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SUMMARY:Orchestra da Camera di Mantova / Alexander Lonquich
DESCRIPTION:Direttore e pianoforte \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Concerto n. 2 op.19per pianoforte e orchestraFranz Schubert (1797 – 1828)Sinfonia n. 5 D 485Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)Concerto n. 27 K 595per pianoforte e orchestra \nin collaborazione con  \n \nUn programma dedicato al “classicismo viennese” per il primo concerto a Monfalcone dell’Orchestra da Camera di Mantova (attualmente una delle migliori orchestre da camera italiane ed europee) ed il ritorno di Alexander Lonquich\, che nel frattempo\, dal 1998\, ha maturato una significativa esperienza musicale anche come direttore (con l’Orchestra da Camera di Mantova in primis ma anche con la Camerata Salzburg\, l’Orchestra della RAI di Torino e molte altre prestigiose formazioni orchestrali).Due concerti per pianoforte e orchestra: il “secondo” di Beethoven (in realtà cronologicamente è il primo) e “l’ultimo” di Mozart\, il n. 27 K 595; l’ultimo di un genere che Mozart amò moltissimo e a cui dà l’addio di fronte all’abbandono del pubblico viennese e al mutamento del suo gusto. Il 4 marzo 1791 Mozart lo suona nella sala del “rosticciere di corte” Jahn\, in una accademia condivisa con il clarinettista Joseph Bähr.Fra i due concerti un gioiello del giovane Schubert: la Sinfonia n. 5 del 1816. Dire che è mozartiana non è affatto diminutivo\, al contrario è un omaggio prezioso al grande compositore.
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SUMMARY:Ercole in Polesine ovvero: il mito greco tra i fumi della Val Padana
DESCRIPTION:di e con Natalino BalassoProduzione Teatria \nDopo il grandissimo successo riscosso con Rusteghi\, torna al Comunale Natalino Balasso\, autore ed interprete fra i più brillanti ed originali del teatro italiano. Ercole in Polesine è un divertente viaggio nel tempo e per mare\, attraverso 5000 anni di storie\, miti e leggende. Fra leggerezza e profondità\, iperboli comiche e parlate grottesche\, Balasso mette in scena Dei cornuti e imbroglioni\, eroi svogliati e mitomani\, uomini disperati e sbruffoni. Come gli antichi greci\, che hanno percorso in lungo e in largo l’Italia\, ci hanno insegnato a leggere e a scrivere\, ci hanno lasciato le loro fantastiche storie ma di cui non ci ricordiamo più.Eppure sono molto più vicini a noi di quanto sembri. Perché i desideri\, le ansie\, le paure sono rimasti gli stessi. E le loro storie ci fanno pensare a come siamo adesso\, a tutta la strada che (non) abbiamo fatto dai primordi della civiltà ai postumi del bancomat.
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SUMMARY:Patrick Beaugiraud / Lamia Bensmail
DESCRIPTION:Oboe – Pianoforte \nJacques Widerkehr (1759 – 1823)Sonata in mi minoreHyacinthe Jadin (1776 – 1800)Sonata op. 4 n. 3 per pianoforteLouis-Emmanuel Jadin (1768 – 1853)NocturneRobert Schumann (1810 – 1856)3 romanze op. 94Charles Valentin Alkan (1813 – 1888)Notturno op. 22per pianoforteErnest Chausson (1855 – 1899)Paysage op. 38per pianoforteCamille Saint-Saëns (1835 – 1921)Sonata op. 166 \nin collaborazione con Palazzetto Bru Zane \nin coproduzione con Amici della Musica di Padova \n  \nPrima collaborazione del nostro Teatro con il Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française di Venezia che\, al terzo anno di attività\, sviluppa sempre più\, sia sotto il profilo della produzione artistica che sotto quello della ricerca scientifica\, il suo obiettivo di riabilitare il repertorio romantico francese e di promuoverne la diffusione presso un pubblico più ampio possibile.Il programma di questa sera ne è un esempio e coglie anche un altro aspetto della cultura musicale francese\, quello dell’emancipazione degli strumenti a fiato\, che è alla base del virtuosismo strumentale della scuola francese nell’ambito del quintetto a fiati.Patrick Beaugiraud è un giovane oboista attivo sia nel repertorio moderno (Bourgue e Holliger\, fra gli altri\, sono stati suoi maestri) che in quello classico con strumenti originali (e al riguardo si segnalano le sue collaborazioni con Les Talens Lyriques di Rousset\, Les Musiciens du Louvre di Minkowski\, La Petite Bande di Kuijken). Un interesse\, quello per gli strumenti storici\, che è condiviso anche dalla pianista Lamia Bensmail\, che ha perfezionato la sua formazione al Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Tolosa.
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SUMMARY:Trio Atos
DESCRIPTION:Annette von Hehn violinoStefan Heinemeyer violoncelloThomas Hoppe pianoforte \nJoseph Haydn (1732 – 1809)Trio Hob XV: 27Wolfgang Rihm (1952)Fremde Szene IIILudwig van Beethoven (1770 – 1827)Trio op. 97 “Arciduca” \nFra i trii con pianoforte dell’ultima generazione il Trio Atos\, costituitosi in Germania nel 2003\, è senz’altro una delle formazioni più interessanti. Lo testimonia il gran numero di riconoscimenti ottenuti come il “Kalichstein-Laredo-Robinson International Trio Award” del 2007\, il 1° Premio al Concorso “Schubert” di Graz nel 2006 e nel 2007 al Concorso di Melbourne. Oggi il Trio è inserito nell’esclusivo programma “New Generation Artists” della BBC. Ma la maturità artistica del Trio è ben rappresentata dal programma scelto per il debutto a Monfalcone\, che affianca due “classici viennesi” (Haydn e Beethoven) ad uno dei compositori più significativi della musica d’oggi\, Wolfgang Rihm. Al trio con pianoforte Haydn si dedicò intensamente a Londra fra il 1793 e il 1795\, poi nel 1796 con degli esiti musicali che si collocano accanto alle vette delle sinfonie londinesi. Del 1814 è invece il celeberrimo Arciduca di Beethoven. Per eseguirlo Beethoven si presentò per l’ultima volta in pubblico come pianista. L’Arciduca è l’allievo Arciduca d’Austria Rodolfo. Liszt per primo colse la dimensione di questa “sinfonia distribuita a trio” inserendone l’Andante cantabile in versione orchestrale nella sua Cantata scritta per il primo centenario della nascita di Beethoven.Il trittico Fremde-Szenen di Wolfgang Rihm\, composto fra il 1982 e il 1984\, è un “saggio” dedicato a Robert Schumann e al suo progetto giovanile di comporre un trio intitolato Scena.
