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SUMMARY:Angela Hewitt - Internationale Bachakademie Stuttgart
DESCRIPTION:Pianoforte – Solisti \nTatjana Ruhland flauto\nGernot Süßmuth violino \nPROGETTO BACH \nJOHANN SEBASTIAN BACH \n(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)\nConcerto in la maggiore BWV 1055\nConcerto in mi maggiore BWV 1053\nConcerto in fa minore BWV 1056 \nConcerto Brandeburghese n. 5\, in re maggiore BWV 1050\n(con flauto solista e violino solista)\nConcerto in sol minore BWV 1058\nIl “Bach World Tour” di Angela Hewitt ha percorso tutti i continenti e continua a entusiasmare le platee delle più prestigiose sale da concerto. Il Tour è partito dalle fortunate incisioni discografiche della Hyperion che\, a partire degli anni Novanta\, ha pubblicato tutte le principali opere di Bach per strumento a tastiera\, con Angela Hewitt al pianoforte\, ovvero al prediletto pianoforte Fazioli.\nDal 2005 il Teatro di Monfalcone si è inserito in questo Tour\, creando un proprio Progetto Bach che tutti gli anni vede la partecipazione della grande pianista canadese che\, ad apertura anche della presente Stagione\, si presenta nella veste non solo di pianista\, ma anche di direttore del gruppo strumentale della Bachakademie di Stoccarda.
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SUMMARY:Vita di Galileo
DESCRIPTION:di Bertolt Brecht\nregia di Antonio Calenda\ncon Franco Branciaroli\nTeatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia\nTeatro de Gli Incamminati \n  \nL’uomo e il senso di responsabilità\, la ricerca e l’etica\, lo scienziato e il potere: si sviluppa fra questi cardini\, di assoluta attualità\, Vita di Galileo\, fra le opere più profonde di Bertolt Brecht. Composto fra il 1938 ed il 1943\, il dramma ripercorre la vita del grande scienziato dai tempi dell’insegnamento a Padova fino agli ultimi anni vissuti forzatamente in “ritiro” a Firenze\, sorvegliato dalla Santa Inquisizione.\nDopo aver dimostrato scientificamente il Modello Copernicano\, Galileo subisce il processo dell’Inquisizione (la Chiesa\, infatti\, non è disposta ad abbandonare la teoria tolemaica del geocentrismo) e si trova ad affrontare una scelta lacerante: rimanere fedele a se stesso e alla scienza\, sacrificando a questa la vita oppure salvarsi\, abiurando le teorie rivoluzionarie? Lo scienziato decide per la salvezza.\nÈ quindi un ritratto critico\, coraggioso e dissonante quello che Brecht ci offre del suo protagonista: un genio assoluto ma anche un uomo fragile\, capace di cedere all’istinto.\nL’interpretazione di quest’opera complessa\, turbata dall’intuizione dei disastri che l’uso distorto della scienza avrebbe procurato all’umanità\, è affidata al vigoroso talento e all’intensa espressività di Franco Branciaroli.
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SUMMARY:Remitùr
DESCRIPTION:Le donne al parlamento \ndi Ugo Vicic e Francesco Macedonio\nregia di Francesco Macedonio\ncon Ariella Reggio\ne con Maria Grazia Plos\, Marzia Postogna\, Paola Saitta\, Ornella Serafini\, Adriano Giraldi\, Maurizio Zacchigna\, Massimiliano Borghesi\, Lorenzo Zuffi\nscene di Sergio D’Osmo\ncostumi di Saverio Caliò\nmusiche di Massimiliano Forza\nLa Contrada – Teatro Stabile di Trieste \n  \nLibera rivisitazione della Lisistrata e de Le donne al parlamento di Aristofane\, Remitùr trasferisce la celebre ribellione delle mogli greche a Trieste\, città in cui le donne sono sempre state più libere ed emancipate che nel resto d’Italia.\nNaturalmente la rivolta non riguarda il dramma della guerra ma la crisi economica e le ingiustizie quotidiane. Non tollerando più l’incapacità amministrativa dei maschi\, e stanche di subire la loro superficialità nei rapporti\, le rivoltose dei giorni nostri\, di ogni ceto sociale\, proclamano lo sciopero sessuale per ottenere il governo della cosa pubblica\, nel comune e forse utopistico intento di costruire per tutti un futuro migliore.\nIn un gioco scenico che intreccia grottesco\, satirico e licenzioso\, dominato dalla straordinaria Ariella Reggio\, Remitùr ci ricorda che se l’antico dominio maschile ci ha condotti al naufragio\, forse quello delle donne potrà rivelarsi una scialuppa di salvataggio.
