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SUMMARY:Enrico Bronzi - Filippo Gamba
DESCRIPTION:Violoncello – Pianoforte \nRobert Schumann (1810 – 1856)5 Pezzi nello stile popolare op. 102Krzysztof Penderecki (1933)Capriccio per Siegfried Palmper violoncello soloBernd Alois Zimmermann (1918 – 1970)Intercomunicazione \nBéla Bartók (1881 – 1945)8 Improvvisazioni su canti contadini ungheresi op. 20per pianoforte Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)Sonata op. 102 n. 2 \n \nCon gli appuntamenti di ‘900&oltre le stagioni musicali monfalconesi hanno offerto al pubblico un fondamentale stimolo alla conoscenza della migliore produzione musicale recente. Una politica che negli anni ha fatto del Teatro di Monfalcone un punto di riferimento nell’ambito delle attività concertistiche in Italia.Il programma del concerto – affidato a due eccellenti artisti italiani già noti al nostro pubblico\, Enrico Bronzi del Trio di Parma e Filippo Gamba – propone due pagine di Zimmermann e Penderecki\, che sono al tempo stesso un omaggio al violoncellista tedesco Siegfried Palm\, protagonista della scena musicale contemporanea da Darmstadt in poi.Nel programma\, oltre ai 5 Pezzi nello stile popolare proposti in occasione delle celebrazioni di Schumann e alla più visionaria delle cinque Sonate di Beethoven\, le 8 Improvvisazioni su canti contadini ungheresi di Bartók\, il primo di una serie di incontri con la musica ungherese del ‘900 e di oggi che troveremo ancora nella stagione.
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SUMMARY:Le Concert des Nations - Jordi Savall
DESCRIPTION:viola da gamba e direzione \nEnrico Onofri violino IMauro Lopes violino IIAlessandro Tampieri\, Lorenzo Colitto\, Paolo Perrone violiniTeresa Ceccato violino e viola da braccioAngelo Bartoletti\, Andrea Albertani viola da braccioMarco Ceccato\, Antoine Ladrette violoncelliXavier Puertas violoneRolf Lislevand chitarra e tiorbaPierre Hantaï clavicembaloMarc Clos percussioni \nLES GOÛTS RÉUNIS (1670 – 1780) \nJean-Baptiste Lully (1632 – 1687)Suite “Le Bourgeois Gentilhomme”Heinrich Ignaz Franz Biber (1644 – 1704)Battalia à 10Arcangelo Corelli (1653 – 1713)Concerto IV \nMarin Marais (1656 – 1728)Couplets des Folies d’Espagne (da Pièces à 1 et 2 violes\, Libro II)per viola da gamba e basso continuoCharles Avison (1709 – 1770)Concerto IX in Seven Parts done from the Harpsicord Lessons by Domenico ScarlattiLuigi Boccherini (1743 – 1805)La Musica notturna di Madrid \nÈ con Jordi Savall – un artista con cui Carlo de Incontrera ha decisivamente contribuito a creare un rapporto di affetto e elezione con il Teatro Comunale di Monfalcone – che si apre la stagione concertistica 2010-2011.Savall porta con sé\, in questa occasione\, Le Concert des Nations\, un ensemble che denota\, già nel nome\, le diverse provenienze nazionali dei suoi musicisti. Ma all’idea di un’Europa musicale rimanda anche il titolo del programma\, Les Goûts Réunis\, che è mutuato da una celebre raccolta di concerti di François Couperin del 1724.Il programma percorre così “i gusti riuniti”\, gli stili nazionali di un’Europa che\, nel periodo fra il 1670 ed il 1780\, era più evoluta musicalmente che politicamente. E nella quale fanno capolino anche culture musicali diverse\, anche se per “il borghese gentiluomo” di allora l’incontro con l’altro (la musica turca\, il folclore iberico\, ecc.) avveniva nei termini del caratteristico e dell’esotico.
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SUMMARY:Il Mistero Buffo di Dario Fo (PS: nell'umile versione pop)
DESCRIPTION:riduzione e adattamento di Paolo Rossi e Carolina De La Calle Casanova\nregia di Carolina De La Calle Casanova\ncon Paolo Rossi\ncon la partecipazione straordinaria di Lucia Vasini\nmusiche composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila\nLa Corte Ospitale / Compagnia del Teatro Popolare\nin collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber \nSe Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Cosa potrebbe fare? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione e i suoi miracoli?\nMistero Buffo\, capolavoro assoluto di Dario Fo\, nella straordinaria riscrittura di Paolo Rossi\, diventa un omaggio al grande maestro e al contempo uno spettacolo ogni sera diverso\, recitato con e non per il pubblico\, che si allontana il più possibile dalla versione originale per mescolare i vecchi misteri con quelli nuovi: un’allegoria che confonde i generi\, la finzione con la realtà\, i sogni del popolo con la cronaca.\nCome accadde nel 1969\, anche questo Mistero Buffo è un’operazione politica e culturale\, che difende la sopravvivenza di certi valori\, che vuole recuperare le radici profonde del teatro popolare.\nPerché – dice Paolo Rossi – il teatro\, unico animale vivo\, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere. \nSe Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Cosa potrebbe fare? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione e i suoi miracoli?\nMistero Buffo\, capolavoro assoluto di Dario Fo\, nella straordinaria riscrittura di Paolo Rossi\, diventa un omaggio al grande maestro e al contempo uno spettacolo ogni sera diverso\, recitato con e non per il pubblico\, che si allontana il più possibile dalla versione originale per mescolare i vecchi misteri con quelli nuovi: un’allegoria che confonde i generi\, la finzione con la realtà\, i sogni del popolo con la cronaca.\nCome accadde nel 1969\, anche questo Mistero Buffo è un’operazione politica e culturale\, che difende la sopravvivenza di certi valori\, che vuole recuperare le radici profonde del teatro popolare.\nPerché – dice Paolo Rossi – il teatro\, unico animale vivo\, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere.