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SUMMARY:Art
DESCRIPTION:di Yasmina Rezatraduzione di Alessandra Serraregia di Giampiero Solaricon Alessandro Haber\, Alessio Boni\, Gigio Albertiscene di Gianni Carlucciocostumi di Nicoletta Ceccoliniluci di Marcello IazzettiNuovo Teatro / Gli Ipocriti \n \nUna serata fra amici di vecchia data\, Serge\, Marc e Yvan. L’acquisto da parte di Serge\, appassionato d’arte\, di un dipinto molto costoso innesca un acceso dibattito sul significato dell’arte astratta. Lo scontro si fa feroce\, svelando debolezze e meschinità ma anche il bisogno\, alla base di tutti i rapporti\, di affermare se stessi per dare una ragione al proprio esistere.Yasmina Reza\, scrittrice e commediografa francese\, mette in scena con grande ironia l’amicizia maschile\, sentimento generalmente considerato puro ed autentico\, quasi sacro. Raccontando di tre vecchi amici (gli straordinari Alessandro Haber\, Alessio Boni e Gigio Alberti)\, uomini fatti\, divertenti e dal passato sentimentale non facile\, Art ci dimostra che l’amicizia fra uomini non è una specie di Paradiso terrestre dove ognuno riesce ad essere se stesso. E che\, forse\, la sincerità non è il modo migliore per far durare un rapporto…
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SUMMARY:Il borghese gentiluomo
DESCRIPTION:di Molièreregia di Massimo Venturiello con Massimo Venturiello e Tosca e con Camillo Grassi\, Franco Silvestri\, Elena Jadore Braschi\, Dario Ciotoli\, Elisa Smerilli\, Mimmo Padrone\, Gennaro Cuomo\, Francesca Colapietroscene di Alessandro Chiti costumi di Santuzza Calì musiche di Germano Mazzocchetti coreografie di Fabrizio Angelini ideazione luci di Umile Vainieri Antheia in collaborazione con “Teatro dell’Aquila” di Fermo \nIl borghese gentiluomo\, fra i capolavori di Molière e novità assoluta per l’epoca\, è una comédie-ballet che debutta nel 1670 con Molière stesso nel ruolo del titolo. Fra le commedie che il grande drammaturgo francese componeva per il divertimento del re\, lo spettacolo intreccia con grande libertà toni farseschi e satireggianti\, elementi fiabeschi ed onirici\, la tessitura musicale composta da Lully e la coreografia dei balletti: una teatralità assoluta\, di grande effetto comico\, per raccontare la vicenda di Monsieur Jourdain\, personaggio fra i più divertenti della storia del teatro. Attraverso il ritratto di questo ricco borghese che sogna di diventare nobile\, circondato da adulatori e scrocconi che lo assecondano e raggirano per ottenerne un guadagno\, Molière guarda al ruolo che la nascente borghesia stava conquistando in Francia e mette in scena la sua satira più riuscita. A darle corpo oggi\, affiancati da un nutrito cast di attori\, ballerini e cantanti\, i bravissimi Massimo Venturiello (che firma anche la regia) e Tosca.
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SUMMARY:Laura Bortolotto / Matteo Andri
DESCRIPTION:Violino – Pianoforte \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Sonata n. 5 op. 24 “La Primavera”Arvo Pärt (1935)FratresStefano Maria Torchio (1984)Melodia prima esecuzione assolutaEdvard Grieg (1843 – 1907)Sonata n. 3 op. 45 \nLaura Bortolotto – in duo con Matteo Andri – è la giovanissima violinista protagonista di questo concerto. Lo scorso anno\, a soli 15 anni\, Laura ha vinto il 1° Premio al XXIX Concorso Nazionale Biennale di Violino di Vittorio Veneto ed ha recentemente suonato al Maggio Musicale Fiorentino e al Mozarteum di Salisburgo. Per questo concerto il Teatro ha commissionato un brano ad un altro giovane\, il compositore padovano Stefano Maria Torchio\, che ha già ricevuto diversi premi in concorsi internazionali (“Anima Mundi” di Pisa\, “A. Casella” dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena). Questa prima esecuzione fa da pendant a Fratres di Arvo Pärt (uno dei brani del repertorio contemporaneo più eseguiti e alla cui notorietà ha contribuito l’incisione di Gidon Kremer con Keith Jarrett)\, in un programma che comprende due capisaldi della letteratura per duo violino-pianoforte come la Primavera di Beethoven e la Terza Sonata di Grieg.
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SUMMARY:Rosaspina
DESCRIPTION:Teatro del Piccione (Genova) \nTeatro d’attore e di figura\nPer bambini dai 5 anni in su \nSpettacolo vincitore del Festival Internazionale Teatro di Lugano 2009 \ndrammaturgia di Simona Gambaro\nregia di Antonio Tancredi\ncon Massimiliano Caretta\, Simona Gambaro\nanimazione marionette di Daniela Carucci\n \nE nacque una bambina e fu chiamata Rosaspina. Dodici fate furono invitate alla festa e portarono per la bimba i doni più desiderabili: bellezza\, intelligenza\, virtù e via dicendo. E la tredicesima fata? Perché non fu invitata? Al suo arrivo il cielo si fece buio ed ella pronunciò parole che nessuno voleva sentire: la bambina si pungerà un dito e si addormenterà in un sonno di cento anni… Certo per un figlio si desidera il meglio di ogni cosa ma ogni cosa non ha forse anche il suo lato buio\, la sua ombra? Non è forse la notte ad insegnarci il giorno? Esiste rosa senza spina?\nRosaspina è una rilettura semplice e profonda della fiaba La bella addormentata nel bosco\, che utilizza\, sullo stile consolidato della compagnia\, un teatro d’attore molto fisico\, contaminato da interventi di teatro di figura. Una comunicazione con i bambini immediata\, che privilegia l’aspetto emotivo\, accessibile ma non didascalica\, evocativa e metaforica come ogni espressione artistica.
