirito tanguero ripercorrendone gli aspetti più salienti.Ogni brano è un caleidoscopio di caratteri musicali: a volte giocoso\, sinistro\, sensuale\, altre allegro o lamentoso ma anche burlone\, drammatico e sarcastico.L’ensemble Tango Project ripercorrerà l’evoluzione di questo genere musicale attraversando le composizioni di Gardel\, Laurenz\, Aieta\, fino alla musica del grande bandoneonista e compositore Astor Piazzolla.
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SUMMARY:Gretel e Hänsel
DESCRIPTION:progetto di Emanuela Dall’Aglioregia di Mirto Baliani\, Emanuela Dall’Agliomusiche e suoni di Mirto Balianiideazioni e luci di Yannick De Soussa Mendesassistente scenografa Jessica GraianiTeatro delle Briciole / Fondazione Solares delle Arti (Parma) \n“Parlare di paura con i bambini è sempre emozionante. Entrambi la temiamo e al tempo stesso la cerchiamo\, a conferma del nostro coraggio. In questa fiaba incontreremo il buio della notte\, un bosco pieno di rumori\, animali sconosciuti e una strega cattiva. Questa è una storia di fame e di miserie\, è il racconto di chi non ha nulla\, è il riscatto di due fratelli e la loro sfida contro le difficoltà. Hänsel e Gretel si riscattano ed escono dal costume-congegno che li contiene\, escono per cambiare vita\, e portano con sé quella parte di famiglia che non si può smettere di amare e che\, pentita\, aspetterà per sempre davanti a casa il loro ritorno”.La scenografia\, i personaggi\, l’attrice – che è insieme animatrice e personaggio – abitano dentro un manufatto vivente e agente\, da cui escono al momento opportuno e che mantiene allo stesso tempo la sua fisionomia e la sua funzione di abito. Utilizzando i caratteri espressivi del teatro di figura\, la trilogia di Emanuela Dall’Aglio Storie sulle spalle avvicina tre fiabe classiche trasferendole ognuna in un particolare congegno\, un costume che porta in sé tutti gli elementi della fiaba. L’ossicino per ingannare le streghe\, i sassolini bianchi che si illuminano sotto i raggi della luna…
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SUMMARY:I ragazzi del massacro
DESCRIPTION:tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanencouno spettacolo di Paolo Trottiregia di Paolo Trotticon Stefano Annoni\, Diego Paul Galtieri e Federica Gelosaassistente alla regia Veronica Scarionirealizzazione scene e costumi Francesca Biffiassistente scenografa Paola Tognella \nI ragazzi del massacro\, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco\, padre del noir italiano\, è uno spettacolo sulla giustizia\, sulla necessità di perseguire la verità. La storia di un’indagine con la scansione dell’Hard Boiled.In scena la drammatica vicenda di una docente assassinata dai suoi undici allievi della scuola serale\, un giorno di maggio del 1968\, e di un uomo che non si arrende alle apparenze\, una voce fuori dal coro: quella di Duca Lamberti\, che non vuole sbattere il mostro in prima pagina\, ma crede che la giustizia sia sopra ogni convenienza. Attorno all’omicidio si agita il ’68\, con le manifestazioni\, le occupazioni e gli scontri di piazza: una piccola storia dentro la grande Storia.Una città fredda\, un corpo martoriato e undici colpevoli. Ma non tutto è ciò che sembra…
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SUMMARY:L'importanza di chiamarsi Ernesto
DESCRIPTION:di Oscar Wilderegia\, scene e costumi di Ferdinando Bruni e Francesco Frongiacon Ida Marinelli\, Elena Russo Arman\, Giuseppe Lanino\, Riccardo Buffonini\, Luca Toracca\, Cinzia Spanò\, Camilla Violante Scheller\, Nicola Stravalaciluci di Nando Frigeriosuono di Giuseppe MarzoliTeatro dell’Elfo \nL’indagine attorno alla vita e alle opere di Oscar Wilde che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia conducono da alcuni anni\, li ha portati nel 2017 ad affrontare la più famosa commedia del grande autore irlandese.Una “commedia frivola per gente seria”\, l’esempio più bello di come Wilde\, attraverso l’uso di un’ironia caustica e brillante\, sveli la falsa coscienza di una società che mette il denaro e la rigida divisione in classi al centro della propria morale; di come l’autore riesca a “smontare”\, con sorridente ferocia e un’irriverenza mai fine a se stessa\, i luoghi comuni su cui si fonda ogni solida società borghese.Wilde inventa un linguaggio inedito che pone le basi dell’umorismo queer\, un umorismo che\, attraverso l’epoca d’oro della commedia hollywoodiana e alcune popolari serie televisive\, è arrivato fino a noi senza perdere in freschezza e causticità.Solo l’abile e complice mano registica di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia può restituire questa allegra cattiveria. Il palcoscenico diventa così un foglio bianco su cui far risaltare i “colori” dei personaggi\, in un gioco che prende in prestito ai cartoon e all’immaginario pop la capacità di sintesi e leggerezza\, e lascia campo libero ai funambolismi verbali e alle vertigini di una logica ribaltata.