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SUMMARY:Trio di Parma
DESCRIPTION:Alberto Miodini pianoforte\nIvan Rabaglia violino\nEnrico Bronzi violoncello \nDMITRIJ ŠOSTAKOVIČ\n(San Pietroburgo 1906 – Mosca 1975)\nTrio op. 8\nMAURICIO KAGEL \n(Buenos Aires 1931 – Colonia 2008)\nTrio n. 2\, in einem Satz \nWOLFGANG RIHM \n(Karlsruhe 1952)\nFremde Szene I\nMAURICE RAVEL \n(Ciboure 1875 – Parigi 1937)\nTrio \nLe Stagioni musicali monfalconesi presentano anche un repertorio solitamente poco frequentato dalle programmazioni concertistiche italiane\, quello del Novecento. La politica culturale del nostro Teatro\, da molti anni ormai\, ha fatto propria un’istanza culturale ineludibile\, fortemente sostenuta\, infatti\, da tutte le nazioni d’Europa\, dagli Stati Uniti e dall’estremo Oriente.\nCon gli appuntamenti di ‘900&oltre viene offerto al pubblico un fondamentale stimolo alla conoscenza della migliore produzione musicale recente\, nella convinzione che solo una maggiore apertura sui diversi linguaggi\, sulle nuove tecniche compositive\, strutturali e poetiche\, possa realmente contribuire ad una crescita della coscienza culturale.\nIn questo primo appuntamento con la musica d’oggi\, il Trio di Parma\, formazione d’eccellenza nel panorama italiano\, presenta due pagine di Kagel e Rihm\, datate rispettivamente 2001 e 1982\, incorniciate da due ‘classici’ del Novecento\, il Trio di Šostakovicˇ composto nel 1923 e quello di Ravel del 1914.
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SUMMARY:Katia & Marielle Labeque
DESCRIPTION:Pianoforti \nFred Chambon atabal\nThierry Biscary kaskabelak\, tobera\, txalaparta\nPaxkal Indo ttun ttun\, txepetxe\, tobera\, txalaparta \nIBERIA / BOLERO \nISAAC ALBÉNIZ\n(Camprodón\, Catalogna 1860 – Cambo-les-Bains\, Bassi Pirenei 1909)\nIberia\, Libro I\nEvocación (arr. Abel Decaux)\nEl Puerto (arr. Abel Decaux)\nCorpus Christi en Sevilla\n(arr. Joan Albert Amargos)\nIberia\, Libro II\nAlmería (arr. Joan Albert Amargos)\nRondeña (arr. Joan Albert Amargos)\nTriana (arr. Enrique Ganados) \nda Iberia\, Libro III\nEl polo (arr. Joan Albert Amargos)\nda Iberia\, Libro IV\nMálaga (arr. Joan Albert Amargos)\nda Iberia\, Libro III\nEl Albaicín (arr. Joan Albert Amargos) \nMAURICE RAVEL\n(Ciboure 1875 – Parigi 1937)\nBoléro\nversione originale per due pianoforti\n(arr. delle percussioni basche: commissione della Fondazione KML) \nDopo il “Flamenco” con il duo Labeque e Mayte Martín della primavera 2007\, ecco un nuovo progetto dedicato alla Spagna dalle due incantevoli pianiste\, questa volta insieme a tre musicisti popolari. Il programma è una ampia dedica ad Isaac Albéniz e ai suoi quattro libri di Iberia per terminare con un’inedita interpretazione del Boléro di Ravel: le frasi ostinate dei due pianoforti\, nella versione originale dello stesso compositore\, sono scandite dagli interventi percussivi di alcuni pittoreschi strumenti tipici dei Paesi Baschi.