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SUMMARY:L'innocenza di Giulio - Andreotti non è stato assolto
DESCRIPTION:di Giulio Cavalli con la collaborazione di Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli regia di Renato Sarticon Giulio Cavalli e Stefano “Cisco” Bellotti musiche originali di Stefano “Cisco” Bellotti assistente alla regia Marco Di StefanoBottega dei Mestieri Teatrali / Teatro della Cooperativa \nL’innocenza di Giulio racconta attraverso le testimonianze\, le deposizioni e gli atti giudiziari una delle figure più controverse della politica italiana\, quella di Giulio Andreotti.A partire dalle parole di Giancarlo Caselli\, il giudice che ha istruito il processo Andreotti e ribadisce con forza la sua concreta collaborazione con esponenti di Cosa Nostra fino al 1980\, ha inizio la ricostruzione documentata dell’ascesa del Senatore (la Corrente Primavera della DC\, le deposizioni processuali di Buscetta\, i rapporti con Lima e Sindona\, il delitto Ambrosoli e quello del Generale Dalla Chiesa).Sul palco\, a narrare un pezzo di storia tanto emblematico quanto inquietante del nostro paese e ad interpretare le tante facce di questo processo\, è Giulio Cavalli\, autore del testo insieme a Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli. Accanto a lui\, ad eseguire dal vivo la colonna sonora composta per lo spettacolo\, Stefano “Cisco” Bellotti\, ex leader dei Modena City Ramblers. Il risultato è uno spettacolo intenso\, “maleducato e rissoso”\, che ci ricorda\, con indignazione\, che Andreotti non è stato assolto.
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SUMMARY:Jan Michiels
DESCRIPTION:Pianoforte \nEin Musikalisches OpferRICERCAR… CAMINAR \nGyörgy Kurtág (1926)In memoriam György SzoltsányiJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)Ricercar a tre vociGyörgy Ligeti (1923 – 2006)DésordreGyörgy KurtágSpiel mit dem UnendlichenBéla Bartók (1881 – 1945)Colinda (Seconda Serie\, n. 6)György KurtágErinnerungsbrocken aus einer KolindenmelodieBéla BartókColinda (Seconda Serie\, n. 2)Johann Sebastian Bach / Béla BartókSonata BWV 530 (trascrizione 1929)Béla BartókHommage à J. S. B. da MikrokosmosGyörgy KurtágPraeludium und ChoralAus der Ferne ILeóš Janáček (1854 – 1928)Sonata (Presentimento)György LigetiAutomne à Varsovie \nGyörgy KurtágGlocken für Margit MándyJohann Sebastian BachFuga a 3 soggetti da L’Arte della FugaGyörgy KurtágEine Blume für NuriaLuigi Nono (1924 – 1990)… sofferte onde serene…per pianoforte e nastro magneticoGyörgy KurtágAus der Ferne IILeóš JanáčekSonata (Morte)György KurtágVirág az ember… (Menschen wie Blumen\, nur Blumen…) Johann Sebastian BachRicercar a sei vociGyörgy LigetiL’escalier du diableGyörgy KurtágMarina Zwetaewa: ‘Es ist an der Zeit…’Les Adieux in Janáceks Manier \nin collaborazione con Conservatorio Tartini Trieste \nUna “offerta musicale” ideata ed intitolata dal pianista belga Jan Michiels come un omaggio a Johann Sebastian Bach e ad una concezione della musica nella sua forma più pura\, che non scende a nessun compromesso e dove “Ricercar” evoca appunto lo spirito di ricerca da cui l’Offerta Musicale è scaturita. Ma anche un omaggio ad uno dei grandi compositori contemporanei\, l’ungherese György Kurtág\, e ai suoi maestri e compagni di strada (Bartók\, Janáček\, Ligeti\, Nono). Luigi Nono appunto\, al cui ricordo Kurtág dedicava nel 1990 Eine Blume für Nuria. Un compositore\, Nono\, che aveva adottato il motto inciso sul muro di un chiostro francescano del XIII secolo a Toledo: “Caminantes\, no hay caminos\, hay que caminar” (Pellegrini\, non esistono sentieri\, bisogna solo andare avanti).
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SUMMARY:Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa!
DESCRIPTION:di Ray Cooneyversione italiana di Luca Barcellona regia di Gianluca Guidicon Antonio Catania\, Gianluca Ramazzotti\, Miriam Mesturinocon la partecipazione straordinaria di Raffaele Pisue con Nini Salerno e Licinia Lentini scene di Alessandro Chiti costumi di Graziella PeraArtù / L’Isola Trovata / Roma Spettacoli \nArriva sui nostri palcoscenici la versione italiana della nuova\, esilarante commedia degli equivoci del drammaturgo britannico Ray Cooney\, vincitrice del prestigioso Premio “Laurence Olivier” come migliore commedia. Rappresentata in tutto il mondo (enorme è il successo che ha riscosso a Parigi e a Madrid)\, la pièce è il seguito di Se devi dire una bugia dilla grossa\, dello stesso Cooney\, in cui i protagonisti si ritrovano ingarbugliati in una vorticosa serie di frottole per nascondere un cadavere.Nel nuovo spettacolo\, diretto dall’eclettico Gianluca Guidi\, l’Onorevole De Mitri diserta il Consiglio dei Ministri per trascorrere la notte in una suite dell’Hotel Palace con la sua amante. Niente va come previsto e lo scandalo sta per scoppiare ma\, fortunatamente\, De Mitri può contare sul suo fedele portaborse\, il buon Mario Girini\, che dovrà affrontare le situazioni più incredibili\, per la gioia degli spettatori.A capitanare un cast assolutamente spassoso ed energico è Antonio Catania\, volto fra i più cari al pubblico teatrale ma anche cinematografico e televisivo.