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SUMMARY:Discorso a due: In queto silenzio
DESCRIPTION:Viozzi / de Banfield / Sofianopulo / Levi / Gon\nBrani musicali eseguiti da Romina Cicoli (soprano) e Luna Costantini (pianoforte) \nGiulio Viozzi (1912 – 1984)Primi 6 Preludi per pianoforteVersi di Giovanni Pascoli\, Myu Fukuko\, Adriana Cavaradossi\, Giosuè Carducci\, Rainer Maria Rilke \nRaffaello de Banfield (1922 – 2008)Versi di Giovanni Pascoli\, Francesco Pastonchi\, Rainer Maria Rilke\, Umberto Saba\, Federico Garcia Lorca\, Emily Dickinson \nMarco Sofianopulo (1952 – 2014)dal Piccolo Quaderno per Isabella da Emily DickinsonIt’s such a little thing…If you were coming in the FallTo make a prairie \nVito Levi (1899 – 2002)dalle Liriche Anacreontiche di Jacopo VittorelliFingi\, vezzosa IreneIrene\, è già finitaIn solitaria stanza \nFederico Gon (1982)L’infinitoVersi di Giacomo Leopardi(prima esecuzione assoluta) \n \nUn tuffo nella poesia letteraria e musicale che affonda le sue radici nel bagaglio culturale della Mitteleuropa del “Secolo breve”.Poeti\, scrittori\, compositori della Venezia Giulia protagonisti di un periodo vorticoso di eventi che hanno cambiato in maniera drastica\, spesso drammaticamente dolorosa\, i punti di riferimento\, i confini\, spesso la lingua e i costumi. Ma che\, forse proprio per questo\, hanno saputo esprimere sentimenti di serenità e dolcezza e\, al contempo\, anche di ferma ostinazione nel salvaguardare le tradizioni e le parlate dei padri.A intraprendere questo viaggio\, due straordinari interpreti della parola e della musica\, in un dialogo fitto e denso\, senza soluzione di continuità.Vittorio Sgarbi\, fine dicitore e competente divulgatore culturale\, e Nazzareno Carusi\, affiancati dal soprano Romina Cicoli e dalla pianista Luna Costantini\, dialogheranno fra loro con liriche raffinate\, tradotte in linee melodiche\, che esprimono sentimenti e affetti mai sopiti dalla metamorfosi del tempo.
