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SUMMARY:Othello\, la H è muta...
DESCRIPTION:testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scudaarrangiamenti musicali di Lorenzo Scudacon gli Oblivion: Graziana Borciani\, Davide Calabrese\, Francesca Folloni\, Lorenzo Scuda\, Fabio Vagnarellie con Denis Biancucci pianoforteconsulenza registica di Giorgio GallioneTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Bags Entertainment / Malguion srl \n\n \n \n \nL’inevitabile si è compiuto. Gli Oblivion – i cinque gradi di separazione fra Tito Schipa e Fabri Fibra – accolgono la sfida lanciata dalla numerologia dando vita ad uno spettacolo eccezionale\, che condensa due secoli di critica musicale e teatrale in una rivoluzionaria scoperta: la differenza fra l’Otello verdiano e quello shakespeariano sta nell’H!Così il doppio bicentenario Verdi-Wagner viene comicamente profanato alla maniera degli Oblivion: un’orgia fra Wagner\, Verdi e Shakespeare nella quale a Rossini spetta il ruolo di voyeur.Fra gli equilibrismi canori ed i montaggi beffardi cui ci hanno abituato questi cinque formidabili interpreti\, affiancati questa volta da un pianista\, la tragedia shakespeariana prende pieghe del tutto inattese e non c’è da stupirsi se i nobili personaggi verdiani si dimenticano i testi di Arrigo Boito per usare quelli di Mogol o di Zucchero…Dopo le celebri parodie dedicate ai Promessi sposi\, Skakespeare e Dante e la serie di esilaranti “lectio dementialis” in giro per le scuole italiane\, gli Oblivion ci accompagnano in un nuovo\, strabiliante viaggio musicale\, al confine fra comico e didattico.
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SUMMARY:Alexander Lonquich
DESCRIPTION:PianoforteFRANZ SCHUBERT (1797 – 1828)Melodia ungherese D 817 \n\n \nFRANZ SCHUBERTSonata D 845 (op. 42) \n\n \n*** \nFRANZ SCHUBERTSonata D 960 \n \nÈ nel nome di Franz Schubert che Alexander Lonquich ha iniziato la sua prestigiosa carriera musicale vincendo giovanissimo\, nel 1977\, il Concorso Casagrande che\, quell’anno\, era appunto dedicato a Schubert. E Schubert\, da allora\, è sempre rimasto nel cuore e al centro della ricerca di interprete di Lonquich\, che torna nel nostro Teatro dopo il bellissimo concerto con l’Orchestra da Camera di Mantova con cui aprì la stagione 2011-2012.Nel programma due grandi Sonate e\, in apertura\, la Melodia ungherese datata 2 settembre 1824. La Sonata op. 42 è invece del 1825 ed è dedicata all’Arciduca Rodolfo mentre con la Sonata in si bemolle maggiore op. post. siamo in quella fase suprema di stupefacente creatività ed invenzione che caratterizzò in maniera straordinaria il 1828\, l’ultimo anno di vita del compositore. La Sonata – come scrive W.G. Sebald in “Moments musicaux” – “che Franz Schubert\, nato a Himmelpfortgrund\, aveva composto poco prima della morte con quella sua peculiare sicurezza da sonnambulo”.
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SUMMARY:SoloDuo
DESCRIPTION:Matteo Mela\, Lorenzo Micheli chitarre \nGIOACHINO ROSSINI (1792 – 1868)Ouverture da “Il Barbiere di Siviglia”(trascrizione di Mauro Giuliani) \nCLAUDE DEBUSSY (1862 – 1918)Clair de lune da Suite Bergamasque(trascrizione di Ida Presti e Alexandre Lagoya \nFRANK MARTIN (1890 – 1974)Quattro pezzi breviper chitarra \nMARIO CASTELNUOVO-TEDESCO (1895 – 1968)Preludi e Fughe n. 23\, 24\, 15\, 4da “Les Guitares bien tempérées” op. 199ANDRÉ JOLIVET (1905 – 1974)Sérénade \n\n \nMAURO GIULIANI (1781 – 1829) Grandi variazioni concertanti op. 130 \n \nLa suggestione di questo programma è nata da una recente recensione di Angelo Gilardino che ha parlato dell’incisione de “Les Guitares bien tempérées” op. 199 di Mario Castelnuovo-Tedesco ad opera del SoloDuo come di una registrazione “che farà epoca”. Un capolavoro che Castelnuovo-Tedesco scrisse nel 1962 per Ida Presti e Alexandre Lagoya\, il celebre duo chitarristico che ha ispirato anche i nostri Matteo Mela e Lorenzo Micheli. Di qui l’idea di presentare una formazione cameristica inconsueta ed un raro repertorio che dal classicismo (Rossini / Giuliani) arriva fino alla musica del Novecento storico.Il SoloDuo si è costituito nel 2000 e da allora ha suonato in tutta Europa\, Stati Uniti e Canada realizzando\, a fianco dell’attività concertistica\, molte registrazioni discografiche (per Naxos\, Stradivarius\, Amadeus)\, fra cui appunto l’importante integrale del ciclo di 24 Preludi e Fughe di Mario Castelnuovo-Tedesco per Solaria\, nel 2012.