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SUMMARY:È bello vivere liberi!
DESCRIPTION:Ispirato alla biografia di Ondina Peteani\nPrima Staffetta Partigiana d’Italia\ndeportata ad Auschwitz N. 81 672 \nideazione\, drammaturgia\, regia\ne interpretazione di Marta Cuscunà\ncostruzione degli oggetti di scena di Belinda De Vito\nluci e suoni di Marco Rogante\ndisegno luci di Claudio Parrino\nin coproduzione\ncon Operaestate Festival Veneto \nPremio Scenario per Ustica 2009 “È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina Peteani scrisse a poche settimane dalla morte\, quando\, in ospedale\, il medico le chiese di scrivere\, a occhi chiusi\, la prima frase che le fosse venuta in mente.\nDefinita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia” per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione\, Ondina Peteani a soli 17 anni partecipa alla lotta antifascista nella Venezia Giulia. La sua storia attraversa gli anni del fascismo nel Monfalconese\, viene segnata in modo indelebile dalla detenzione ad Auschwitz e continua nel dopoguerra\, quando è ostetrica e organizzatrice culturale e politica nel PCI.\nA mettere in scena la storia di Ondina Peteani\, in uno spettacolo che intreccia differenti linguaggi (le testimonianze\, il monologo civile\, il popolare teatro di burattini\, il più evocativo teatro di figura con pupazzi)\, è Marta Cuscunà\, giovane monfalconese che\, formatasi alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore\, dove ha lavorato con alcuni fra i più grandi maestri del teatro contemporaneo\, è ora interprete di diverse produzioni anche internazionali.\nÈ bello vivere liberi!\, originalissimo progetto di teatro civile “per un’attrice\, 5 burattini e un pupazzo”\, è uno spettacolo che libera la Resistenza dal grigiume della retorica\, restituisce all’idea di antifascismo entusiasmo e gioia\, e riscopre l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.
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SUMMARY:Louis Lortie
DESCRIPTION:Pianoforte \nL’ULTIMO CONCERTO DI SERGEJ RACHMANINOV\nUniversity of Tennessee\, Knoxville 17 febbraio 1943 \nJOHANN SEBASTIAN BACH \n(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)\nSuite Inglese n. 2 in la minore BWV 807\nROBERT SCHUMANN \n(Zwickau 1810 – Endenich\, Bonn 1856)\nPapillons op. 2\nFRYDERYK CHOPIN \n(Zelazowa Wola\, Varsavia 1810 – Parigi 1849)\nSonata n. 2 in si bemolle minore\, op. 35 \nSERGEJ RACHMANINOV \n(Oneg\, Novgorod 1873 – Beverly Hills 1943)\nda études Tableaux op. 39:\nn. 4\, in si minore\nn. 6\, in la minore\nFRYDERYK CHOPIN\nda études op. 10:\nn. 3\, in mi maggiore\nda études op. 25:\nn. 5\, in mi minore\nRICHARD WAGNER \n(Lipsia 1813 – Venezia 1883)\nLOUIS BRASSIN \n(Aix-la-Chapelle 1840 – San Pietroburgo 1884)\n“Die Walküre”\, Feuerzauber\nRICHARD WAGNER\nFRANZ LISZT \n(Raiding 1811 – Bayreuth 1886)\n“Der fliegende Holländer”\, Spinnerlied (R.273)\nFRANZ LISZT\nda Trois Études de concert (R.5):\nn. 3\, Un sospiro\, in re bemolle maggiore\nda Zwei Konzert-Etüden (R.6):\nn. 2\, Gnomenreigen \nSono passati già ventiquattro anni da quando Louis Lortie\, fresco del trionfo al concorso Busoni\, ha iniziato la sua costante frequentazione del Teatro di Monfalcone\, regalando al pubblico emozioni indimenticabili. Ora è la volta di uno straordinario progetto che vuole celebrare il leggendario ultimo concerto tenuto da Sergej Rachmaninov poche settimane prima della sua morte. Un programma molto sfaccettato\, come si usava in quegli anni\, ed estremamente impegnativo\, che dalla seconda Suite Inglese di Bach (Allemande e Courante cassate… altra licenza del tempo!) arriva allo stesso Rachmaninov. All’interno ci sono capolavori come Papillons di Schumann\, la Seconda Sonata di Chopin\, e ancora Studi di Chopin\, di Liszt\, trascrizioni e parafrasi da Wagner.