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SUMMARY:Quartetto Fauré
DESCRIPTION:Erika Geldsetzer violinoSascha Frömbling violaKonstantin Heidrich violoncelloDirk Mommertz pianoforte \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)Quartetto op. 16Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847) Quartetto n. 3 op. 3 \nRobert Schumann (1810 – 1856)Quartetto op. 47 \nLa formazione del Quartetto con pianoforte ha un ruolo più appartato – rispetto al Quartetto d’archi o al Trio con pianoforte – nella storia della musica da camera. Eppure essa annovera una letteratura di grande qualità (da Mozart in poi) di cui si propone un florilegio che comprende un capolavoro assoluto come il Quartetto op. 47 di Schumann\, uno dei frutti (con i tre Quartetti op. 41 per archi e il Quintetto op. 44) del prodigioso 1842\, l’anno della musica da camera. Il Quartetto di Beethoven è la rielaborazione che l’autore fece nel 1810 del Quintetto per pianoforte e strumenti a fiato del 1796. Appartiene invece alla precoce attitudine di Mendelssohn il terzo dei Quartetti con pianoforte: composto nel 1825 a soli 15 anni è dedicato a Goethe\, il quale dal 1821 (anno in cui Mendelssohn gli viene presentato) è suo fervente ammiratore e sincero amico.Formatosi nel 1995 in Germania a Karlsruhe\, dove dal 2004 è “Quartetto in Residence” presso il Conservatorio\, il Quartetto Fauré è oggi una delle più prestigiose formazioni cameristiche tedesche\, con un’intensa attività concertistica in tutto il mondo e una ricca discografia.
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SUMMARY:Oblivion Show
DESCRIPTION:musiche di Lorenzo Scuda\ntesti di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda\nregia di Gioele Dix\ncon Graziana Borciani\, Davide Calabrese\, Francesca Folloni\, Lorenzo Scuda\, Fabio Vagnarelli\nThe Blue Apple\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \nFra gli spettacoli più originali e divertenti della passata stagione\, Oblivion Show\, che vede protagonisti cinque “cantattori” cresciuti a pane e musical\, sotto la divertita ma rigorosa guida di Gioele Dix\, è uno spettacolo che travolge davvero il pubblico con la velocità delle gag\, l’arguzia delle citazioni e dei riferimenti musicali e letterari\, la sensazionale tecnica vocale\, l’incredibile precisione scenica.\nGli Oblivion utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato\, per costruire uno scintillante palinsesto canoro che intreccia cultura alta a cultura popolare\, la tradizione musicale degli anni Venti al rock di Vasco Rossi\, in perfetto equilibrio fra citazione e creatività\, umorismo e commozione\, nello stile del grande avanspettacolo italiano.\nE c’è spazio anche per I promessi sposi in 10 minuti\, vero e proprio micro-musical cliccatissimo su YouTube\, e per le tragedie di Shakespeare in 8…
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SUMMARY:Coro Polifonico di Ruda*Fabiana Noro
DESCRIPTION:Matteo Andri pianoforteGiorgio Fritsch percussioni \nNikolaj Kedrov (1871 – 1940)Oče Naš (Padre Nostro)Franz Schubert (1797 – 1828)Der 23. Psalm D 706 (op. post. 132)per voci pari e pianoforteDie Nacht D 983c (op. 17 n. 4)Ständchen D 920 (Livio Gallet baritono solista)Moritz Hauptmann (1792 – 1868)Wunderbar ist mir geschehen op. 49 n. 12Gioachino Rossini (1792 – 1868)Preghiera (n. 7 da Péchés de Vieillesse\, vol. III “Morceaux réservés”) Camille Saint-Saëns (1835 – 1921)Sérénade d’hiver \n\n \nFrancis Poulenc (1899 – 1963)Quatre Petites Prières de Saint François d’AssiseRandall Thompson (1899 – 1984)Tarantella Benjamin Britten (1913 – 1976)The Ballad of Little Musgrave and Lady Barnardper coro maschile e pianoforteArvo Pärt (1935)De profundis per coro maschile\, pianoforte e percussioniGiovanni Bonato (1961)Stetit angelus
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SUMMARY:Il razzismo è una brutta storia
DESCRIPTION:di e con Ascanio Celestinimusiche di Matteo D’AgostinoARCI / Fabbrica \n“Il razzismo è una brutta storia” è una campagna nazionale promossa da Arci e Feltrinelli che ha trovato in Ascanio Celestini un partner d’eccezione. Invitato a realizzare uno spettacolo sul tema del razzismo in Italia\, Celestini ha attinto al repertorio dei suoi interventi televisivi e raccolto alcuni racconti che narrano vicende di discriminazione sociale e di abiezioni socio-culturali: racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi\, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Questi materiali\, frutto di un attento lavoro di ricerca in continua evoluzione\, sono diventati il nucleo centrale del monologo. Attraverso una narrazione fatta di storie bizzarre\, ritmo serrato\, ripetitività melodica e virtuosismi linguistici\, Celestini mette in scena\, con lucida disillusione\, l’indifferenza e l’odio razziale di una società degradata e troppo distratta dai vantaggi garantiti per riflettere sulla miseria e la guerra che devastano i paesi meno ricchi.  \n“Il razzismo è una brutta storia” è una campagna nazionale promossa da Arci e Feltrinelli che ha trovato in Ascanio Celestini un partner d’eccezione. Invitato a realizzare uno spettacolo sul tema del razzismo in Italia\, Celestini ha attinto al repertorio dei suoi interventi televisivi e raccolto alcuni racconti che narrano vicende di discriminazione sociale e di abiezioni socio-culturali: racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi\, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Questi materiali\, frutto di un attento lavoro di ricerca in continua evoluzione\, sono diventati il nucleo centrale del monologo. Attraverso una narrazione fatta di storie bizzarre\, ritmo serrato\, ripetitività melodica e virtuosismi linguistici\, Celestini mette in scena\, con lucida disillusione\, l’indifferenza e l’odio razziale di una società degradata e troppo distratta dai vantaggi garantiti per riflettere sulla miseria e la guerra che devastano i paesi meno ricchi. \n<
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SUMMARY:Il vecchio e il cielo
DESCRIPTION:testo e regia di Cesare Lievi \ncon Gigi Angelillo\, Ludovica Modugno\, Paolo Fagiolo\, Giuseppina Turra\nscene di Josef Frommwieser\ncostumi di Marina Luxardo\nluci di Gigi Saccomandi\nTeatro Nuovo Giovanni da Udine\nCSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \nUn vecchio preside al primo giorno di pensione vede sparire tutte le speranze di cambiamento e riscatto proiettate su questo fatidico giorno: la fine dell’impegno quotidiano\, l’indipendenza economica e affettiva riconquistata\, la nuova libertà della vecchiaia. Tutto avviene improvvisamente\, in un crescendo di situazioni imprevedibili\, comiche e dolorose\, in cui reale e immaginario si mescolano. La domanda che lui si pone\, la sua presa di coscienza\, è la seguente: veramente tutto si disfa\, si spegne\, si distrugge\, sparisce? O è possibile che…\nIl vecchio e il cielo\, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Cesare Lievi\, già ospite del nostro Teatro con l’intenso La badante\, è un’altra istantanea sull’oggi\, il frutto di una drammaturgia che guarda al presente\, di acuta sensibilità e chiarezza\, in cui l’evidenza del teatro non dribbla i problemi e le contraddizioni delle nostre società.
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SUMMARY:Liza Ferschtman / Inon Barnatan
DESCRIPTION:Violino – Pianoforte \nOlivier Messiaen (1908 – 1992)Thème et variationsBéla Bartók (1881 – 1945)Ciaccona dalla Sonataper violino soloClaude Debussy (1862 – 1918)Sonata \nMaurice Ravel (1875 – 1937)La Valse (Poème choréographique)per pianoforteIgor Stravinskij (1882 – 1971)Prélude et Ronde des Princesses da “L’uccello di fuoco”Suite Italienne \n“Fu la Provvidenza in persona per musicisti\, artisti e ballerini”. È Francis Poulenc a dircelo\, rievocando la straordinaria figura di Sergej Diaghilev e la stagione (1909-1929) de I Balletti russi\, alla quale furono legati musicisti come Stravinskij\, Ravel\, Debussy\, Satie\, de Falla\, R. Strauss\, Prokof’ev\, Poulenc e tanti altri. Di questo repertorio Liza Ferschtman (Borletti Buitoni Trust e Premio Olandese per la musica nel 2006) ed il pianista Inon Barnatan (Avery Fischer Grant nel 2009) presentano brani da L’uccello di fuoco e la Suite Italienne che Stravinskij derivò dal balletto Pulcinella\, in collaborazione con il violinista Samuel Dushkin (il dedicatario del Duo concertante e del Concerto per violino).La Valse – che Ravel destinò alla compagnia di Ida Rubinstein – è contigua al mondo di Diaghilev. Il programma è completato da un lavoro giovanile di Messiaen (1932) e dalle due Sonate che concludono invece le esperienze creative di Debussy (1917) e Bartók (1944).
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SUMMARY:Amare acque dolci
DESCRIPTION:Compagnia Teatrale Erbamil (Ponteranica\, BG)\n\nTeatro d’attore\, musica\, giochi d’acqua\nPer bambini dai 6 anni in su\n\nCon il patrocinio di WWF Italia\nIn collaborazione con LaREA – Laboratorio Regionale di\nEducazione Ambientale dell’ARPA FVG\n\nQuante cose si possono dire dell’acqua? Quattro attori in un gioco di teatro nel teatro tentano goffamente di affrontare un tema vastissimo ed importante. Ciascuno di loro propone un diverso punto di vista: chi uno sguardo romantico e new age\, chi si perde filosofando nel mare dei simboli\, chi si appassiona alla politica. La spunta dapprima il più scientifico dei quattro che\, con atteggiamento autoironico da conduttore di documentari\, ci conduce attraverso dati e statistiche\, seguito dagli altri che si prestano a rappresentare le esilaranti vicende di una tipica famiglia italiana contemporanea: padre\, madre e figlio unico. Nel finale il discorso si riapre al mondo intero\, con una metafora sui piccoli conflitti originati dall’iniqua distribuzione dell’acqua e un divertente ed evocativo percorso fra le diverse culture.\nNello stile di Erbamil si ride per pensare\, unendo l’impegno ecologico al piacere di divertirsi. I trucchi e i giochi d’acqua aggiungono un tocco di magia e sorpresa alla comicità degli attori e alla suggestione delle musiche.