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SUMMARY:Pavel Gomziakov / Louis Lortie
DESCRIPTION:Violoncello – Pianoforte \nFranz Liszt (1811 – 1886)Zweite Elegie S 131Die Zelle in Nonnenwerth S 382Alexander Zemlinsky (1871 – 1942)Sonata in la minore \nFranz LisztLa lugubre gondola S 134Romance oubliée S 132 Richard Strauss (1864 – 1949)Sonata op. 6 \n \nLouis Lortie – da sempre uno dei beniamini del nostro Teatro – torna a Monfalcone in duo con il violoncellista russo Pavel Gomziakov\, uno straordinario strumentista che ha riscosso i suoi successi più recenti in duo con M. J. Pires e con la Chicago Symphony Orchestra diretta da T. Pinnock.Il programma ci propone uno spaccato della musica da camera austro-tedesca negli anni 1880\, anni dominati\, in questo ambito\, dalla figura di Brahms. Ad essa del tutto estranei sono i brani di Liszt\, che appartengono alla sua ultima\, ascetica stagione creativa. Brahms è invece il punto di riferimento ineludibile per i giovani compositori di musica strumentale. È il caso di R. Strauss con la Sonata op. 6 (1882-‘83) che\, alla prima esecuzione berlinese\, ebbe i complimenti di un “brahmsiano” doc come J. Joachim. Ed è ancora di più il caso di Zemlinsky\, che fu personalmente incoraggiato da Brahms e da lui sostenuto presso l’editore Simrock. Zemlinsky rappresentò nella vita musicale viennese\, anche come direttore d’orchestra di straordinario talento\, una congiunzione importante tra la tradizione (Brahms) ed il nuovo (Mahler\, Schönberg).
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SUMMARY:La danza delle api
DESCRIPTION:La Piccionaia/I Carrara (Vicenza) \nTeatro d’attore e videoproiezioni\nPer bambini dai 5 anni in su \nIn collaborazione con LaREA – Laboratorio di Educazione Ambientale dell’ARPA FVG \ndrammaturgia e regia di Carlo Presotto\ncon Carlo Presotto\, Matteo Balbo\n \n\nPerché stanno scomparendo le api? Poco male\, penserà qualcuno\, vorrà dire che si farà a meno del miele. Purtroppo la questione non è così semplice.\nIn un vortice di gag\, lezioni inverosimili sull’anatomia del pop corn e lezioni di danza delle api\, Carlo e Matteo giocano e riflettono sul rapporto fra ciò che mangiano ogni giorno e la qualità dell’ambiente in cui vivono. Incontreranno mais\, trifoglio e girasoli\, parassiti e farfalle ma soprattutto dovranno vedersela con il mistero della scomparsa delle api. Perché lo sviluppo senza controllo e la ricerca esasperata del profitto in agricoltura ha ripercussioni pesanti su tutti gli abitanti del pianeta.\nUno spettacolo divertente e poetico che\, da un lato\, recupera la storia di un’attività agricola di antica eccellenza\, dall’altro convoca gli spettatori alla responsabilità dei comportamenti nella tutela del delicato equilibrio ambientale.
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SUMMARY:Lo zoo di vetro
DESCRIPTION:di Tennessee Williams traduzione di Gerardo Guerrieri regia di Jurij Ferrinicon Jurij Ferrini\, Alessandra Frabetti\, Isabella MacchiProgetto U.R.T. / Compagnia Jurij FerriniLo zoo di vetro viene presentato per gentile concessione della University of the South\, Sewance\, Tennessee \n \nSplendida pièce dalle sfumature commoventi e tenere\, Lo zoo di vetro è la storia di una piccola famiglia americana che alla fine degli anni Venti\, in piena recessione economica\, si ritrova in gravi difficoltà dopo che il marito di Amanda\, padre di Tom e Laura\, se ne va facendo perdere le proprie tracce. A raccontare la vicenda è Tom che\, ormai uomo\, si è imbarcato con la marina mercantile ma non riesce ad emanciparsi dal suo passato e dal ricordo della sorella\, un’anima fragile\, prigioniera del suo mondo immaginario fatto di animaletti di cristallo. Firma la regia di questo capolavoro di Tennessee Williams (e recita nel doppio ruolo di Tom e Jim) Jurij Ferrini\, regista e attore fra i più sensibili della nostra scena\, straordinario interprete\, la scorsa stagione\, dello spettacolo Rusteghi.
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SUMMARY:Giuseppe Guarrera
DESCRIPTION:Pianoforte \nPremio Venezia 2010 \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Sonata op. 22Franz Liszt (1811 – 1886)Sonetto del Petrarca 104 da Années de pèlerinage\, deuxième annéeMephisto Waltz n. 1Sergej Rachmaninov (1873 – 1943)5 Preludi da op. 23 e 32Sergej Prokof’ev (1891 – 1953)Sonata n. 7 \nGiuseppe Guarrera\, l’altro giovane musicista italiano presente in stagione\, ha ottenuto il suo più recente e importante riconoscimento vincendo il Premio Venezia nel 2010.Siciliano di nascita\, si è diplomato al conservatorio “G. Tartini” di Trieste e risiede da qualche anno a Gorizia\, dove si sta perfezionando alla scuola di Sijavus Gadjiev. Una scuola di grande tradizione\, quella russa\, di cui troviamo eco anche in alcuni autori in programma: Rachmaninov con una scelta dai Preludi op. 23 e op. 32 (rispettivamente del 1903 e 1910) e Prokof’ev con la Settima Sonata\, uno dei migliori esiti pianistici dell’autore che gli valse nel 1943 il Premio Stalin. In apertura una “grande” sonata classica (in 4 tempi) di Beethoven (l’op. 22 degli anni 1799-1800) e due celebri brani lisztiani\, che prolungano le celebrazioni del 2011 per il bicentenario della nascita del compositore.
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SUMMARY:Barthold Kuijken / Sigiswald Kuijken / Wieland Kuijken / Ewald Demeyere
DESCRIPTION:Flauto traverso – Violino – Viola da gamba – Clavicembalo \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)Sonata BWV 1029 per viola da gamba e clavicembaloTrio Sonata BWV 525L’Offerta Musicale BWV 1079 \nin coproduzione con Amici della Musica di Padova \n \n1747\, verso la fine dell’anno: J. S. Bach intraprende con il figlio Wilhelm Friedemann un viaggio a Berlino per fare visita\, a Potsdam\, al re Federico II di Prussia\, presso il quale era in servizio come clavicembalista un altro figlio di Bach\, il secondogenito Carl Philipp Emanuel. “Il vecchio Bach – secondo la testimonianza di J. Forkel – pregò il re di proporgli un soggetto di fuga da sviluppare all’istante senza alcuna preparazione. Il sovrano acconsentì\, rimanendo sbalordito dalla profonda sapienza con cui veniva lì per lì improvvisato lo svolgimento del suo tema. Di ritorno a Lipsia\, Bach elaborò in brani a tre e sei voci diversi artifizi in forma di canone; poi fece incidere il tutto su rame\, dedicandolo all’autore del soggetto\, sotto il titolo di Musikalisches Opfer (Offerta Musicale)”.Ne sono interpreti oggi\, con il clavicembalista Ewald Demeyere\, i fratelli Kuijken\, protagonisti assieme a G. Leonhardt\, N. Harnoncourt\, F. Brüggen\, J. Savall e altri di una rinnovata\, moderna prassi esecutiva della musica barocca.