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SUMMARY:Coma Quando Fiori Piove
DESCRIPTION:di Walter Leonardi e Carlo G. Gabardiniregia di Walter Leonardicon Walter Leonardi\, Flavio Pirini\, Alice Redini\, Paola TintinelliBuster / La Corte Ospitale \n  \nIl giorno del suo 50° compleanno un uomo si ritrova in macchina\, insieme a un misterioso autostoppista\, a fare un bilancio della propria vita. L’autostoppista sembra Dio\, ma non è facile credergli.Il dialogo fra i due\, sospeso e stravagante\, porta l’uomo a ripercorrere gli avvenimenti più importanti della sua vita e a rivivere\, anche attraverso la lente degli occhi del suo accompagnatore onnisciente\, gli affetti perduti\, i sogni incompiuti\, gli attimi rimpianti: rincontra il suo primo amore\, parla con la madre morta qualche anno prima\, ripensa alle amicizie di una vita e al lavoro mai cambiato\, in un continuo movimento fra passato e presente\, possibilità perdute e consapevolezze acquisite\, sogno e realtà\, coma e veglia.Un viaggio fisico e mentale\, a tratti lisergico\, con la propria coscienza\, per riflettere e ridere su temi che pesano come macigni sulla vita di tutti i giorni.Walter Leonardi\, brillante attore e autore\, attivo anche con il collettivo Il Terzo Segreto di Satira\, mette in scena\, fra malinconia e leggerezza\, un irresistibile gioco che ci ricorda che è sempre possibile fare una lista di cose per cui vale la pena vivere. Un racconto comico\, cinico e onirico\, allestito attraverso immagini\, oggetti ed espedienti che\, ispirandosi anche al nouveau cirque\, generano sorpresa e incanto.
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SUMMARY:Orchestra di Padova e del Veneto / Sonig Tchakerian
DESCRIPTION:Mozart\nWolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)Adagio e fuga in do minore K 546per orchestra \nSinfonia n. 1 in mi bemolle maggiore K 16per orchestra \nRondò in si bemolle K 269per violino e orchestra \nConcerto n. 1 in si bemolle K 207per violino e orchestra \nConcerto n. 4 in re maggiore K 218per violino e orchestra \n \nAveva nove anni\, il piccolo Wolfgang\, quando compose la sua Prima Sinfonia\, durante il suo breve soggiorno a Londra\, catalogata in seguito dal musicologo Ludwig von Köchel con il numero 16. E non aveva ancora cinque anni\, il piccolo Mozart\, quando iniziò a viaggiare\, presso le varie corti europee\, in compagnia della sorella e del suo promoter particolare\, il padre\, che aveva intuito il potenziale economico del suo enfant prodige. Probabilmente queste esperienze contribuirono a formare quel carattere ribelle alle strette condizioni della corte di Salisburgo\, che il compositore lasciò definitivamente nel 1781\, dopo il celebre “calcio nel sedere”. Fino ad allora\, il giovane Mozart aveva avuto tempo di scrivere un numero impressionante di composizioni\, tra musica sacra e profana\, musica da camera e sinfonie\, opere e oratori.Sono del 1775 i cinque Concerti per violino e orchestra che il Teatro di Monfalcone intende proporre in un progetto triennale che prevede l’esecuzione di tutto il repertorio mozartiano per violino e orchestra.L’interpretazione dei concerti\, impreziositi dalle cadenze scritte appositamente per questo progetto da Giovanni Sollima\, è affidata alla magnifica violinista di origine armena Sonig Tchakerian\, accompagnata dall’Orchestra di Padova e del Veneto.
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SUMMARY:Regalo di Natale
DESCRIPTION:di Pupi Avatiadattamento teatrale di Sergio Pierattiniregia di Marcello Cotugnocon Gigio Alberti\, Filippo Dini\, Giovanni Esposito\, Valerio Santoro\, Gennaro Di Biasescenografie di Luigi Ferrignocostumi di Alessandro Lailuci di Pasquale MariLa Pirandelliana \n  \nQuattro amici di vecchia data si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro anche il misterioso avvocato Santelia\, un ricco industriale noto nel giro per le sue ingenti perdite\, il “pollo” da spennare. Ma è il presunto “pollo” a trovarsi di fronte quattro uomini che nella vita hanno giocato col destino e che\, in un modo o nell’altro\, hanno perso. La partita\, infatti\, si rivela tutt’altro che amichevole. Sul piatto\, oltre ai soldi\, c’è il bilancio della vita di ognuno: fallimenti\, sconfitte\, menzogne\, tradimenti.Tratto dall’omonimo film di Pupi Avati\, fra i più avvincenti e amari del grande regista bolognese\, Regalo di Natale viene trasposto per la scena nel 2008\, anno in cui la crisi economica globale segna profondamente la società italiana e\, in risposta a recessione e precariato\, il gioco d’azzardo inaugura una stagione di fulminante ascesa.Ma il poker è anche un nobile gioco fra gentiluomini\, un rito moderno in cui mostrarsi per quello che non si è\, proprio come in una rappresentazione teatrale. Cinque attori di grande livello si calano in una partita che lascerà i loro personaggi sconfitti\, a dimostrazione di come alcuni valori fondamentali delle relazioni umane – consapevolezza di sé\, lealtà e amicizia – stiano dolorosamente tramontando dal nostro orizzonte.Con la sua stringente contemporaneità\, la parabola di Regalo di Natale è il trionfo del singolo sul collettivo\, la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti\, un’amara riflessione su come stiamo diventando.O su come\, forse\, siamo già diventati.