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SUMMARY:Inferno
DESCRIPTION:Divina Commedia \nuna creazione di Emiliano Pellisari \n  \nUltima creazione dell’ideatore di Nogravity\, Inferno è un nuovo e sorprendente progetto teatrale in cui reale e virtuale si mescolano per dare vita ad un caleidoscopio di straordinarie immagini ispirate ai più celebri canti danteschi: Paolo e Francesca volano nel cielo sciolti dai vincoli della gravità\, i dannati sono sospesi a testa in giù e vengono scaraventati a terra da Caronte\, i filosofi arabi galleggiano nel limbo… Alla fine del viaggio Dante e Virgilio salgono\, attraverso una scala vivente\, fino alla luce: è la luce della grande stella pulsante\, formata dai corpi dei danzatori sospesi nell’aria\, che illumina l’ultima scena dello spettacolo.\nParadossale come Escher e assurdo come Magritte\, Inferno è uno spazio teatrale dove le regole della fisica sono annullate\, il sopra e il sotto\, l’alto e il basso sono aboliti; è uno spettacolo in cui il disegno della luce\, la musica e gli effetti speciali si coniugano con la danza\, l’atletica circense e la mimica; è un sogno ad occhi aperti…
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SUMMARY:Veronika Eberle - Oliver Schnyder
DESCRIPTION:Violino – Pianoforte \nLUDWIG VAN BEETHOVEN \n(Bonn 1770 – Vienna 1827)\nSonata in mi bemolle maggiore\, op. 12\,3\nLEÓŠ JANÁČEK \n(Hukvaldy 1854 – Ostrava 1928)\nSonata \nROBERT SCHUMANN \n(Zwickau 1810 – Endenich\, Bonn 1856)\nSonata in re minore\, op. 121 \nA dieci anni debutta con i Münchner Symphoniker e da allora – non ha ancora compiuto ventun’anni – è tutto un susseguirsi di trionfi\, culminati con la partecipazione al Festival di Salisburgo insieme ai Berliner e Simon Rattle per il concerto di Beethoven\, e pochi mesi or sono il recital alla Carnegie di New York in duo con Oliver Schnyder. Così si presenta la violinista tedesca Veronika Eberle\, ormai grande star nel firmamento violinistico internazionale. Per Monfalcone sono state scelte tre grandi partiture del repertorio cameristico: la giovanile Sonata op. 12\,3 di Beethoven – composta dopo qualche tempo dal suo arrivo a Vienna e dedicata a Antonio Salieri\, potente compositore di corte –\, la sofferta Sonata che il cèco Janácˇek ha composto in un grande arco di tempo negli anni della Grande Guerra\, e la monumentale Sonata op. 121 di Schumann\, scritta nell’autunno del 1851. \n 
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SUMMARY:Tanti saluti
DESCRIPTION:Un progetto di teatro civile clownesco di Giuliana Musso \nricerca e drammaturgia di Giuliana Musso\nregia di Massimo Somaglino\ncon Beatrice Schiros\, Gianluigi Meggiorin\, Giuliana Musso\ndirezione clown di Maril Van Den Broek\ndirettore tecnico Claudio Parrino\norganizzazione di Patrizia Baggio\nLa Corte Ospitale\nin collaborazione con\nOperaestate Festival Veneto\, Bassano del Grappa\nFondazione Teatro Civico di Schio Echidna Associazione Culturale\, Dolo \nTanti saluti esplora\, attraverso un’approfondita ricerca a carattere sociologico\, e mette in scena\, in una forma teatrale assolutamente originale ed irresistibile\, il tema del morire ai nostri tempi.\nViviamo un tempo libero dall’idea della morte e di conseguenza anche dal senso del limite: in una terra dell’ottimismo dove non invecchiamo\, non ci ammaliamo e non moriamo mai. Ecco perché siamo disposti a tutto pur di non intersecare la prova evidente della nostra vulnerabilità e finitezza.\nChi ci può condurre attraverso le sabbie mobili di queste contraddizioni se non un clown? Chi può rappresentare le nostre paure senza terrorizzarci? Ridere di questi argomenti è necessario\, utile\, illuminante.\nTanti saluti porta in scena tre clown e a loro consegna il non dicibile: il racconto delle paure\, degli smarrimenti e delle soluzioni paradossali che mettiamo in atto di fronte alla morte.\nRidere per sdrammatizzare\, per riconoscerci e fare banda\, per infondere alla nostra esperienza di vita e di morte una leggerezza densa e liberatrice.