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SUMMARY:Reportage Chernobyl / L'atomo e la vanga. La scienza e la terra
DESCRIPTION:di Roberta Biagiarelli e Simona Gonella regia di Simona Gonella con Roberta Biagiarellie con la partecipazione straordinaria in video di Roberto Herlitzkaregia video e realizzazione di Giacomo Verde disegno luci di Virginia Manoniricerche bibliografiche e musicali di Andrea Soffientino assistenza tecnica di Giovanni Garboassistenza video di Valentina Guastini Babelia & C. Progetti Teatrali \nLe testimonianze sono tratte da “Preghiera per Chernobyl” di Svetlana Aleksievic – Edizioni E/O \nContributi scientifici: Mario Agostinelli (Forum Mondiale delle Alternative)\, Svetlana Aleksievic (giornalista e scrittrice)\, Alessandro Gori (giornalista)\, Gianni Tamino (biologo)\, Valerio Calzolaio (Sinistra Ecologia e Libertà) \nDopo l’intenso spettacolo dedicato al dramma di Srebrenica\, Roberta Biagiarelli mette in scena la storia di Chernobyl\, un’altra storia forte\, che ha la necessità di essere raccontata perché quasi dimenticata. Del destino delle persone che hanno vissuto e subìto le conseguenze dell’incidente si sa molto poco. Eppure Chernobyl è una perfetta metafora del mondo che ci circonda\, del legame spesso perverso che abbiamo con la tecnologia\,della disinformazione di cui siamo vittime rispetto ai grandi disastri ambientali\, del rapporto bulimico che stringe le società occidentali con I’energia. Punto di partenza di questo reportage teatrale è il libro “Preghiera per Chernobyl” della giornalista bielorussa Svetlana Aleksievic\, che raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle “il più grande disastro tecnologico del XX secolo”.Nello spettacolo\, al linguaggio delle parole si interseca quello delle immagini elaborate da Giacomo Verde\, impegnato da anni nel dialogo fra arte teatrale e arte del video. Un percorso di immagini che scorrono parallele alle voci di due donne\, a ricordarci che la specie umana ha bisogno della casa/pianeta terra e che le donne sono le eccellenti custodi di questo “focolare”.
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SUMMARY:Bruno Canino / Antonio Ballista
DESCRIPTION:Pianoforti \nClaude Debussy (1862 – 1918)En blanc et noir per due pianofortiIgor Stravinskij (1882 – 1971)Tre pezzi facili per pianoforte a quattro maniClaude DebussyPrélude à l’aprés-midi d’un faunetrascrizione per due pianoforti dell’autoreIgor StravinskijCinque pezzi facili per pianoforte a quattro maniClaude Debussyda “Trois Nocturnes”: Nuages\, Fêtestrascrizione per due pianoforti dell’autore \nIgor StravinskijLe sacre du printempstrascrizione dell’autore per pianoforte a quattro mani \nIl nostro percorso triennale dedicato a “I Balletti russi\, Diaghilev e i suoi musicisti” arriva con questo concerto all’opera più famosa di questa stagione musicale: La Sagra della Primavera (Le Sacre du Printemps) di Igor Stravinskij. La sua prima rappresentazione a Parigi il 29 maggio 1913 con la coreografia di Vaslav Nijinsky fu uno scandalo stupefacente almeno quanto la musica. E altrettanto scandalo\, per motivi diversi\, aveva suscitato un anno prima il balletto che Diaghilev volle creare – contro la volontà di Claude Debussy – sul Prélude à l’aprés-midi d’un faune con Vaslav Nijinsky come protagonista e coreografo. Sentiremo queste celebri composizioni nelle versioni originali dei loro autori\, in un programma che è anche un omaggio al 150° anniversario della nascita di Claude Debussy.Antonio Ballista e Bruno Canino suonano assieme da oltre cinquant’anni ed il loro duo pianistico\, che torna dopo molti anni a Monfalcone\, è una delle formazioni cameristiche italiane più prestigiose. Con Ballista e Canino hanno collaborato i maggiori compositori del nostro tempo\, da Luigi Dallapiccola a Luciano Berio\, che ha dedicato al duo il suo Concerto per due pianoforti\, da Ligeti a Kagel\, da Boulez a Stockhausen.
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SUMMARY:L'arte del dubbio
DESCRIPTION:versione teatrale di Stefano Massini dal libro “L’arte del dubbio” di Gianrico Carofiglioregia di Sergio Fantoni con Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani scene\, costumi e disegno luci di Nicolas Boveymusiche di Cesare Piccoeseguite dal vivo da Nicola ArataLa Contemporanea \n\n \n \nA chi chiede loro perché abbiano scelto “L’arte del dubbio” di Gianrico Carofiglio – certamente un bellissimo libro ma un manuale per addetti ai lavori – per mettere in scena uno spettacolo\, gli attori\, il regista e l’autore della versione teatrale sottolineano il fascino del tema del processo e\, soprattutto\, la struttura aperta del libro\, che ha dato loro la possibilità di costruire uno spettacolo dalla forma non canonica\, un racconto articolato in quadri\, che si rivolge al pubblico in sala e si affida allo strumento dell’interrogatorio e alla forma del processo\, la forma più antica di teatro. Il processo quindi come ricostruzione sociale della realtà\, non mezzo di punizione ma catarsi dei dubbi: un momento importante per la formazione dell’opinione collettiva\, che avviene attraverso l’uso libero della parola.E dall’uso spregiudicato della parola nasce la spettacolarità de L’arte del dubbio: una moderna commedia dell’arte in cui i giochi di parole delle maschere antiche sono sostituiti da quelli che si fanno quotidianamente nelle società contemporanee. Attori\, in senso proprio e metaforico\, di questo gioco perverso\, spericolato e senza rete sono i bravissimi Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani.