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SUMMARY:Due paia di calze di seta di Vienna
DESCRIPTION:di Lino Carpinteri e Mariano Faragunaregia di Francesco Macedoniocon Ariella Reggio e con Massimiliano Borghesi\, Gualtiero Giorgini\, Adriano Giraldi\, Maria Grazia Plos\, Marzia Postogna\, Maurizio Zacchigna\, Laura Antoniniscene e costumi di Andrea Staniscimusiche di Livio CecchelinLa Contrada – Teatro Stabile di Trieste \nDue paia di calze di seta di Vienna\, fra i maggiori successi teatrali in lingua triestina degli ultimi decenni e vero e proprio cavallo di battaglia della compagnia de La Contrada\, torna a grande richiesta in una nuova edizione. Commedia in due atti scritta nel 1986 da Lino Carpinteri e Mariano Faraguna\, si ispira al vaudeville di Alexandre Bisson e Mille Mars Le sorprese del divorzio\, testo sul quale i due autori operano una radicale rivisitazione del linguaggio e della tipologia dei personaggi.Siamo a Trieste\, nel 1919. Finita la Prima Guerra Mondiale\, la buona borghesia cittadina sta facendo i conti con il crollo dell’Impero Austro-Ungarico e l’arrivo degli italiani. Mentre sullo sfondo ha luogo la celebre impresa di Gabriele D’Annunzio a Fiume\, in città si sviluppa una divertente vicenda che ha per protagonisti Stefania Duda degli Ivanissevich\, donna dal carattere autoritario\, il buon Nicoleto Nicolich\, da questa tiranneggiato\, il capitano di Lussino Terdoslavich e il signor Brettauer…
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SUMMARY:Ensemble Zefiro
DESCRIPTION:Alfredo Bernardini\, Paolo Grazzi oboiMichele Fattori fagottoPaolo Zuccheri violoneLuca Guglielmi clavicembalo \nGEORG FRIEDRICH HÄNDEL (1685 – 1759)Sonata op. 2 n. 3 \n\n \nJOSEP PLA (1728 – 1762)JOAN BAPTISTA PLA (1720 – ?)Sonata n. 6 \n\n \nJOHANN FRIEDRICH FASCH (1688 – 1758) Quadro FWV N:g1 \n\n \nANTONIO VIVALDI (1678 – 1741)Sonata a 4 in do maggiore \n\n \nPIERRE DANICAN PHILIDOR (1681 – 1731) Troisième Suite en Trio \n\n \nJOHANN SEBASTIAN BACH (1685 – 1750) Concerto BWV 974 per clavicembalo(dal Concerto per oboe di Alessandro Marcello) \nJAN DISMAS ZELENKA (1679 – 1745) Sonata a 4 in sol minore \nZefiro\, l’ensemble di fiati con strumenti originali costituitosi a Mantova nel 1989 per impulso di Alfredo Bernardini\, torna nella stagione musicale del nostro Teatro\, dove ha già suonato nel 2012: allora si è presentato nella sua formazione “classica”\, quella legata alla storia dell’”Harmonie“\, il termine tedesco con cui si designava questo tipo di complesso\, al quale hanno dedicato composizioni molti autori di fine Settecento (Mozart\, Beethoven\, ecc.).Il programma del concerto è un interessante excursus sul tardo barocco europeo\, sulle sue varie declinazioni nazionali (italiana\, francese\, tedesca) e sulla circolazione\, intensissima all’epoca\, dei diversi stili.Zefiro è riconosciuto oggi a livello internazionale come uno dei più prestigiosi ensemble barocchi italiani e la sua attività discografica ha ricevuto significativi riconoscimenti (fra cui Grand Prix du Disque\, Editor’s Choice di “Gramophone”\, Choc du Monde de la Musique\, Diapason d’or).
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SUMMARY:Babbo Bibbo e Mamma Mimma
DESCRIPTION:a cura della Baracca/Testoni Ragazzi (Bologna) \n\n \nParole\, sagome colorate e un grande libro per bambini dai 12 ai 36 mesi \nUno spettacolo “di parole” per raccontare la storia di Lello\, un piccolo koala alla scoperta del mondo. Uno spettacolo per raccontare che essere autonomi è bello e necessario quando le esperienze fatte ti permettono di trovare le soluzioni adatte.
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SUMMARY:Verdi\, narrar cantando
DESCRIPTION:di Marco Paolini e Mario Brunellocollaborazione alla drammaturgia e ai testi di Gerardo Guccinicon Mario Brunello e Marco Paolinie con Francesca Breschi e Stefano Nanniregia di Marco Paolini e César Briearrangiamenti e orchestrazione di Stefano Nannidisegno luci di Daniele Savisuono di Gabriele Turrauna produzione Jolefilmin collaborazione con AMC\, Antiruggine\, Fondazione Teatro Regio di Torino \nFra i diversi omaggi a Verdi nel bicentenario della nascita\, quello ideato da Marco Paolini e Mario Brunello intende scoprire il compositore – fra i più celebri di tutti i tempi\, i cui melodrammi fanno parte del repertorio dei teatri di tutto il mondo – mettendo in scena la sua vita e il suo lavoro\, non soltanto il musicista ma l’uomo di teatro. Un impianto scenico molto pop e un po’ didattico per raccontare il Verdi librettista\, regista\, impresario\, patriota e politico.Il violoncello di Mario Brunello ci accompagna fra i temi più popolari di Verdi\, illustrando arie e opere entrate a far parte della nostra tradizione culturale. A Marco Paolini il compito di raccontare le parti più significative della sua vita\, fra cui la straordinaria descrizione giornalistica (un inedito di Marinetti) dei funerali\, con un bagno di folla degno di un re. A testimoniare il fatto che l’opera di Verdi è parte integrante della nostra cultura è chiamato anche il pubblico\, che diventerà protagonista di una magnifica interazione con gli artisti sul palcoscenico. Non soltanto uno spettacolo ma una vera e propria festa\, per celebrare la grande musica\, il grande teatro e i primi 30 anni del Teatro Comunale di Monfalcone!
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SUMMARY:Verdi\, narrar cantando
DESCRIPTION:di Marco Paolini e Mario Brunellocollaborazione alla drammaturgia e ai testi di Gerardo Guccinicon Mario Brunello e Marco Paolinie con Francesca Breschi e Stefano Nanniregia di Marco Paolini e César Briearrangiamenti e orchestrazione di Stefano Nannidisegno luci di Daniele Savisuono di Gabriele Turrauna produzione Jolefilmin collaborazione con AMC\, Antiruggine\, Fondazione Teatro Regio di Torino \n \nFra i diversi omaggi a Verdi nel bicentenario della nascita\, quello ideato da Marco Paolini e Mario Brunello intende scoprire il compositore – fra i più celebri di tutti i tempi\, i cui melodrammi fanno parte del repertorio dei teatri di tutto il mondo – mettendo in scena la sua vita e il suo lavoro\, non soltanto il musicista ma l’uomo di teatro. Un impianto scenico molto pop e un po’ didattico per raccontare il Verdi librettista\, regista\, impresario\, patriota e politico.Il violoncello di Mario Brunello ci accompagna fra i temi più popolari di Verdi\, illustrando arie e opere entrate a far parte della nostra tradizione culturale. A Marco Paolini il compito di raccontare le parti più significative della sua vita\, fra cui la straordinaria descrizione giornalistica (un inedito di Marinetti) dei funerali\, con un bagno di folla degno di un re. A testimoniare il fatto che l’opera di Verdi è parte integrante della nostra cultura è chiamato anche il pubblico\, che diventerà protagonista di una magnifica interazione con gli artisti sul palcoscenico. Non soltanto uno spettacolo ma una vera e propria festa\, per celebrare la grande musica\, il grande teatro e i primi 30 anni del Teatro Comunale di Monfalcone!