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SUMMARY:Silvio Celeghin
DESCRIPTION:Lubeck / Galuppi / Vivaldi / Händel / Mendelssohn-Bartholdy / Verdi\n\nVincent Lubeck (1654 – 1740)Praeambulum in mi maggiore \nBaldassarre Galuppi (1706 – 1785)Sonata in do \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)Concerto in do minore(adattamento di Wolfango Dalla Vecchia) \nGeorg Friedrich Händel (1685 – 1759)Concerto in re minore op. 7 n. 4 \nFelix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847)Sonata in si bemolle maggiore op. 65 n. 4 \nGiuseppe Verdi (1813 – 1901)Agnus Dei da Messa da Requiem(arrangiamento di Franz Liszt)Sinfonia da Il finto Stanislao(arrangiamento di Francesco Zane) \n\n 
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SUMMARY:Tempo di Chet
DESCRIPTION:testo di Leo Muscato e Laura Perinimusiche originali di Paolo Fresuregia di Leo Muscatocon Paolo Fresu trombaDino Rubino pianoMarco Bardoscia contrabbassoe con (in ordine alfabetico) Alessandro Averone\, Rufin Doh\, Simone Luglio\, Debora Mancini\, Daniele Marmi\, Graziano Piazza\, Mauro Parrinello\, Laura Pozonescene di Andrea Bellicostumi di Silvia Aymoninolight designer Alessandro VerazziTeatro Stabile di Bolzano \n  \nChet Baker\, fra i miti musicali più controversi e discussi del Novecento\, rivive grazie alla musica di Paolo Fresu e agli attori del Teatro Stabile di Bolzano nello spettacolo Il tempo di Chet – La versione di Chet Baker\, diretto da Leo Muscato.Scrittura drammaturgica e partitura musicale si fondono in un unico flusso organico di parole\, immagini e musica\, che rievoca lo stile lirico e intimista di questo jazzista maledetto e leggendario: un’altalena fra passato e presente che mette in scena episodi disseminati lungo l’arco della sua esistenza\, da quando\, bambino\, suo padre gli regalò la prima tromba\, fino al momento in cui volò giù dalla finestra di un albergo ad Amsterdam.Scrive Paolo Fresu: “se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero\, la sua musica era straordinariamente limpida\, logica e trasparente. Forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz”. E Leo Muscato: “se nella sua vita come Chet Baker ogni cosa sembra essere andata in fumo o disciolta in vena\, la musica è sempre rimasta come un’impronta tangibile di un universo poetico inesauribile. È proprio la sua musica a interpretare il desiderio di Chet di non volerne più sapere di tutte quelle rivendicazioni\, e a fornire la possibilità di un altro punto di vista\, di un’altra versione dei fatti\, quella di Chet Baker”.