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SUMMARY:Il racconto d'inverno
DESCRIPTION:di William Shakespeare\nregia\, traduzione\, scene e costumi di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani\ncon Ferdinando Bruni\, Sara Borsarelli\, Elena Russo Arman\, Corinna Agustoni\, Luca Toracca\, Cristian Giammarini\, Nicola Stravalaci\, Federico Vanni\, Enzo Curcurù\, Alejandro Bruni Ocaña\, Camilla Semino Favro\, Umberto Petranca\nluci di Nando Frigerio\nTeatridithalia \n“Ma in inverno è meglio raccontare storie tristi\, io ne so una di elfi e di folletti”. Con questa battuta del giovane principe Mamillio si spiega il senso del titolo dell’opera\, fra le ultime composte da Shakespeare. Definito dagli studiosi tragicommedia o commedia romanzesca\, Il racconto d’inverno rispecchia un momento di matura e malinconica riflessione sull’esistenza.\nLo spettacolo\, ricco di colpi di scena e dall’ambientazione esotica\, racconta le vicende di Leonte\, il re di Sicilia che\, posseduto da una gelosia cieca e distruttiva\, annienta tutto ciò che gli è più caro: la moglie Ermione\, i figli Mamilio e Perdìta e l’amicizia di una vita con Polissene\, re di Boemia.\nFra viaggi avventurosi\, tempeste e ritrovamenti insperati\, Il racconto d’inverno ha inizio in un’atmosfera di grande tensione emotiva e attraverso un susseguirsi di situazioni comiche ed originali espedienti drammaturgici arriva ad un finale sorprendente\, carico di lirica dolcezza\, che riconcilia con la vita\, in cui i figli sono lo strumento di riconciliazione dei padri.
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SUMMARY:Quartetto Minetti
DESCRIPTION:Maria Ehmer violinoAnna Knopp violinoMilan Milojicic violaLeonhard Roczek violoncello \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Quartetto n. 11 op. 95György Ligeti (1923 – 2006)Quartetto n. 1 “Métamorphoses nocturnes”Igor Stravinskij (1882 – 1971)Tre pezziFelix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847)Quartetto n. 6 op. 80 \nL’unico quartetto d’archi presente in stagione – una formazione\, quella del quartetto d’archi\, che rappresenta il cuore e l’essenza della musica da camera – è un giovane quartetto austriaco\, il Minetti\, che negli anni successivi alla sua costituzione (2003) ha vinto molti prestigiosi concorsi internazionali (Firenze\, Vienna\, Graz) e nella stagione 2008-2009 è stato scelto come “rising star” dall’Associazione ECHO che raggruppa le più importanti sale da concerto europee.Un programma molto vario che si apre con il Quartetto n. 11 op. 95 che Beethoven scrisse nel 1809 e noto con il titolo di Serioso e si chiude ugualmente in fa minore\, con il Quartetto n. 6 op. 80\, l’ultimo composto nel 1847 da un Mendelssohn angosciato per la morte della sorella Fanny. Al centro del programma il Quartetto n. 1 “Métamorphoses nocturnes” di Ligeti (un quartetto che\, a differenza del n. 2 presentato lo scorso anno dal Quartetto Auryn\, appartiene agli anni 1953-‘54\, agli anni cioè in cui Ligeti scrive ancora nella scia di Bartók e di Berg) e i Tre pezzi di Igor Stravinskij\, tre brevissime pagine del 1914.
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SUMMARY:Arturo in cerca della paura
DESCRIPTION:Teatro al Quadrato (Tarcento)\n\nTeatro d’attore\nPer bambini dai 3 anni in su\n\ntesto e regia di Katiuscia Bonato\ncon Katiuscia Bonato\, Maria Giulia Campioli\, Claudio Mariotti\nscene di Anna Pittoni e Elia Venturini\, liberamente ispirate a Paul Klee\n\nOgnuno di noi possiede una dote speciale\, basta riconoscerla e metterla a frutto. Arturo è il protagonista della favola\, un giovane dal cuore buono e l’animo contento\, che tutti considerano uno stupido\, anche la sua stessa famiglia. Il padre\, incapace di vedere in fondo al suo cuore\, lo allontana da casa. Arturo così si avventura in un mondo a lui ignoto e che pare direttamente uscito dal pennello di Paul Klee. Cerca qualcosa che non conosce ancora: la paura. Vuole provare quella sensazione di “pelle d’oca” di cui tutti narrano. Un’avventura ricca di malefici\, incantesimi ed incontri strampalati. Un percorso di formazione\, che soddisferà la curiosità di Arturo e lo renderà consapevole delle sue qualità. Una fiaba classica che si concluderà con il più classico dei lieto fine.\nArturo alla ricerca della paura è un invito a non giudicare e a non lasciarsi ingannare dai pregiudizi.
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SUMMARY:Ensemble Zefiro
DESCRIPTION:Alfredo Bernardini\, Paolo Grazzi oboiLorenzo Coppola\, Danilo Zauli clarinettiDileno Baldin\, Francesco Meucci corniAlberto Grazzi\, Giorgio Mandolesi fagotti \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Ottetto (Parthia) op. 103Rondino WoO 25Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)Serenata K 388 (364a) Gioachino Rossini (1792 – 1868)Ouverture e Arie da “Il barbiere di Siviglia” (arr. W. Sedlak) \nHarmonie è il termine tedesco con cui si designa un complesso a fiati. Sono i musicisti boemi gli specialisti di questa formazione che nasce come sestetto (2 oboi o corni inglesi\, 2 fagotti\, 2 corni) e che\, quando i clarinetti divennero più comuni\, si ampliò all’ottetto\, fino a diventare una vera e propria moda dopo il 1780 a Vienna\, quando l’imperatore Giuseppe II estrapolò dalla sua orchestra di corte per l’opera una Harmonie ufficiale destinata primariamente a suonare trascrizioni per fiati di opere del repertorio imperiale. A Vienna l’Harmonie imperiale\, connessa anche a compiti militari\, fu usata per fornire alla corte musica gradevole durante l’ora dei pasti. Una consuetudine che Mozart mise in scena nel finale del Don Giovanni.A questo repertorio – anche se la Serenata K 388 di Mozart trascende la mondanità del genere – è dedicato il programma di Zefiro\, uno dei migliori complessi a fiati con strumenti originali della scena musicale europea. L’ensemble\, costituitosi a Mantova nel 1989\, svolge un’importante attività internazionale e ha ottenuto\, per la sua ricca produzione discografica\, molti prestigiosi riconoscimenti come il “Grand Prix du Disque”\, il “Diapason d’Or” e altri ancora.