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SUMMARY:Giuseppe Andaloro
DESCRIPTION:Pianoforte \nGIROLAMO FRESCOBALDI (1583 – 1643) Partita sopra l’Aria di Follia \n\n \nJOHANN SEBASTIAN BACH (1685 – 1750)FERRUCCIO BUSONI (1866 – 1924)Ciaccona \n\n \nOLIVIER MESSIAEN (1908 – 1992)da “Huit Préludes” n. 1\, 6\, 8 \n\n \n*** \nIGOR STRAVINSKIJ (1882 – 1971) Tango \n\n \nBÉLA BARTÓK (1881 – 1945) Suite op. 14 \n\n \nGYÖRGY LIGETI (1923 – 2006) Capriccio n. 1 e Capriccio n. 2 \n\n \nNIKOLAI KAPUSTIN (1937)da “Eight Concert Etudes” op. 40n. 1\, 2\, 3\, 8 \nin coproduzione con ADM. \n \nGiuseppe Andaloro (Palermo\, 1982) è uno dei pianisti italiani della sua generazione più apprezzati a livello internazionale e alla sua affermazione hanno certamente contribuito le vittorie al Concorso Busoni nel 2006 (presidente della commissione Maria Tipo)\, al Concorso di Hong Kong nel 2011 (presidente della commissione Vladimir Ashkenazy) e prima ancora quelle a molti altri concorsi (Porto\, Casella a Napoli\, Premio Venezia\, ecc.). Ma accanto a queste testimonianze della sua straordinaria “virtuosità” vale la pena di sottolineare l’intelligenza ed il gusto delle personali scelte interpretative di Andaloro\, che troviamo ben riflesse nel programma del concerto: un programma che presenta la celeberrima rielaborazione concertistica di Busoni della Ciaccona dalla Partita n. 2 per violino solo di Bach ma la affianca alla Partita sopra l’Aria di Follia di Frescobaldi; e che poi esplora volti diversi del Novecento: la fascinazione della musica indiana nei giovanili Preludi (1928-‘29) di Messiaen\, la prima composizione americana di Stravinskij (1940)\, il dittico “magiaro” Bartók-Ligeti ed infine gli echi jazzistici degli ardui Studi da concerto (1984) del compositore (e pianista) ucraino Nikolai Kapustin.
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SUMMARY:Le rane
DESCRIPTION:di Aristofaneinterpretato e diretto da Roberto Abbati\, Paolo Bocelli\, Cristina Cattellani\, Laura Cleri\, Gigi Dall’Aglio\, Luca Nucera\, Tania Rocchetta\, Marcello Vazzolermusiche di Alessandro Nidiscene di Alberto Favrettocostumi di Marzia Papariniluci di Luca Bronzo Fondazione Teatro Due \n \nAtene\, radice della modernità e culla della cultura\, nel 405 a. C. è una città in mano alla corruzione. Come si può salvare una città che non sa distinguere il bene dal male? Se lo chiede Aristofane e\, insieme a lui\, gli attori di Teatro Due. Nelle Rane\, Aristofane ingaggia Dioniso\, Dio del teatro e della doppiezza\, e lo manda nell’Ade alla ricerca degli antichi poeti-tragediografi\, affinché possano restituire alla città i valori perduti. Le rane parla quindi di noi\, di una società in decadimento. Attraverso questo classico della commedia greca\, il gruppo di Teatro Due affronta la cruciale questione del ruolo politico dell’arte e della cultura nella società civile. E lo fa con leggerezza e comicità\, al ritmo di un sirtaki\, lanciando frasi in un megafono\, inscenando un duello poetico\, affidando al voto del pubblico il responso.L’umorismo e l’ironia di questo antico ed attualissimo testo conducono il pubblico in un viaggio agli inferi surreale e sgangherato\, alla ricerca delle verità a cui la politica\, ieri come oggi\, pare non credere. Un viaggio per la salvezza della polis\, che Aristofane crede attuabile attraverso il teatro.
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SUMMARY:Il miracolo della mula
DESCRIPTION:a cura dell’Associazione Il Laborincolo (Valfabbrica\, Perugia) \nTeatro di burattini\nper bambini dai 5 agli 11 anni \nUn orologio meccanico posto in cima ad una torre civica\, supponiamo della città di Praga\, vede una processione di figure animate allo scoccare dell’ora stabilita. Dicono che gli hanno aggiustato gli ingranaggi\, così a mezzanotte vedremo di nuovo la mula volare…
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SUMMARY:Elias Quartet / Sandrine Chatron
DESCRIPTION:Sara Bitlloch\, Donald Grant violiniMartin Saving violaMarie Bitlloch violoncello \nSandrine Chatron arpa \nANDRÉ CAPLET (1878 – 1925) Conte FantastiqueCLAUDE DEBUSSY (1862 – 1918)Quartetto in sol minoreper archi \nFLORENT SCHMITT (1870 – 1958)Andante et Scherzo \n\n \nCLAUDE DEBUSSY Danses \nin collaborazione con Palazzetto Bru Zanein coproduzione con ADM \n \nUn viaggio affascinante nella Parigi del primo Novecento: la Parigi dove i giovani compositori fondano con Gabriel Fauré la “Société Musicale Indépendante”\, aperta e progressista\, in opposizione alla tradizione tedesca. La Parigi nella quale si svolge una vera battaglia musicale e commerciale fra i sostenitori dell’arpa a pedali (di cui il costruttore Erard aveva il brevetto dal 1812) e quelli dell’arpa cromatica inventata da Gustave Lyon\, che Pleyel cercò di promuovere anche tramite commissioni a compositori (è il caso delle Danze – sacra e profana – composte da Debussy nel 1904). L’arpa è poi uno strumento tipico dell’immaginario della cultura simbolista dominante. Una cultura (Baudelaire\, Mallarmé) affascinata da Edgar Allan Poe\, che interessò anche musicisti come Debussy e Caplet\, che nel suo Conte Fantastique (1908) si ispirò al racconto di Poe “La maschera della morte rossa”.Sandrine Chatron collabora regolarmente con il prestigioso Ensemble Intercontemporaine\, con la Mahler Chamber Orchestra\, con l’Orchestra Nazionale della Radio TV francese ed assieme al Quartetto Elias ha appena inciso gran parte del programma di questo concerto per AMB. Il Quartetto Elias è un giovane quartetto formatosi in Inghilterra (2° premio al IX Concorso Internazionale di Quartetto di Londra) e qui residente\, che è già stato ospite\, giovanissimo\, del nostro Teatro nel 2010.