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SUMMARY:Thom Pain (Basato sul niente)
DESCRIPTION:Edinburgh International Festival\, Fringe Award 2005\nFinalista Premio Pulitzer per la sezione Teatro 2005 \ndi Will Eno\ntraduzione di Noemi Abe\ncon Elio Germano\nBAM Teatro – Infinito\nin collaborazione con Mittelfest 2010\ncon il contributo di Festival La Notte dei Poeti – Settembre al Borgo \nCurioso uomo\, Thom Pain. Antieroe solitario\, narratore\, amante tormentato\, pazzo\, esistenzialista\, comico\, caustico\, poeta\, filosofo\, animatore\, prestigiatore\, consigliere\, canaglia\, confessore\, seduttore\, ottimista ferito e pessimista speranzoso.\nIntrappolato in riflessioni apparentemente inconsistenti e sconnesse\, ci introduce alla memoria e agli incidenti che hanno plasmato la sua infanzia e ne hanno fatto l’uomo che oggi è.\nRaccontando di sé\, continuamente in bilico fra memoria e paura\, si abbandona ad altre storie\, racconta barzellette\, tenta giochi di prestigio\, deviando in apparenza dal filo del suo discorso.\nUn’autentica cavalcata di parole\, al servizio del teatro. A darle corpo e anima è Elio Germano\, attore straordinariamente eclettico\, fra i più intelligenti e sensibili del cinema italiano contemporaneo\, Palma d’Oro a Cannes per l’interpretazione del film di Daniele Lucchetti La nostra vita.
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SUMMARY:Alessandro Taverna
DESCRIPTION:Pianoforte \nFryderyk Chopin (1810 – 1849)“Les Sylphides”Prélude in la maggiore (op. 28\, n. 7)Nocturne in la bemolle maggiore (op. 32\, n. 2)Valse in sol bemolle maggiore (op. 70\, n. 1)Mazurka in re maggiore (op. 33\, n. 2)Mazurka in do maggiore (op. 67\, n. 3)PréludeValse in do diesis minore (op. 64\, n. 2)Grande Valse brillante in mi bemolle maggiore (op. 18\, n. 1)Franz Liszt (1811 – 1886)Grande Tarantelle di bravura d’aprés la Tarantelle de “La Muette de Portici” d’Auber \n\n \nManuel de Falla (1876 – 1946)3 Danze da “Il cappello a tre punte”(trascrizione per pianoforte dell’autore) \nErik Satie (1866 – 1925)Jack in the BoxIgor Stravinskij (1882 – 1971)3 Movimenti da “Petruška”Danse russeChez PetruškaLa semaine grasse \nÈ il giovane pianista veneto Alessandro Taverna a proporci il secondo appuntamento del ciclo I Balletti russi\, Diaghilev e i suoi musicisti. Un giovane che ha conseguito recentemente importanti affermazioni internazionali al London Piano Competition (2° Premio\, 2009)\, al Concorso di Minneapolis e al prestigioso Concorso di Leeds (3° Premio\, 2009).Il programma da un lato presenta una serie di trascrizioni per pianoforte che gli autori trassero dagli originali orchestrali\, dall’altro invece gli originali pianistici dei pezzi di Chopin che – ad eccezione dello Scherzo n. 4 – furono orchestrati e costituirono le musiche de Les Sylphides\, il balletto preferito di Diaghilev\, che Fokine realizzò nel 1909.Un programma che evoca balletti famosi come Il cappello a tre punte (de Falla\, Picasso\, Massine\, 1919)\, Jack in the Box (Satie\, Derain\, Balanchine\, 1926)\, L’uccello di fuoco e Petruška (Stravinskij\, Bakst\, Benois\, Fokine\, 1911).
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SUMMARY:Rudolf Buchbinder
DESCRIPTION:Pianoforte \nSergej Rachmaninov (1873 – 1943)Variazioni op. 42 su un tema di Corelli Fritz Kreisler (1875 – 1962)LiebesleidLiebesfreud(trascrizione di Sergej Rachmaninov) \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827)33 Variazioni su un valzer di Diabelli op. 120 \nPrimo “recital” a Monfalcone di uno dei più grandi pianisti di oggi\, Rudolf Buchbinder\, di cui gli appassionati ricorderanno i lontani concerti nel nostro Teatro con János Starker e con l’Orchestra di Padova e del Veneto.Un pianista che ha legato la sua fama di interprete soprattutto alla grande tradizione austro-tedesca (i Concerti di Mozart\, le Sonate e i Concerti di Beethoven\, i Concerti di Brahms) ma che ama sottrarsi alla rigidità delle etichette per essere libero di dedicarsi anche ad autori come Chopin\, Ravel\, Gershwin\, Rachmaninov.È l’attitudine che troviamo nel programma monfalconese\, dove si fa precedere l’ultimo Beethoven (1823) delle 33 Variazioni su un valzer di Diabelli da un doppio omaggio a Rachmaninov e a Kreisler\, nel quale è rievocata la stima e l’amicizia che legò i due musicisti (russo l’uno\, viennese l’altro) in America: lì\, nel 1928\, realizzarono per la Victor una straordinaria collaborazione discografica con l’incisione di tre sonate per violino e pianoforte (Beethoven op. 30 n. 3\, Schubert op. 164 e Grieg op. 45).