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SUMMARY:The History Boys
DESCRIPTION:di Alan Bennett traduzione di Salvatore Cabras e Maggie Rose uno spettacolo di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni con Elio De Capitani\, Ida Marinelli\, Gabriele Calindri\, Marco Cacciola\, Giuseppe Amato\, Marco Bonadei\, Angelo Di Genio\, Loris Fabiani\, Andrea Macchi\, Andrea Germani\, Alessandro Rugnone\, Vincenzo Zampaluci di Nando Frigerio Teatridithalia \nSalutato dalla critica come “uno degli spettacoli più importanti ed emozionanti” firmati da Bruni e De Capitani\, The History Boys è diventato un vero e proprio caso per la risposta entusiasta degli spettatori più giovani\, che l’hanno visto e rivisto. La versione originale\, dello scrittore e drammaturgo inglese Alan Bennett (noto in Italia soprattutto per i suoi divertenti romanzi)\, ottiene nel 2004 sei Tony Award (gli Oscar del teatro americano) e viene trasformata in film nel 2006. The History Boys è la storia di un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college\, impegnati con gli esami di ammissione all’università. Ragazzi molto diversi ma affiatati\, palleggiati fra gli insegnanti\, che cercano di stimolare la loro curiosità infischiandosene delle tradizioni e dei primati scolastici\, e il preside\, che nel buon nome della scuola li vorrebbe tutti a Oxford. In un’atmosfera assolutamente anticonformista\, lo spettacolo intreccia cultura alta e pop\, riferimenti letterari\, filosofici e storici (le poesie di Auden o Withman ma anche vecchi film o canzoni)\, creando inaspettate e suggestive connessioni.n scena\, accanto ai “prof” De Capitani\, Marinelli\, Calindri e Cacciola\, un gruppo di otto bravissimi under 30\, tutti diplomati alle più prestigiose scuole di teatro italiane.
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SUMMARY:Buonanotte mamma
DESCRIPTION:di Marsha Norman traduzione di Laura Curino regia di Serena Sinigagliacon Ariella Reggio e Marcela Serli scene di Maria Spazzi La Contrada – Teatro Stabile di Trieste \nBuonanotte mamma vede in scena due personaggi – Jessie Cates\, una quarantenne divorziata e depressa e sua madre Thelma\, vedova – e ha inizio con l’annuncio di un suicidio: Jessie alla fine della serata\, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre\, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Non si tratta di una richiesta di aiuto ma di una decisione lucida e irreversibile. Ne consegue una lotta impetuosa fra madre e figlia: Thelma usa ogni strategia possibile (anche la disperata confessione di vecchi segreti) per dissuadere la figlia che\, invece\, mantiene una calma glaciale e sembra irremovibile…Opera della scrittrice e drammaturga americana Marsha Norman\, ‘night\, Mother si aggiudica nel 1984 il Premio Pulitzer. Portato con successo in scena da Kathy Bates\, si avvale per questa nuova edizione italiana di un gruppo di artiste di assoluto prestigio: all’autrice ed attrice Laura Curino si deve la traduzione del testo mentre la regia è firmata da Serena Sinigaglia\, fra le più eclettiche ed originali registe italiane. In scena le straordinarie e sensibilissime Ariella Reggio e Marcela Serli.
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SUMMARY:FVG Mitteleuropa Orchestra / Giovanni Sollima
DESCRIPTION:Direttore e violoncello \nGiovanni Sollima (1962)Hell I dall’opera Songs from the Divine Comedyper violoncello e archiJoseph Haydn (1732 – 1809)Concerto n.1 in do maggioreper violoncello e orchestra \nGiovanni SollimaFolktalesper violoncello e orchestra \nCon il rinnovato sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia la FVG Mitteleuropa Orchestra si pone come un importante soggetto della vita musicale della nostra regione e dell’area mitteleuropea: un soggetto con il quale si aprono\, per i Teatri e le Istituzioni musicali del territorio\, proficue opportunità di collaborazione. Ne è un esempio il concerto di questa sera\, nel quale la FVG Mitteleuropa Orchestra propone una nuova produzione con Giovanni Sollima\, che testimonia il percorso artistico di rilievo che ha visto collaborare l’Orchestra con artisti quali Zilberstein\, Thiollier\, De Maria\, Canino\, Krylov\, Axelrod\, Rudner\, Mondelci.Giovanni Sollima è oggi\, nel panorama della vita musicale italiana\, una delle figure più vivaci: violoncellista\, direttore\, compositore\, leader di vari ensemble\, Sollima è impegnato ad esplorare nuove frontiere musicali aperte al rock\, al jazz\, alla musica elettronica ed etnica dell’area mediterranea e a creare rapporti con danza\, teatro e cinema in collaborazioni prestigiose con Carolyn Carlson\, Bob Wilson\, Peter Stein\, Peter Greenaway\, John Turturro\, Wim Wenders.