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SUMMARY:Il tormento e l'estasi di Steve Jobs
DESCRIPTION:tratto da “The Agony and Ecstasy of Steve Jobs” di Mike Daiseytraduzione e adattamento di Enrico Luttmannregia di Giampiero Solaricon Fulvio Falzaranovideo di Cristina Rediniluci di Paolo GiovanazziTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \n \nSteve Jobs è un’icona del XXI secolo: il suo ingegno ha cambiato il mondo e nessuno è rimasto escluso – nella nostra civiltà – dall’estetica e dagli agi della sua tecnologia. Ma come accade spesso nel caso di figure tanto straordinarie\, anche Jobs\, o meglio la sua Apple\, presenta alcuni lati oscuri. Mike Daisey\, coraggioso drammaturgo americano\, li mette in evidenza in questo testo dinamico e acutamente critico. Convinto “seguace del culto di Mac”\, Daisey ripercorre entusiasta i traguardi di Jobs\, esternando le sue smanie per ogni nuova creazione\, ma l’attenzione al design e la tecnologia “alla portata di tutti” di Apple forse ci hanno illuso. Dietro il successo c’è Shenzen in Cina\, ci sono le fabbriche dove non esistono tutele e diritti\, fabbriche che in nome del profitto considerano 430.000 operai un semplice “ingranaggio umano”. Può la Apple ignorarlo?A Fulvio Falzarano\, bravissimo e carismatico\, il compito di dare corpo alle riflessioni e alle denunce di Daisey. Nella speranza che la consapevolezza collettiva faccia in modo che la “mela” che illumina i nostri oggetti più amati possa un giorno non nascondere alcun marciume…
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SUMMARY:Tetraktis Percussioni
DESCRIPTION:Matteo Flori\, Gianni Maestrucci\, Leonardo Ramadori\, Gianluca Saveri\, Laura Mancini\, Giulio Calandri \n\n \nHENRY COWELL (1897 – 1965)Pulse \n\n \nLOU HARRISON (1917 – 2003)Song of Quetzalcoatl \n\n \nCARLOS CHAVÈZ (1899 – 1978)Toccata \n\n \n*** \nSTEVE REICH (1936)Music for Pieces of Wood (per 5 esecutori) \nJOHN CAGE (1912 – 1992)Third Construction \n\n \nEDGARD VARÈSE (1883 – 1965)Ionisation(elaborazione per 6 esecutori di Georges Van Gucht) \nin coproduzione con ADM \n \nLa dissoluzione della tonalità come struttura portante dell’organismo musicale\, l’allargamento del concetto estetico del suono sino a renderne labili i confini con il rumore\, il nuovo interesse per quegli aspetti istintivi e “barbarici” della musica che la tradizione della musica colta dell’Occidente aveva in certa misura represso\, la rivalutazione dei fattori ritmico-percussivi della musica sono le premesse del processo di emancipazione che\, a partire dagli anni della crisi attorno alla Prima Guerra Mondiale\, caratterizza il linguaggio legato al mondo delle percussioni.Edgard Varèse inaugura una stagione radicalmente nuova ancora prima di Ionisation (1931) e queste possibilità trovano ulteriore sviluppo nei compositori americani e in quelli dell’avanguardia europea (da Cowell a Cage\, Harrison\, Chavèz fino al più recente Steve Reich).Tetraktis Percussioni\, fondato nel 1993 a Perugia\, è uno degli ensemble italiani più innovativi ed impegnati nello sviluppare il repertorio attraverso numerose commissioni a molti compositori di oggi\, con incursioni anche nel mondo del jazz\, del pop\, del rock e fino all’opera.
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SUMMARY:Due di noi
DESCRIPTION:di Michael Fraynregia di Leo Muscatocon Lunetta Savino e Emilio Solfrizziscene di Antonio Panzutocostumi di Barbara Bessiluci di Alessandro VerazziErreTiTeatro30in collaborazione con LeART’ \nDue di noi è l’esordio teatrale (Londra\, 1970) di Michael Frayn\, che circa dieci anni dopo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena. La commedia comprende tre atti unici\, concepiti per essere recitati da un’unica coppia di attori\, che raccontano tre emblematiche e paradossali situazioni matrimoniali: “Black and Silver”\, con i coniugi che tornano in vacanza a Venezia nella camera d’albergo in cui hanno trascorso la luna di miele; “Mr. Foot”\, in cui la comunicazione di coppia è praticamente azzerata (e la moglie dialoga in modo surreale con il piede del marito); “Chinamen”\, eccellente esempio di virtuosismo drammaturgico e attorale\, il cui meccanismo comico è potenziato dal fatto che i due attori si trovano ad interpretare cinque ruoli diversi\, in un diabolico meccanismo di entrate\, uscite e travestimenti. Ad interpretare questi rapporti coniugali in crisi e a mettere a nudo i paradossi della vita di coppia\, gli straordinari Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi\, esilaranti e teneri\, abilissimi nel restituire sul palco i gesti e gli sguardi\, le sfumature e le emozioni.