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SUMMARY:Chi ha paura muore ogni giorno*I miei anni con Falcone e Borsellino
DESCRIPTION:di Giuseppe Ayala con il contributo di Ennio Speranzacon Giuseppe Ayala e Francesca Cecidirezione artistica e produzione Gabriele Guidi – Mind & Art \nA quasi vent’anni dalla scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino\, Giuseppe Ayala decide di raccontare la sua verità\, mettendosi alla prova con una forma espressiva per lui nuova: il teatro. Tratto dall’omonimo libro\, Chi ha paura muore ogni giorno racconta la storia di quegli anni e la straordinaria esperienza al fianco di Falcone e Borsellino (colleghi ma soprattutto amici)\, dando vita ad un “incontro-spettacolo” che ha per oggetto la Sicilia\, Cosa Nostra\, la giustizia e la politica italiana di allora e di oggi.Sotto un grande albero di magnolia\, simbolo palermitano della lotta alla mafia\, fra racconti\, musiche originali\, filmati storici e perfino domande del pubblico\, va in scena una storia di vittorie e di fallimenti\, di speranze deluse e di luoghi comuni\, primo fra tutti quello secondo il quale “le stragi fermarono il pool anti-mafia”. Scrive infatti Ayala: “il nostro lavoro non si arrestò per la reazione di Cosa Nostra; noi fummo fermati da pezzi delle istituzioni\, dello Stato! È venuto il momento di chiarirlo”.
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SUMMARY:Tutto su mia madre
DESCRIPTION:testo teatrale di Samuel Adamsonbasato sul film di Pedro Almodóvartraduzione di Giovanni Lombardo Radiceregia di Leo Muscatocon Alberto Onofrietti\, Elisabetta Pozzi\, Giovanna Mangiù\, Alvia Reale\, Eva Robin’s\, Silvia Giulia Mendola\, Paola Di Meglio\, Alberto Fasoliscene di Antonio Panzutocostumi di Gianluca Falaschiluci di Alessandro Verazzisuono Daniele D’Angeloassistente alla regia Laura CleriFondazione Teatro Due / Teatro Stabile del Veneto \n Tutto su mia madre\, il film capolavoro scritto e diretto da Pedro Almodóvar nel 1999\, è una dedica “a tutte le attrici che hanno interpretato delle attrici\, a tutte le donne che recitano e a tutte le persone che vogliono essere madre”. Parla di maternità e paternità\, di uomini che diventano donne e padri che diventano madri\, di teatro e cinema\, di malattia\, amore e morte: un dolore di fondo\, forte e struggente\, filtrato da una visione assolutamente ironica dell’esistenza.Il grande appeal teatrale di questo testo è già stato colto dall’Old Vic Theatre di Londra\, che nel 2007 ne ha prodotto una messa in scena; il testo\, basato sulla sceneggiatura originale di Almodóvar\, è stato adattato per il teatro da Samuel Adamson.A mettere in scena lo stesso testo\, per la prima volta in Italia\, è Leo Muscato\, che affida alla bravissima Elisabetta Pozzi il ruolo di Manuela\, la protagonista.
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SUMMARY:Andreas Staier
DESCRIPTION:Clavicembalo \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)Variazioni Goldberg BWV 988 \n“Esercizio per tastiera consistente in un’Aria con diverse variazioni per clavicembalo a due manuali”: è il titolo che Bach originariamente diede\, in occasione della loro pubblicazione a Norimberga (1741)\, a quelle che poi si chiameranno semplicemente Variazioni Goldberg.Fu il primo biografo di Bach\, J. F. Forkel\, a scrivere (1802) – un racconto che pare oggi del tutto inverosimile – che le Variazioni sarebbero state composte da Bach per il clavicembalista J. G. Goldberg (allievo di Bach fra il 1741 e il 1742)\, per allietare le notti insonni del conte H. C. von Keyserling.Quest’opera – una summa di “inventio” e “ratio” – è una delle registrazioni più recenti (Harmonia Mundi\, 2009) realizzate da Andreas Staier\, un clavicembalista che ha iniziato la propria attività con Musica Antiqua Köln e che ha sviluppato poi una prestigiosa carriera da solista ricca di riconoscimenti (Premio della critica discografica tedesca nel 2002\, Artista dell’anno per Diapason nel 2006\, Diapason d’Or nel 2007).
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SUMMARY:Belle Bestie. Viaggio semiserio tra piccoli animali
DESCRIPTION:Associazione Culturale La Linea Armonica (Tricesimo\, UD) \nImmagini\, filastrocche e musica\nPer bambini dai 5 anni in su \nUna sfilata di animali per stabilire chi tra loro sia il più bello. Lo scarafaggio può vantare due bellissime antenne\, la lumaca si ritiene elegante per la sua mollezza\, mentre la sogliola va molto fiera dei suoi occhi. E cosa avranno da dire il cigno\, la farfalla e il pavone? E i piccoli animali considerati piuttosto bruttini? Tutti cantano in rima le loro ragioni\, giocano con ritmi e filastrocche\, raccontano la loro storia.\nGiocando con i ritmi e gli stili musicali\, i bambini saranno invitati a seguire con voce e movimenti i discorsi che caratterizzano i diversi animali.
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SUMMARY:la Borto
DESCRIPTION:di e con Saverio La Ruinamusiche composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De FrancoScena Verticale \nSaverio La Ruina\, già vincitore di due Premi UBU nel 2007 per la drammaturgia e l’interpretazione dell’intenso Dissonorata\, presenta a Monfalcone il suo ultimo spettacolo\, la Borto\, la struggente e ironica storia di una donna in un paese del meridione\, in una società dominata dagli sguardi e dai comportamenti maschili: uno sguardo predatorio\, che offende e violenta\, e un comportamento irresponsabile\, che provoca gli eventi ma ne fugge le conseguenze. L’aborto è solo una di queste\, ma è la conseguenza più estrema.Schiacciata da una società costruita dagli uomini\, con regole che non concedono appigli\, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare\, Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici\, visionari e realistici insieme\, propri di certe donne del sud. Fra sarcasmo\, amarezza e commozione\, Saverio La Ruina\, forte di un testo straordinario\, giocando su intonazioni e posture\, ci restituisce con incredibile abilità un universo femminile ferito ed offeso.