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SUMMARY:Accademia d'Archi Arrigoni / Gloria Campaner / Tamsin Waley Cohen / Nataša Trček / Domenico Mason
DESCRIPTION:Grieg / Pagotto / Mendelssohn-Bartholdy\nEdvard Grieg (1843 – 1907)Holberg Suiteper soli archi \nMario Pagotto (1966)Dafnescena lirica per voce\, violino\, pianoforte e archi(prima esecuzione assoluta\, commissione coprodotta con l’Accademia d’Archi Arrigoni) \n*** \nFelix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847)Doppio concerto in re minoreper violino\, pianoforte e archi \n \nLudvig Holberg è il letterato e drammaturgo danese vissuto a cavallo tra Sei e Settecento a cui\, nel duecentesimo dalla morte\, Edvard Grieg dedicò una composizione pianistica\, poi trascritta per archi: una suite che si ispira alle forme e allo stile tipico delle composizioni del ‘700 ispirate alla danza\, come appunto la pagina Dai tempi di Holberg.Felix Mendelssohn-Bartholdy\, annoverato tra i musicisti più rappresentativi del romanticismo tedesco\, ebbe vita breve ma musicalmente intensa: genio precoce\, scrisse regolarmente dall’età di undici anni composizioni destinate alle esecuzioni domestiche\, nella ricca e accogliente casa berlinese\, per allietare le serate con gli amici di famiglia.A questo periodo appartiene il Concerto in re minore per violino\, pianoforte e orchestra d’archi che\, seppur giovanile\, già entusiasma l’ascoltatore per la freschezza e la vivacità degli interventi solistici in dialogo con gli archi. Momento centrale del concerto monfalconese è l’esecuzione di una nuova composizione di Mario Pagotto\, Dafne\, il cui testo\, ispirato alle Metamorfosi di Ovidio\, affronta uno dei mali terribili che affligge da sempre la società: la violenza\, non solo fisica\, perpetrata dagli uomini ai danni delle donne. L’azione musicale ha per protagoniste tre straordinarie soliste\, contornate dall’orchestra d’archi\, quasi il coro di una tragedia greca che commenta empaticamente e amplifica le loro proiezioni musicali.
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SUMMARY:Il costruttore Solness
DESCRIPTION:da Henrik Ibsenuno spettacolo di Alessandro Serracon Umberto Orsinie con Lucia Lavia\, Renata Palminiello\, Pietro Micci\, Chiara Degani\, Salvo Dragoe Flavio BonacciCompagnia Orsini / Teatro Stabile dell’Umbria \n\nLo spettacolo si colloca nella rete artistica “Progetto Ibsen – I pilastri della drammaturgia contemporanea”\, a cui aderiscono Teatro di Roma\, Teatro della Toscana\, Teatro Stabile di Napoli\, Teatro Stabile di Genova\, Teatro Stabile dell’Umbria e Compagnia Orsini con i titoli Un nemico del popolo\, John Gabriel Borkman\, Il costruttore Solness. \n\n  \nSolness è un grande costruttore che edifica la propria fortuna sulle ceneri della casa di famiglia della moglie\, derubandola di ogni possibile felicità futura. È terrorizzato dai giovani che picchiano alla porta e chiedono ai vecchi di farsi da parte. Ma la giovane Hilde non si preoccupa di bussare\, e fa irruzione con una carica erotica e un’energia dirompente. È tornata per rivendicare il suo regno\, quel castello in aria che il grande costruttore le promise dieci anni prima.Scrive Umberto Orsini: “[…] è la storia di tanti assassinii. Giovani che uccidono i vecchi spingendoli a essere giovani\, e vecchi che uccidono se stessi nel tentativo di raggiungere l’impossibile ardore giovanile. Una storia segnata da una grande carica erotica e da uno spregiudicato esercizio del potere”.Se Solness è un costruttore\, Ibsen è un perfetto architetto in grado di edificare una casa dall’aspetto perfettamente borghese e ordinario\, nelle cui intercapedini però si celano principesse dimenticate\, demoni e assistenti magici al servizio del padrone. Il giorno del giudizio sotteso in tutta l’opera di Ibsen trova esplicita dichiarazione nella sentenza finale. Una condanna inesorabile che è lo stesso Solness a emettere contro se stesso\, senza pietà\, quando in un delirio di onnipotenza sale su una torre\, supera la paura del vuoto e arriva a dare del tu a Dio\, minacciandolo di non costruire mai più chiese per lui…
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