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SUMMARY:Lulù una storia di luce e ombra
DESCRIPTION:a cura dell’Associazione Latoparlato (Como) \nTeatro di narrazione\, pupazziper bambini dai 4 agli 8 anni \nPer l’occasione sarà organizzata una corsa speciale del Pedibus in collaborazione con “Crescere Leggendo” – AIB \nLulù è un racconto sull’irrinunciabile valore dell’intelligenza\, dell’istinto e della generosità\, che ci incoraggia ad avere fiducia nelle nostre qualità. Tre fratelli nati in un mattino d’estate\, dopo una notte piena di lucciole\, sono condotti dal destino per tre diverse strade ma con tre doni – intelligenza\, istinto\, cuore – sufficienti per cavarsela\, diventare grandi e finalmente ritrovarsi…
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SUMMARY:Jonathan Biss
DESCRIPTION:Pianoforte \nJOHANNES BRAHMS (1833 – 1897)Quattro Klavierstücke\, op. 119 \n\n \nGYÖRGY KURTÁG (1926)Jatekok (selezione) \nFRYDERYK CHOPIN (1810 – 1849) Due Notturni op. 62Polonaise-Fantaisie op. 61 \n\n \n*** \nLUDWIG VAN BEETHOVEN (1770 – 1827)Sonata op. 90Sonata op. 53 “Waldstein” \nIl giovane pianista americano Jonathan Biss ha costruito una rilevante carriera internazionale grazie ai suoi recital e concerti in Nord America e in Europa e grazie alle sue registrazioni per EMI ed oggi per ONYX\, con cui ha intrapreso il progetto dell’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven\, che eseguirà anche in concerto nei prossimi nove anni. Biss è un musicista di rara integrità artistica nella linea della grande tradizione di Serkin\, Schnabel e Fleisher. Il “New York Times” lo ha descritto come “uno dei musicisti pensanti più seri della sua generazione” ed il programma di questo concerto ne è una conferma.Jonathan Biss rappresenta la terza generazione di una famiglia di musicisti professionisti\, partendo dalla nonna Raya Garbusova (la violoncellista per cui Barber scrisse il suo Concerto) e passando per i genitori\, la violinista Miriam Fried ed il violista/violinista Paul Biss. Numerosi i riconoscimenti che ha ricevuto: Gilmore Young Artist Award (2002)\, Premio Segal del Lincoln Center\, Avery Fisher Career Grant\, Borletti-Buitoni Trust (2003). È stato il primo ed unico americano scelto per il programma “New Generation Artist” della BBC.
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SUMMARY:La fabbrica dei preti
DESCRIPTION:di e con Giuliana Mussoassistenza e ricerche fotografiche di Tiziana De Marioresponsabile tecnico Claudio Parrinocollaborazione all’allestimento di Massimo Somaglinorealizzazione video di Giovanni Panozzo e Gigi Zillielementi di scena di Francesca Laurinoricerche bibliografiche di Francesca Del Mestreconsulenza musicale di Riccardo TordoniLa Corte Ospitale \n\n \nSi ringrazia Glesie Furlane per l’autorizzazione all’utilizzo del titolo tratto da La fabriche dai predis di pre Toni Beline. \n \nUltimo lavoro di indagine e scrittura di Giuliana Musso\, La fabbrica dei preti intreccia l’intensa testimonianza di tre personaggi (un timido ex prete\, un ironico prete anticlericale ed un prete operaio)\, tre uomini anziani che si raccontano con franchezza: la giovinezza in seminario\, le gerarchie\, i tabù e poi l’impatto col mondo e con le donne\, le frustrazioni ma anche la ricerca di una personale forma di felicità.“I seminari degli anni ’50 e ’60 – scrive la Musso – hanno formato una generazione di preti che sono stati ordinati negli anni in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II e si apriva l’era delle speranze post-conciliari. Una generazione che fa il bilancio di una vita. […] I seminari di qualche decennio fa hanno operato per dissociare il mondo affettivo dei piccoli futuri preti dalla loro dimensione spirituale e devozionale”. Ironica e struggente al contempo\, Giuliana Musso restituisce voce a quei giovani\, motivati sacerdoti “che hanno trascorso la vita cercando coraggiosamente uno spazio in cui ciò che era stato separato e represso durante la loro formazione si potesse riunire e liberare”.
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SUMMARY:Il malato immaginario
DESCRIPTION:di Molièretraduzione di Angelo Dallagiacomaregia di Marco Bernardicon Paolo Bonacelli\, Patrizia Milani\, Carlo Simonie con Gaia Insenga\, Fabrizio Martorelli\, Massimo Nicolini\, Maurizio Ranieri\, Giovanna Rossi\, Libero Sansavini\, Roberto Tesconi\, Riccardo Ziniscene di Gisbert Jaekelcostumi di Roberto Banciluci di Giovancosimo De Vittorio Teatro Stabile di Bolzano \nFra i capolavori di Molière\, Il malato immaginario è l’ultima commedia del grande uomo di teatro francese. Farsa straordinariamente ricca di spunti comici e dal ritmo forsennato\, rappresenta senza dubbio il testamento di Molière\, la sua visione del mondo disillusa e disincantata\, la sua mancanza di fiducia negli uomini. Argante\, padre di una bella figlia\, marito di una donna avida e vittima di uno sciame di dottori avvoltoi\, è il malato immaginario del titolo\, un personaggio che Molière cucì magistralmente su di sé ma che riuscì ad interpretare solo per quattro recite\, prima di morire nel 1673\, pochi minuti dopo la chiusura del sipario. Da qui la sacralità teatrale che caratterizza il testo\, con il quale si sono misurati molti grandi nomi del teatro italiano. Nella rilettura diretta da Marco Bernardi per lo Stabile di Bolzano\, a vestire i “mitici” panni del protagonista ipocondriaco è Paolo Bonacelli\, che torna ad interpretare Argante a venticinque anni di distanza dell’edizione diretta da Mario Missiroli. “Argante è un uomo buono\, generoso e innamorato\, circondato da un assortimento di pazzi – afferma Bonacelli – che soffre di una solitudine esistenziale e questa sua caratteristica rivela il tratto autobiografico della commedia di Molière”.
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SUMMARY:Signum Saxophone Quartet
DESCRIPTION:Blaž Kemperle sassofono sopranoErik Nestler sassofono altoAlan Lužar sassofono tenoreDavid Brand sassofono baritono \nMAURICE RAVEL (1875 – 1937)Le Tombeau de Couperin\, Suite(rielaborazione di Christoph Enzel) \nDMITRI SHOSTAKOVICH (1906 – 1975)ElegiePolka \nERKKI-SVEN TÜÜR (1959)Lamentatio \n\n \nKURT WEILL (1900 – 1950)L’opera da tre soldi\, Suite(rielaborazione di John Harle) \nOvertureThe ballad of the good lifeBallad of Mac the knife*** \nLEONARD BERNSTEIN (1918 – 1990)Candide\, Ouverture(arrangiamento di Signum) \nGEORGE GERSHWIN (1898 – 1937)Porgy and Bess\, Suite(arrangiamento di Sylvain Dedenon) \nTHIERRY ESCAICH (1965)Tango virtuoso \n \nIl sassofono – lo strumento che Adolphe Sax inventò nel 1840 a Bruxelles – ha trovato solo nel Novecento un crescente impegno anche nella musica colta e l’affermarsi di formazioni cameristiche di sassofoni ha portato molti di questi musicisti ad ampliare il repertorio “originale” con brillanti rielaborazioni di pagine sinfoniche e di pagine tratte dal teatro musicale\, come nel caso del nostro programma\, che annovera una sequenza di celebri capolavori da Ravel a Gershwin\, da Weill a Bernstein. Incastonate fra questi\, due pagine “originali” composte per questa formazione: Lamentatio\, del compositore estone Erkki-Sven Tüür e Tango virtuoso del compositore ed organista francese Thierry Escaich. Un concerto che celebra così il bicentenario (1814-2014) della nascita di Adolphe Sax!Il Quartetto Signum risiede a Köln dalla sua fondazione nel 2006 e si è velocemente affermato a livello internazionale. Rising Stars per la stagione 2014-2015 è il loro più recente riconoscimento da parte di ECHO\, l’associazione europea delle più importanti sale concertistiche; è da poco stato pubblicato (per Ars Produktion) il loro primo CD.