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SUMMARY:Werner Güra*Christoph Berner
DESCRIPTION:Tenore – Pianoforte \nFranz Schubert (1797 – 1828)Die schöne Müllerin D 795 (op. 25)ciclo di Lieder su testi di Wilhelm Müller \n“Esercizio per tastiera consistente in un’Aria con diverse variazioni per clavicembalo a due manuali”: è il titolo che Bach originariamente diede\, in occasione della loro pubblicazione a Norimberga (1741)\, a quelle che poi si chiameranno semplicemente Variazioni Goldberg.Fu il primo biografo di Bach\, J. F. Forkel\, a scrivere (1802) – un racconto che pare oggi del tutto inverosimile – che le Variazioni sarebbero state composte da Bach per il clavicembalista J. G. Goldberg (allievo di Bach fra il 1741 e il 1742)\, per allietare le notti insonni del conte H. C. von Keyserling.Quest’opera – una summa di “inventio” e “ratio” – è una delle registrazioni più recenti (Harmonia Mundi\, 2009) realizzate da Andreas Staier\, un clavicembalista che ha iniziato la propria attività con Musica Antiqua Köln e che ha sviluppato poi una prestigiosa carriera da solista ricca di riconoscimenti (Premio della critica discografica tedesca nel 2002\, Artista dell’anno per Diapason nel 2006\, Diapason d’Or nel 2007).
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SUMMARY:La canzone di Nanda
DESCRIPTION:di e con Giulio Casaledai Diari 1917-1973 di Fernanda Pivanoregia di Gabriele VacisAgidi \nDedicato a una delle figure principali del panorama culturale italiano\, la scrittrice e traduttrice Fernanda Pivano\, La canzone di Nanda ripercorre le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo attraverso i Diari e i racconti originali che la Pivano ha fatto a Giulio Casale negli anni della loro frequentazione. Straordinario interprete del teatro-canzone italiano\, Casale mette in scena un affresco poetico ricco di figurazioni e melodie\, le tappe più importanti della letteratura americana (da Hemingway ai giorni nostri\, soffermandosi in particolare sulla beat generation)\, in una drammaturgia che si muove fra i più diversi riferimenti letterari e artistici e le canzoni più rappresentative di un’epoca. Un vero e proprio tributo\, che racconta la passione di Nanda per la letteratura\, la musica\, la libertà. “Perché – scrive Casale – credo che la lezione libertaria e pacifista di Fernanda Pivano\, vera selezionatrice di momenti eccellenti in letteratura e nell’arte in generale\, sia quanto mai urgente oggi”.
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SUMMARY:Otello
DESCRIPTION:Premio della Critica 2010 \ndi William Shakespearetraduzione di Patrizia Cavalliregia di Arturo Cirillocon Salvatore Caruso\, Arturo Cirillo\, Michelangelo Dalisi\, Rosario Giglio\, Danilo Nigrelli\, Monica Piseddu\, Luciano Saltarelli\, Sabrina ScuccimarraTeatro Stabile delle Marche / Teatro Eliseo / Nuovo Teatro \nOtello\, capolavoro di Shakespeare fra i più amati e rappresentati\, arriva al Comunale nell’originale allestimento di Arturo Cirillo\, giovane regista e attore napoletano che si muove da anni\, con grande raffinatezza\, fra ricerca e tradizione. Lo spettacolo si è aggiudicato nel 2010 il Premio della Critica (assegnato dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro) per l’originalità della messa in scena\, l’interpretazione di Jago dello stesso Cirillo e la bellissima traduzione di Patrizia Cavalli ed il Premio Gassman (unico premio teatrale assegnato dal pubblico) per la migliore regia. Scrive Cirillo nelle note di regia: “l’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti\, sembra che non aspettavano altro\, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina\, poi come un tarlo\, come una frase musicale continuamente ripetuta\, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega\, come la musica”.
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SUMMARY:Ensemble Italiano di Sassofoni
DESCRIPTION:Federico Mondelci sassofono sopranoMarco Gerboni sassofono contraltoMario Marzi sassofono tenoreMassimo Mazzoni sassofono baritono \nJean Françaix (1912 – 1997)Petit QuatuorHenri Pousseur (1929 – 2009)Vue sur les Jardins interditsSalvatore Sciarrino (1947)Pagine (da Gesualdo\, Mozart\, Porter\, Scarlatti) \nMichael Nyman (1944)Song for TonyPhilip Glass (1937)Suite da Quartetto \nIl sassofono – lo strumento che Adolphe Sax inventò nel 1840 a Bruxelles – ha trovato solo nel Novecento un crescente impegno nella musica colta. Prima\, nonostante gli entusiasmi suscitati a Parigi (Berlioz\, Spontini\, Meyerbeer e altri)\, aveva avuto uno sviluppo soprattutto nella musica militare\, in quella da ballo e nel jazz.Per far conoscere la letteratura più significativa di questo strumento\, quattro fra i migliori sassofonisti italiani hanno costituito nel 1982 l’Ensemble Italiano di Sassofoni.“Il quartetto di sassofoni – ha scritto Salvatore Sciarrino – è una formazione incredibilmente omogenea fra tutte e duttile\, nata oltre cent’anni fa\, tuttavia di rado impiegata al di fuori del jazz e dunque ancora da esplorare”. A questa esplorazione sono dedicate le pagine che Sciarrino stesso ha scelto in un’antologia aperta su secoli e generi diversi e che sarà interessante ascoltare accanto a quelle del giovane Françaix (1932)\, di Pousseur (un maestro\, con Stockhausen\, Berio e Maderna\, dell’avanguardia europea negli anni ’50) e alle più recenti composizioni di Nyman e Glass.