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SUMMARY:Paola Erdas / Rolf Lislevand
DESCRIPTION:Clavicembalo – Chitarra e tiorba \nCORDE PIZZICATE \nRobert de Visée (1650 ca – 1725)Suite en Sol Majeur per tiorbaFrançois Couperin (1668 – 1733)Les Sylvains per clavicembaloJean-Henry d’Anglebert (1628 – 1691)Pièces de Clavessin en Manuscrits per clavicembaloAlessandro Piccinini (1566 – 1639 ca)Toccata per tiorbaHieronymus Kapsberger (1580 ca – 1661)Canarios per tiorba e clavicembaloArpeggiata per tiorbaAlessandro PiccininiChiacona per tiorba e clavicembalo \nPerrine (XVII sec.)Pièces de Luth en Musique pour le jouer sur le Luth et le ClavessinAllemande ou Tombeau de MezangeauCanarie per clavicembaloEnnemond Gaultier (1575 – 1651)La Cascade de Mr de Launay(trascrizione di Hopkinson Smith) per clavicembalo Robert de Visée Pièces en la mineur per tiorbaJean-Henry d’AnglebertPièces de Clavessin en manuscrits per clavicembaloLouis Couperin (1626 ca – 1661)Passacaille en Ut Majeur per clavicembaloFrancesco Corbetta (1615 – 1681)Folies per chitarraCouplets de Chaconne per chitarra e clavicembalo \nUn concerto per clavicembalo e chitarra\, due strumenti “a corde pizzicate” cugini che\, dopo una splendida fioritura durata dal 1500 a metà Settecento\, sparirono dalla vita musicale per ricomparirvi agli inizi del Novecento\, quando si cominciò a guardare con occhi nuovi alla musica del passato e alle sue prassi esecutive. Wanda Landowska (per il clavicembalo)\, Diana Poulton e l’inglese Lute Society furono fra i primi artefici di questa rinascita.Il programma ci propone autori del Seicento ed è – come scrive Paola Erdas che lo ha ideato – “una evocazione sonora\, nuova e antica al tempo stesso\, che ci riporta a rivivere le serate conviviali in cui si ritrovavano liutisti e cembalisti\, a suonare\, a bere un buon bicchiere di vino\, a godere reciprocamente della loro incredibile musica. Un gioco intellettuale e ludico ad un tempo\, per la gioia di chi suona e il diletto di chi ascolta”.
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SUMMARY:L'astice al veleno
DESCRIPTION:scritto e diretto da Vincenzo Salemme con Vincenzo Salemme\, Benedetta Valanzano\, Antonella Morea\, Maurizio Aiello e con (in ordine alfabetico) Nicola Acunzo\, Domenico Aria\, Antonio Guerriero\, Giovanni Ribòmusiche di Antonio Boccia testi delle canzoni di Vincenzo Salemme scene di Alessandro Chiticostumi di Giusy Giustino disegno luci di Umile Vainieri movimenti coreografici di Stefano BontempiChi è di scena! \n \nForte del grandissimo successo riscosso nella passata stagione (130 repliche e oltre 100.000 spettatori)\, approda anche a Monfalcone l’ultima commedia scritta\, diretta ed interpretata da Vincenzo Salemme.L’astice al veleno è un’intricata storia d’amore che ha per protagonisti Barbara\, un’attricetta al suo debutto\, amante delusa del regista e Gustavo\, un pony express che consegna regali per il Natale imminente. Insieme a loro\, in scena\, quattro statue che soltanto Barbara – e con lei il pubblico – vede animarsi. Quando Barbara\, stanca di fare l’amante\, decide di avvelenare il regista per poi suicidarsi\, Gustavo\, con l’aiuto delle statue\, fa saltare il piano omicida. Il tutto condito dalle incursioni di un astice\, il cui destino è quello di essere cucinato ma che nessuno ha il coraggio di uccidere.Commedia brillante e romantica\, L’astice al veleno intreccia gli elementi comici e farseschi tipici del teatro di Salemme ad una serie di brani musicali inediti eseguiti dal vivo da un nutrito ed affiatato cast di versatili interpreti.
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SUMMARY:Daniel Schmutzhard / Katrin Dasch
DESCRIPTION:Baritono – Pianoforte \nFranz Schubert (1797 – 1828)Die Winterreise Ciclo di Lieder D 911 su testi di Wilhelm Müller \nDie Winterreise (Viaggio d’inverno) è il secondo grande ciclo liederistico di Schubert in programma quest’anno dopo Die schöne Müllerin della scorsa stagione. Anche questo ciclo è su testi di Wilhelm Müller ed il tema è ancora quello dell’amore non corrisposto. Qui però non si tratta semplicemente di una storia d’amore. Schubert lo compone nel 1827\, un anno prima della morte: un ciclo di “canzoni tremende” lo definì\, e questa musica impregnata di desiderio di morte e di dolore impressionò e sconvolse gli amici di Schubert al primo ascolto.Oggi è ritenuto il ciclo più bello della letteratura liederistica tedesca e lo ascolteremo nell’interpretazione di un giovane baritono austriaco\, Daniel Schmutzhard\, che affianca ad una brillante carriera come cantante d’opera nei maggiori teatri europei un’attività concertistica che è stata consacrata dall’affermazione al primo Concorso Liederistico “Thomas Quasthoff” di Berlino nel 2009.
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SUMMARY:18 mila giorni - Il pitone
DESCRIPTION:Premio Flaiano per il Teatro 2011 \ntesto originale di Andrea Bajani regia di Alfonso Santagata con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testaassistente alla regia Chiara Senesi disegno luci di Andrea Violato elementi scenici di Massimo Violatomusiche originali di Gianmaria Testa Produzioni Fuorivia Fondazione Teatro Stabile Torino \n18 mila giorni – Il pitone è la storia di un uomo che a 50 anni (18 mila giorni) perde il lavoro a causa di un impiegato più giovane\, il pitone\, un animale che prima se ne sta buono e ti prende le misure e poi\, quando ha raggiunto la tua stessa lunghezza o la tua stessa forza\, ti fa fuori. E con il lavoro\, il protagonista\, perde anche tutta la sua vita\, la famiglia\, il senso delle cose e se ne rimane asserragliato nel suo appartamento\, una sorta di discarica di oggetti\, ricordi e sentimenti. Riflessioni personali ed epocali si intrecciano a sottolineare come in soli 18 mila giorni siano radicalmente mutate le aspettative sociali in Italia: da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e elemento fondante dell’umana dignità al trionfo dell’odierno precariato\, forma più o meno palese di ricatto sociale.Protagonista dello spettacolo\, che gli è valso il Premio Flaiano per il Teatro 2011 come migliore interprete\, è Giuseppe Battiston\, pluripremiato attore del nostro cinema e del nostro teatro (è dell’anno scorso il Premio UBU come miglior attore italiano). Accanto a lui\, a fare da contrappunto musicale\, il cantautore Gianmaria Testa\, interprete delle canzoni che ha composto appositamente per lo spettacolo.
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