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SUMMARY:Pinocchio
DESCRIPTION:di Valeria Raimondi ed Enrico Castellanicon Enrico Castellani\, Paolo Facchini\, Luigi Ferrarini\, Riccardo Sielli\, Luca Scottoncollaborazione artistica di Stefano Masotti e Vincenzo Todescoscene\, costumi\, luci e audio di Babilonia TeatriBabilonia Teatriin collaborazione con Operaestate Festival Venetocon il contributo di Comune di Bologna / Regione Emilia RomagnaPinocchio è un progetto di Babilonia Teatri e Gli amici di Luca \n“Perché Pinocchio? Perché farlo con persone uscite dal coma? Ci è stato dato un indirizzo. Via Altura 3\, Bologna. Siamo arrivati. Davanti a noi un ospedale. Abbiamo chiesto se era lì la sede della compagnia “Gli amici di Luca”. In fondo al corridoio sulla sinistra: Sala del Durante. Domanda nostra: perché fate teatro? Risposta loro: la società ci ha respinti\, accantonati\, isolati\, fare teatro è l’unica possibilità per tornare a mettere un piede dentro la società. […] Ci siamo innamorati di loro. Della loro autenticità. Della loro imperfezione. Della loro sporcizia. Abbiamo trovato in loro uno specchio della società reale. Persone lontane da noi. Con vissuti\, esperienze e modi di pensare che non ci appartengono\, che non appartengono alle persone che frequentiamo. […] Un’umanità da ascoltare e amplificare senza pietismo\, paternalismo né razzismo”.Così Babilonia Teatri presenta Pinocchio\, lo spettacolo frutto di un lungo laboratorio presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Pinocchio è una scelta di campo: ascoltare il grillo parlante o il gatto e la volpe\, seguire Lucignolo o chiedere consiglio alla fata\, ubbidire al padre o fare di testa propria. Pinocchio corrisponde al bisogno\, di Babilonia Teatri\, di fare un teatro necessario\, in cui la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza\, dove ad essere determinanti non sono la perizia e la tecnica ma la verità di corpi e vite che parlano da soli.
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SUMMARY:Alessandro Carbonare / Elisa Eleonora Papandrea / Monaldo Braconi / Paolo Buglioni
DESCRIPTION:Clarinetto – Violino – Pianoforte – Voce recitante \nFRANCIS POULENC (1899 – 1963)L’invitation au Château \n\n \nCHARLES EDWARD IVES (1874 – 1954) Largo \n\n \nGEORGE GERSHWIN (1898 – 1937)Porgy and Bess\, Ballad(arrangiamento di Robert Russell Bennett) \nREINER KUTTENBERGER (1975)Habdala-Blitspost \n\n \n*** \nIGOR STRAVINSKIJ (1882 – 1971)Histoire du soldatper voce recitante e trio(dalla versione originale del compositore per trio) \n \nIl programma nasce attorno all’idea di “ricostruire” l’Histoire du soldat di Igor Stravinskij partendo dalla rielaborazione successiva che ne fece l’autore stesso per violino\, clarinetto e pianoforte. L’originale di Stravinskij – una sorta di teatro “povero” nato fra il 1917 e il 1918 dalla collaborazione in Svizzera con il poeta Ramuz – prevedeva invece sette strumenti. I brani che componevano la “suite” per trio sono integrati qui da altre opere di Stravinskij\, come i Tre pezzi per clarinetto solo e il Divertimento per violino e pianoforte. Nella prima parte del programma una rarissima composizione di Poulenc scritta come musica di scena per un testo teatrale di Anouilh\, una rielaborazione da Gershwin del suo arrangiatore Russell Bennett\, il Largo di Ives ed un brano “klezmer” di Kuttenberger.Alessandro Carbonare e Monaldo Braconi tornano a Monfalcone dopo il grande successo della scorsa stagione\, questa volta insieme alla violinista Elisa Papandrea (che si è diplomata al Royal College di Londra e suona nell’Orchestra Mozart di Abbado e in quella del Festival di Lucerna) e all’attore e doppiatore cinematografico Paolo Buglioni.