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SUMMARY:La cicala e la formica
DESCRIPTION:Accademia Perduta / Romagna Teatri (Ravenna)\n\nTeatro d’attore\, musica e canzoni\nPer bambini dai 3 anni in su\n\nLa cicala e la formica rappresentano\, nella favola di La Fontaine\, due modi diversi di vedere il mondo e la vita: una simbolo del lavoro e l’altra dell’ozio\, spesso sono state contrapposte per celebrare le virtù di una e i difetti dell’altra.\nNello spettacolo tra le due si snoda il filo di un’avventurosa storia piena di incontri e scontri\, di sorprese e paure.\nLa cicala non è soltanto un’oziosa perditempo ma ha un autentico talento artistico e una straordinaria voce; la formica\, che ha una mentalità più realistica\, si occupa del posto di lavoro\, della casa e delle piccole gioie e dolori del quotidiano. Un terzo personaggio si insinua tra le due: la cicala sarà abbandonata al gelo dell’inverno e la formica si prenderà cura di lei rinnovando l’amicizia perduta.
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SUMMARY:Orchestra di Padova e del Veneto / Thomas Zehetmair
DESCRIPTION:Direttore e violino \nJohannes Brahms (1833 – 1897)Concerto op. 77per violino e orchestraSinfonia n. 4 op. 98 \n\n \nIn collaborazione con Antonveneta \nCon un programma tutto dedicato a Brahms torna a Monfalcone la formazione orchestrale padovana\, che ha legato prevalentemente\, fino ad oggi\, la qualità della sua cifra esecutiva alla letteratura del classicismo viennese\, nel segno della lezione di Peter Maag\, il grande direttore svizzero che dal 1983 al 2001 ne è stato direttore principale.È un Brahms quindi che mantiene saldo questo retroterra classico\, in una prospettiva autentica che rimanda alle sue esperienze a Meiningen negli anni 1880: i 49 elementi della locale orchestra di corte parvero a  Brahms del tutto sufficienti e proprio in occasione dell’esecuzione della Sinfonia n. 4\, il 2 aprile 1886\, per i festeggiamenti del compleanno del principe\, rifiutò specificatamente l’offerta di ampliare il numero degli archi.Protagonista del concerto è Thomas Zehetmair\, che oggi svolge una significativa attività con il suo Quartetto\, come violinista e come direttore d’orchestra (dal 2002-2003 è direttore della Northern Sinfonia).
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SUMMARY:Il catalogo
DESCRIPTION:di Jean-Claude Carrièreadattamento e regia di Valerio Binascocon Ennio Fantastichini e Isabella Ferrariscene e luci di Massimo Bellando Randonecostumi di Sandra Cardinimusiche di Arturo AnnecchinoStar Dust International \nJean-Jacques\, giovane avvocato in carriera\, noto dongiovanni della Parigi bene\, conduce una vita da scapolo esemplare\, perfettamente organizzata fra ufficio\, serate mondane e nottate con donne sempre diverse. Ha però un difetto: non ha memoria ed è costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste.Quando irrompe nella sua casa Suzanne\, una giovane donna alla ricerca di un certo Philippe Ferrand\, l’ordine maniacale del suo monolocale e della sua vita viene letteralmente sconvolto…Commedia delicata e divertente sull’impossibile incontro fra un uomo e una donna\, Il catalogo\, con la sensibile regia di Valerio Binasco (che ne firma anche l’adattamento)\, vede in scena Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari\, interpreti fra i più interessanti e duttili del teatro e del cinema italiani.
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SUMMARY:Giampaolo Pretto / Marino Nicolini
DESCRIPTION:Flauto – Pianoforte \nJulius Rietz (1812 – 1877)Sonata op. 42Luciano Berio (1925 – 2003)Sequenzaper flauto soloFrancis Poulenc (1899 – 1963)Sonata \nAndré Jolivet (1905 – 1974)Chant de LinosSergej Prokof’ev (1891 – 1953)Sonata op. 94 \nNel Novecento il flauto riacquisisce quella presenza solistica e cameristica che aveva perso\, dopo la ricca fioritura barocca\, nell’Ottocento. È rara infatti la lette ratura romantica che riguarda il flauto e quindi di particolare interesse è la Sonata op. 42 di Rietz\, che si propone all’ascolto. Julius Rietz è il fratello del più noto Eduard (il violinista che conosciamo per la sua amicizia con Mendelssohn\, che gli dedicò l’Ottetto op. 20 e la Sonata op. 4). E mendelssohniano è anche il tono della Sonata di Julius. Gli altri brani in programma sono alcuni dei pezzi più significativi della letteratura novecentesca: dalla Sonata op. 94 di Prokof’ev del 1942 (che l’autore riscriverà nel 1944 per il violino di Oistrakh) alla Sonata di Poulenc (1956-1957)\, da Chant de Linos (1944) di Jolivet alla prima delle Sequenze di Berio\, quella per flauto solo\, che Severino Gazzelloni interpreta per primo a Darmstadt nel 1958.Giampaolo Pretto\, già conosciuto dal nostro pubblico per aver suonato con il Quintetto Bibiena\, è il 1° flauto dell’Orchestra Nazionale della RAI e suona in duo con Marino Nicolini.