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SUMMARY:Eteri Gvazava - Peter Nelson
DESCRIPTION:Soprano – Pianoforte \nLuigi Reitani introduzione\nGiorgia Senesi voce recitante \n… e la mia anima dispiegò le sue ampie ali… \nWOLFGANG AMADEUS MOZART (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)\nAbendempfindung\, K 523 (Campe)\nFELIX MENDELSSOHN BARTHOLDY (Amburgo 1809 – Lipsia 1847)\nDer Mond\, op. 86\,5 (Geibel)\nROBERT SCHUMANN \n(Zwickau 1810 – Endenich\, Bonn 1856)\nda Liederkreis op. 39 (Eichendorff):\nDie Stille – Mondnacht – Schöne Fremde\nJOHANNES BRAHMS \n(Amburgo 1833 – Vienna 1897)\nStändchen op. 106\,1 (Kugler)\nSandmännchen (da “Volkskinderliedern”)\nRICHARD STRAUSS \n(Monaco 1864 – Garmisch-Partenkirchen 1949)\nWiegenlied op. 41\,1 (Dehmel)\nDie Nacht op. 10\,3 (von Gilm)\nLeise Lieder\, op. 41a\,5 (Morgenstern)\nCaecilie\, op. 27\,2 (Hart) \nJOSEPH MARX \n(Graz 1882 – 1964)\nNocturne (Hartleben)\nSeliges Nacht (Hartleben)\nALBAN BERG \n(Vienna 1885 – 1935)\nda 7 Frühe Lieder:\nNacht (Hauptman) – Schilflied (Lenau) – Die Nachtigall (Storm)\nPËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ \n(Votkinsk 1840 – San Pietroburgo 1893)\nVetu lunnuju noch’\, op. 73\,3 (Rathaus)\nNochi bezumnyje\, op. 60\,6 (Apukhtin)\nSERGEJ RACHMANINOV \n(Oneg\, Novgorod 1873 – Beverly Hills 1943)\nNoch’ pechal’na\, op. 26\,12 (Bunin)\nNoch’ju v sadu u menja\, op. 38\,1 (Isaalsian/Blok)\nEti letniye nochi\, op. 14\,5 (Rathaus)\nRICHARD STRAUSS\nMorgen\, op. 27\,4 (Mackay) \nL’incantevole Eteri Gvazava ritorna a Monfalcone per una serata dedicata alla notte. Un progetto plasmato da Carlo de Incontrera sulle fattezze vocali della celebre soprano siberiana\, sul colore\, sull’espressività\, sulla raffinatezza del suo canto. Il verso di Eichendorff\, ripreso da Schumann nella sua Notte di luna – qui epigrafe del concerto – ci precede in questo viaggio\, tra dolcezze e struggimenti\, sogni\, visioni e incubi. Paesaggi dell’anima evocati dai versi dei poeti e che la musica trasporta in regioni ancora più misteriose e insieme seducenti.