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SUMMARY:Fausto e gli sciacalli
DESCRIPTION:di Gianni Clementidiretto e interpretato da Paolo Triestinoe Nicola Pistoiacon Elisabetta De Vitoe con Ciro Scalera\, Sandra Caruso\,Ariele Vincentila canzone “Annalisa” è di Stefano D’Orazioe Roby Facchinetticostumi di Sandra Cardini disegno luci di Luigi Ascionescene di Alessandra Ricci arrangiamenti musicali di Stefano Fresi Neraonda
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SUMMARY:La Capilla
DESCRIPTION:I Fiamminghi a Ferrara (1450-1520) \nMarnix De Cat controtenoreTore Denys tenoreLieven Termont baritonoMatthew Alec Gouldstone bassoJan Van Outryve liuto \nDallo sguardo…Ave regina caelorum JACOB OBRECHT (1457/58 – 1505) RecercarMARCO DALL’AQUILA (1480 – ca. 1544)Tmeiskin was jonck JACOB OBRECHTMyn hert altyt heeft verlanghenPIERRE DE LA RUE (1452 – 1518)HANS NEUSIEDLER (1508/09 – 1563) \n… al bacio; dal bacio…Tous les regrets ANTOINE BRUMEL (1460 – 1513)  Je n’ay duelALEXANDER AGRICOLA (1457 – 1506) Allez regretz ALEXANDER AGRICOLAVINCENZO CAPIROLA (1474 – post 1548) HAYNE VAN GHISEGHEM (1445 – fra 1476 e 1497) \n… all’innamoramento… Et qui la dira dira ALEXANDER AGRICOLAHEINRICH ISAAC (ca. 1450 – 1517) Lourdault\, LaurdoultLOYSET COMPÈRE (1440/1445 – 1518) El grilloJOSQUIN DESPREZ (ca. 1450 – 1521)  Jamais\, jamais\, jamaisJEAN MOUTON (1459 – 1522)  Le grand désir LOYSET COMPÈRE  \n… o al gioco amoroso! Cingari sima venit’a giocareADRIAN WILLAERT (1490 – 1562) A quand’a quand’ haveva una vicina ADRIAN WILLAERTVolta de Spagna FABRIZIO DENTICE (ca. 1539 – ca. 1581) O bene mio famm’uno favoreADRIAN WILLAERTMadonna mia famme bon’offertaADRIAN WILLAERT \n \nFerrara (quella della dinastia degli Estensi fra fine Quattrocento ed inizio Cinquecento) primeggia fra le corti più à la page d’Europa (è il luogo\, per esempio\, in cui lavorano personaggi come Ludovico Ariosto). Nell’ambito della musica sono i migliori compositori/cantori della cosiddetta “scuola fiamminga” a scendere in Italia\, ben accolti e ben remunerati dalle grandi corti che li considerano alla stregua di preziosi status symbol. Da Ferrara passano i più grandi nomi della polifonia transalpina del Quattrocento; come maestri di cappella al servizio di Ercole I (1471-1505) troviamo il sommo Josquin Desprez\, Jacob Obrecht\, Antoine Brumel fino ad arrivare poi a Willaert nel 1515 e nel 1520.A questo repertorio si dedica\, con una prestigiosa carriera concertistica e discografica\, la Capilla Flamenca\, un gruppo fondato dai migliori musicisti fiamminghi che ha come organico base quello di quattro voci e liuto. Un ensemble il cui nome evoca quello della Cappella di corte dell’Imperatore Carlo V che\, lasciato il suo paese nel 1517\, portò con sé in Spagna i suoi migliori musicisti.
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SUMMARY:Le cattive strade: Casale - Scanzi per De André
DESCRIPTION:di e con Giulio Casale e Andrea ScanziPromo Music \nFra gli spettacoli – non pochi – dedicati a Fabrizio De André\, quello scritto e interpretato da Giulio Casale e Andrea Scanzi spicca per lucidità del racconto e sensibilità dell’interpretazione. Le cattive strade è una sorta di incontro-spettacolo che in circa un’ora e mezza illustra l’eccezionale percorso artistico di De André: non un’agiografia ma un racconto appassionato\, in cui risuonano le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto\, scomodo e irripetibile. Alla narrazione di Andrea Scanzi – giornalista\, scrittore e autore teatrale – che ripercorre la vita e l’opera del poeta e cantautore ligure\, si intersecano le interpretazioni del cantautore e attore Giulio Casale\, capace di personalizzare\, nel segno del rispetto\, il repertorio di Faber. Da Geordie a Brassens\, dal Suonatore Jones alla Canzone del maggio\, da Se ti tagliassero a pezzetti ad Anime salve.A restituire tutta l’originale umanità di De André\, anche di quello meno noto\, concorre anche una ricca componente multimediale\, che assembla in un suggestivo montaggio filmati originali\, estratti audio\, foto rare ed alcune esecuzioni dal vivo in acustico e su base.
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SUMMARY:I fiati dell'Orchestra di Padova e del Veneto / Michele Carulli
DESCRIPTION:Direttore \nANTONÍN DVOŘÁK (1841 – 1904)Serenata op. 44 per fiati\, violoncello e contrabbasso \n*** \nWOLFGANG AMADEUS MOZART (1756 – 1791)Serenata “Gran Partita” K 361 per 13 strumenti a fiato \nSi rinnova la collaborazione con l’Orchestra di Padova e del Veneto che quest’anno presenta la sua sezione dei fiati\, spesso impegnata in produzioni concertistiche che prevedono repertori per questo tipo di organico (qui integrato da un violoncello e un contrabbasso). A dirigerla è Michele Carulli\, che dopo una brillantissima carriera di strumentista (clarinetto solista alla Scala di Milano e alla RAI di Milano e Torino) ha poi sviluppato una significativa attività come direttore proprio con l’Orchestra della RAI di Torino e soprattutto in Germania\, dove dal 2002 al 2005 è stato direttore dello Staatstheater di Saarbrücken e successivamente a Dresda.Il programma del concerto nasce dal desiderio di presentare un grandissimo capolavoro di raro ascolto\, la Serenata “Gran Partita” K 361 per tredici strumenti a fiato di Mozart: una composizione che travalica gli ambiti della pratica serenatistica dell’epoca (la tradizione dell’Harmonie-Musik) e raggiunge uno spessore “sinfonico” che ha attirato molti grandi direttori del nostro secolo (da Furtwängler a Böhm\, da Klemperer a Harnoncourt). È la musica che Miloš Forman fa ascoltare a Salieri con invidia ed ammirazione nel popolarissimo film Amadeus!La Serenata di Dvořák (per nove strumenti a fiato\, violoncello e contrabbasso) è un’opera felice ed è fra le composizioni più popolari dell’autore insieme alla Serenata op. 22 per archi. Siamo nel 1878 e Dvořák ha alle spalle l’affermazione e il successo in Germania grazie all’amicizia e al sostegno di Brahms\, che era intervenuto\, insieme al celebre critico Hanslick\, per fargli avere nel 1873 una borsa di studio dal governo austriaco e che l’aveva presentato al proprio editore.