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SUMMARY:Sul confine
DESCRIPTION:Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” 2009 \ndrammaturgia di Gabriele Di Lucadiretto e interpretato da Gabriele Di Luca\, Massimiliano Setti\, Alessandro TedeschiCarrozzeria OrfeoCentro RAT Teatro dell’Acquarioin collaborazione con Questa Nave \n“In equilibrio tra coreografia e drammaturgia\, tra vita e morte\, Sul confine illumina con brevi raggi di luce il destino di due soldati persi in un metaforico deserto. Lo scandalo dell’uranio impoverito apre uno scenario essenziale in cui azione verbale e racconto visivo collaborano a restituire dignità a vittime dimenticate e fin troppo silenti\, eroi loro malgrado in anni in cui le guerre vengono pudicamente definite operazioni di peace keeping“. Così recita la motivazione della giuria del Premio Tuttoteatro.com che i tre giovani attori di Carrozzeria Orfeo si sono aggiudicati nel 2009. Energici e intensi\, intrecciando al racconto movimenti e soluzioni sceniche originali\, in un linguaggio estremamente contemporaneo\, Gabriele Di Luca\, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi (che si sono formati e conosciuti all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine) ci offrono un ritratto lucidissimo e spietato del meccanismo bellico.
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SUMMARY:Dénes Várjon
DESCRIPTION:Pianoforte \nAlban Berg (1885 – 1935)Sonata op. 1György Kurtág (1926)5 Pezzi da Játékok (Giochi) Aleksander Skrjabin (1872 – 1915)Sonata n. 5 op. 53Richard Wagner (1813 – 1883)Franz Liszt (1811 – 1886)Morte di Isotta \nFranz LisztSonata in si minore \n \nIl Tristano di Wagner – nella straordinaria trascrizione di Liszt – e Liszt stesso con la Sonata in si minore (1852-1853) – uno dei capolavori della letteratura pianistica dell’Ottocento\, che Liszt dedica a Schumann – sono il punto di partenza di un programma che si orienta verso il ‘900 (sia la Sonata op. 1 di Berg che la Sonata n. 5 op. 53 di Skrjabin sono degli anni 1906-1907) ed arriva alla contemporaneità di Kurtág\, l’eminente compositore ungherese onorato nel 2009 con il Leone d’Oro de La Biennale di Venezia. È ciò che ci propone Dénes Várjon\, uno dei più importanti pianisti della sua generazione. Dopo gli studi all’Accademia Liszt di Budapest (dove\, dal 1994\, è docente)\, Várjon si è affermato vincendo nel 1991 il Concorso “Géza Anda” di Zurigo. Affianca l’attività solistica ad un’intensa attività cameristica insieme a Perényi\, Isserlis\, Widmann\, Kavakos\, Schiff\, Holliger ed è ospite regolare del Festival di Salisburgo\, di quello di Lucerna\, degli Ittinger Konzerttage di Schiff in Svizzera\, della Wigmore Hall di Londra.
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SUMMARY:Aspettando Godot
DESCRIPTION:di Samuel Becketttraduzione di Carlo Fruttero regia di Lorenzo Loris con Gigio Alberti\, Mario Sala\, Giorgio Minneci\, Alessandro Tedeschi\, Davide GiacomettiTeatro Out Off \n \nSamuel Beckett è fra gli autori che più hanno innovato il teatro del Novecento\, divenendo un imprescindibile riferimento per tutto il teatro contemporaneo. Waiting for Godot\, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1953\, è certamente il suo capolavoro e nel 1969 gli valse il Premio Nobel per la letteratura.A metterlo in scena\, nella sua potente e devastante forza teatrale\, è Lorenzo Loris\, regista storico della compagnia Out Off\, che afferma: “è indubbio che attenendosi in modo ferreo alle regole che Beckett ci segnala si pensi di avere poca libertà di interpretazione\, ma se si segue la sua gabbia di indicazioni si finisce per immagazzinare un tale bagaglio di informazioni che diventa quasi naturale costruire una regia senza dover rinunciare alla propria libertà creativa”.A vestire i panni di Estragone e Vladimiro\, i due vagabondi simbolo di un’umanità ferita\, alla quale non resta che attendere un domani migliore\, sono Mario Sala e Gigio Alberti\, volto caro agli amanti del migliore cinema d’autore italiano.
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SUMMARY:RUSTEGHI - I nemici della civiltà
DESCRIPTION:da I Rusteghi di Carlo Goldonitraduzione e adattamento di Gabriele Vacis e Antonia Spalivierocon (in ordine alfabetico) Eugenio Allegri\, Mirko Artuso\, Natalino Balasso\, Jurij Ferrinie con (in ordine alfabetico) Nicola Bremer\, Christian Burruano\, Alessandro Marini\, Daniele Marmiregia di Gabriele Vaciscomposizione scene\, costumi\, luci e scenofonia di Roberto TarascoFondazione del Teatro Stabile di TorinoTeatro Regionale Alessandrino \nI Rusteghi appartiene alla maturità compositiva di Carlo Goldoni\, che coincide con gli ultimi malinconici anni della sua permanenza a Venezia. Due anni lo separano infatti dal viaggio a Parigi\, alla Comédie Italienne\, e sempre più nelle sue storie si coglie il disinganno per una realtà storica profondamente diversa da quella raccontata agli esordi. Ne I Rusteghi il mercante Pantalone\, l’avveduto borghese che in molte commedie incarna l’ideale di un soggetto sociale avveduto e responsabile\, si trasforma in un’amara caricatura di se stesso\, un autentico tiranno\, che si impone con protervia su familiari e domestici.Commedia fra le più attuali di Goldoni\, I Rusteghi\, grazie all’attenta regia di Gabriele Vacis\, parla ancora al nostro tempo\, all’intolleranza travestita da moralismo\, alla difficoltà di mettersi in relazione\, alla mancanza di comunicazione di un’epoca che proprio della comunicazione fa il proprio vessillo.
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