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SUMMARY:Michelina
DESCRIPTION:commedia con musiche\ncommedia con musiche\ntesto di Edoardo Erba \nregia di Alessandro Benvenuti\ncon Giampiero Ingrassia\, Maria Amelia Monti\, Amerigo Fontani\nTeatro Stabile di Firenze \nSiamo nel 1948\, in Lomellina\, nella Pianura Padana. Arturo Bonavia\, sgangherato cantante di balera\, assume come soubrette una bella mondina vista in mezzo alle risaie\, Michelina\, che canta sguaiatamente e si muove male ma ha il fisico giusto.\nLa libertà di Michelina\, la sua ingenuità e l’umorismo involontario la rendono irresistibile per chiunque\, anche per il cardinale Dorigo\, giunto in Lomellina in cerca della prova di un miracolo per fare santa Suor Ercolina. Dorigo e Michelina\, infatti\, si innamorano\, provocando un’immediata reazione: il cardinale viene trasferito in Francia e Michelina\, ricattata da Arturo che dal Vaticano ha ottenuto un’ottima entratura\, sembra rassegnata a rinunciare. Ma se di mezzo c’è l’amore\, e una santa\, i miracoli diventano possibili…\nDivertente ritratto dell’Italia di un tempo\, Michelina è una commedia musicale moderna ed originale\, dal ritmo narrativo incalzante e dall’umorismo contagioso che\, impreziosita dalla grazia di Maria Amelia Monti\, avvince\, commuove e diverte.
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SUMMARY:Tartufo
DESCRIPTION:di Molière\ntraduzione di Cesare Garboli\nregia di Carlo Cecchi\ncon Carlo Cecchi\, Licia Maglietta\, Angelica Ippolito\, Elia Shilton\, Antonia Truppo\nscene di Francesco Calcagnini\ncostumi di Sandra Cardini\nmusiche di Michele dall’Ongaro\nTeatro Stabile delle Marche\nTeatro Stabile di Napoli \n  \nTagliente e feroce satira contro l’ipocrisia\, il Tartufo di Molière\, opera controversa ai tempi della sua prima rappresentazione (1664)\, nel corso dei secoli si è affermata come una delle commedie più importanti e rappresentate del grande drammaturgo francese.\nLa pièce\, di straordinaria attualità\, mette in scena l’ipocrisia\, il falso moralismo e la doppiezza di un uomo di umili origini che\, privo di particolari talenti\, cerca di affermarsi socialmente attraverso l’appoggio del Cielo e dello Stato.\nLa raffinata lettura di Carlo Cecchi\, che con Tartufo mette in scena il suo sesto Molière\, restituisce però la sostanziale ambiguità della commedia e del personaggio\, superando il cliché dell’ipocrisia e vedendo il personaggio di Tartufo anche “in positivo”: un servo che usa l’intelligenza e gli strumenti della politica per fare carriera e diventare\, da servo\, padrone. Una rilettura dalle risonanze assolutamente contemporanee.
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SUMMARY:Patricia Kopatchinskaja - Fazil Say
DESCRIPTION:Violino – Pianoforte \nLUDWIG VAN BEETHOVEN \n(Bonn 1770 – Vienna 1827)\nSonata in la maggiore\, op. 47 (Kreutzer) \nMAURICE RAVEL \n(Ciboure 1875 – Parigi 1937)\nSonata in sol maggiore\nBÉLA BARTÓK \n(Nagyszentmiklós 1881 – New York 1945)\nDanze popolari romene\n(trascrizione di Zoltán Székely)\nFAZIL SAY \n(Ankara 1970)\nSonata op. 7 \nPuò stupire la collocazione di questo concerto nella serie ‘900&oltre per la presenza di Beethoven nella prima parte della serata. La ragione risiede nella speciale lettura che i due celebri interpreti danno della Kreutzer\, lettura che a taluni sembrerà provocatoria per la poca rispondenza filologica.\nNon si tratta\, sia ben chiaro\, di una ricerca d’originalità a tutti i costi. Tutt’altro. è una sorta di immedesimazione totale nella partitura\, un rivivere ogni più minuscolo disegno\, facendolo proprio e proponendo una possibile diversa soluzione. Il gioco interpretativo può\, infatti\, stravolgere certi cliché per offrire un’immagine assolutamente personale. Ma è un gioco possibile solo quando i giocatori sono di assoluta eccellenza\, come in questo appuntamento. Del resto uguale sorte tocca anche alla Sonata di Ravel e alle Danze romene di Bartók.\nA conclusione un’esaltante pagina di Fazil Say\, il pianista stesso\, anche eccellente compositore.