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SUMMARY:Servo di scena
DESCRIPTION:di Ronald Harwoodtraduzione di Masolino D’Amicoregia di Franco Branciarolicon Franco Branciaroli e Tommaso Cardarellie con (in ordine alfabetico) Lisa Galantini\, Melania Giglio\, Daniele Griggio\, Giorgio Lanza\, Valentina Violoscene e costumi di Margherita Palliluci di Gigi SaccomandiCTB Teatro Stabile di BresciaTeatro de Gli Incamminati \n \nServo di scena è uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood (che curò anche l’adattamento cinematografico dell’omonimo film di culto di Peter Yates\, interpretato da Albert Finney) ed è\, soprattutto\, un testo ritagliato ad hoc sulla figura di un attore di grande carisma.Appassionato omaggio al teatro e alla sua gente\, Servo di scena racconta con tono ironico le rocambolesche vicende di una compagnia inglese di provincia che\, eroica e spericolata\, resiste ai bombardamenti nazisti (siamo nel 1940) e quella del suo vecchio capocomico\, un non meglio identificato “Sir” – interpretato dallo straordinario Franco Branciaroli – attore shakespeariano un tempo osannato dalle folle e dalla critica ma ormai al tramonto\, che deve la sua sopravvivenza alle cure e alle attenzioni costanti di Norman\, il suo umile servo di scena.Omaggio all’Inghilterra e a Shakespeare\, Servo di scena è soprattutto un inno al teatro\, alla sua capacità di resistere in tempi difficili\, alla sua insostituibilità. Nella figura del servo trapela la ragione profonda della sua forza: il teatro è invincibile perché non ha padroni e non cerca ricompense.
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SUMMARY:Orchestra di Padova e del Veneto / Maffeo Scarpis / Lorenzo Cossi / Gloria Campaner
DESCRIPTION:Direttore – Pianoforte – Pianoforte \nLUDWIG VAN BEETHOVEN (1770 – 1827)Le creature di Prometeo\, Ouverture op. 43 \n\n \nLUDWIG VAN BEETHOVENConcerto n. 1 op. 15per pianoforte e orchestra \n*** \nLUDWIG VAN BEETHOVENCoriolano\, Ouverture op. 62 \n\n \nLUDWIG VAN BEETHOVENConcerto n. 3 op. 37 per pianoforte e orchestra \nSi apre con questo concerto un ciclo triennale dedicato all’Integrale dei 5 Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven\, che comprenderà anche la Fantasia op. 80 per pianoforte\, coro e orchestra. Fra i protagonisti di questo progetto\, sei giovani pianisti dell’area triveneta. A Lorenzo Cossi e Gloria Campaner sono affidati nel primo programma rispettivamente il Concerto n.1 ed il n.3.Lorenzo Cossi – triestino\, allievo di Giuliana Gulli – vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero\, è stato recentemente finalista al Concorso Honens di Calgary in Canada. Gloria Campaner – di Jesolo\, allieva di Daniela Vidali e poi di Bruno Mezzena – ha fra le sue affermazioni più recenti ed importanti l’International Ibla Grand Prize nel 2009 – grazie al quale ha debuttato negli USA – e la Medaglia d’Argento al II Concorso Internazionale Paderewsky di Los Angeles nel 2010.Già assistente di Peter Maag all’Opera di Roma e direttore di numerose orchestre internazionali\, Maffeo Scarpis ci presenta accanto ai Concerti due Ouverture beethoveniane: quella celeberrima per la tragedia Coriolano di von Collin e quella del balletto Le creature di Prometeo di Salvatore Viganò.
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SUMMARY:Nessi
DESCRIPTION:di e con Alessandro Bergonzoniregia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo RodolfiAllibito srl \n \nDifficile\, davvero difficile costringere in una definizione\, descrivere a parole il teatro di Alessandro Bergonzoni. Scrittore originale\, drammaturgo e interprete fra i più interessanti della scena teatrale italiana\, artista innovativo\, pensatore ironico\, enigmatico intellettuale: Bergonzoni è tutto questo e molto altro ancora. L’autore bolognese prosegue il suo personalissimo percorso di ricerca teatrale e linguistica spinto dalla necessità di dire e\, al contempo\, di sconfinare dai territori artistici conosciuti alla ricerca di orizzonti sempre nuovi e diversi. Di attraversare\, in costante movimento\, i territori del comico\, del non senso e dell’assurdo per sfuggire alle insidie del reale e trovare nuovi punti di vista da cui osservare ogni cosa con prospettive diverse.Perché la comicità non è fatta soltanto di materiali legati all’evidente o al rappresentato. E perché il teatro di Alessandro Bergonzoni non è\, semplicemente\, un entusiasmante esempio di liturgia comica ma\, soprattutto\, uno “strumento di visione”\, che ci permette di leggere e meglio comprendere l’inesplicabile tutto che ci circonda.
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SUMMARY:Massimo Ranieri in Viviani varietà
DESCRIPTION:Poesie\, parole e musiche del teatro di Raffaele Viviani in prova sul piroscafo Duilio in viaggio da Napoli a Buenos Aires nel 1929 \nregia di Maurizio Scaparro con Ernesto Lama e con Roberto Bani\, Angela De Matteo\, Mario Zinno\, Ivano Schiavi\, Gaia Bassi\, Rhuna Barduagni\, Antonio Speranza\, Martina Giordanoe l’orchestraCiro Cascino pianoforte\, Luigi Sigillo contrabbasso\, Donato Sensini fiati\, Aniello Palomba chitarra\, Mario Zinno batteriaelaborazione musicale di Pasquale Scialò testi a cura di Giuliano Longone Viviani scene e costumi di Lorenzo Cutuli movimenti coreografici di Franco Miseria e Massimo RanieriCompagnia Gli IpocritiFondazione Teatro della Pergola \n \nNel 1929\, a bordo del piroscafo Duilio\, Raffaele Viviani – qui l’ineguagliabile Massimo Ranieri – attraversa l’oceano da Napoli a Buenos Aires con la sua compagnia di attori e musicisti. Nella lunga traversata mette in prova lo spettacolo destinato a cercar fortuna nel nuovo mondo\, orizzonte di promesse e speranze\, ma il vero debutto avviene di fronte al pubblico degli emigranti imbarcati sulla nave\, la notte in cui si festeggia il passaggio dell’Equatore.Massimo Ranieri\, diretto da Maurizio Scaparro\, ricompone la galleria di ritratti in musica che Viviani ha disseminato nelle sue opere\, riunendo nelle sale di terza classe del Duilio il popolo vitale e dolente degli ambulanti\, delle prostitute e della povera gente: sono loro i protagonisti e gli spettatori del varietà popolare che va in scena nella sala del piroscafo affacciata sul blu dell’oceano. Accompagnati dal vivo da una piccola orchestra\, e cantando in acustica\, Ranieri ed il nutrito cast di attori che lo affianca restituiscono voce ed anima alle parole\, ai versi ed alle melodie dello “scugnizzo” più famoso del mondo.
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