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SUMMARY:Carrozze di III classe in coda
DESCRIPTION:Storie e musiche erranti di viaggiatori fuori campo \nsoggetto di Modena City Ramblers\, Bruno Cappagli\, Anna Sacchetti\nregia di Bruno Cappagli\ncon Modena City Ramblers\, Bruno Cappagli\nCoop. teatrale “La Baracca”\nMescal\nSmemoranda \nCarrozze di III classe in coda\, debutto teatrale dei Modena City Ramblers\, risponde all’esigenza del gruppo di approfondire\, grazie all’interazione di prosa e musica\, gli argomenti affrontati attraverso le canzoni in un percorso lungo e articolato che prosegue da ben 15 anni. Nello spettacolo i brani musicali – i pezzi celebri dei Modena\, quelli di autori che hanno costituito per loro fonte di ispirazione\, gli inediti – si intrecciano con le parole e i gesti rappresentati da Bruno Cappagli.\nL’immaginaria sala d’attesa di una stazione\, da cui partono i viaggiatori di terza classe\, diventa crocevia di storie e personaggi\, vicende dei giorni nostri: il G8 di Genova\, la strage della stazione di Bologna\, la guerra in Bosnia\, l’immigrazione. Storie dimenticate che\, fermate negli accordi delle musiche e nelle parole dei testi\, diventano memoria collettiva\, patrimonio comune.\nLa terza classe\, che per legge nei treni non esiste più\, esiste ancora nella realtà della vita quotidiana di tanti: raccontare le storie di queste persone è per i Modena City Ramblers\, autori di una musica da sempre “diversa”\, un piccolo sogno e una grande utopia.
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SUMMARY:Mafalda Arnauth
DESCRIPTION:Mafalda Arnauth voce\nLuís Guerreiro chitarra portoghese\nAntonio Neto chitarra acustica\nFernando Costa basso acustico \nFLOR DE FADO \nAmore Abre a Janela \n(TIAGO TORRES DA SILVA / LUIS PONTES)\nPorque É Feito De Alegria \n(MAFALDA ARNAUTH / RAMÓN MASCHIO)\nFlor de Verde Pinho \n(MANUEL ALEGRE / JOSÉ NIZA)\nEntre A Voz E O Oceano \n(TIAGO TORRES DA SILVA / OLIVIA BYINGTON)\nPovo Que Lavas No Rio \n(PEDRO HOMEM DE MELO / FADO VITÓRIA)\nDe Tanto Querer – Fado Vitima (MAFALDA ARNAUTH / LUIS PONTES)\nTinta Verde (VITORINO)\nPorque Eu Nao Sei Mentir \n(MAFALDA ARNAUTH / RAMÓN MASCHIO)\nIr Contigo \n(MAFALDA ARNAUTH / LUIS PONTES)\nQuanto Mais Amor \n(MAFALDA ARNAUTH / MAFALDA ARNAUTH)\nO Mar Fala de Ti \n(TIAGO TORRES DA SILVA / ERNESTO LEITE)\nAgarrada Ao Chao \n(TIAGO TORRES DA SILVA / RAMÓN MASCHIO)\nQuem Me Desata \n(MAFALDA ARNAUTH / JAIME SANTOS) \n“Flor de Fado parla di amore puro\, fraterno\, universale\, interiore”. Sono parole di Mafalda Arnauth\, nuova voce del Fado\, ambasciatrice fra le maggiori della musica portoghese. In questo ultimo suo CD è come se le canzoni “provenissero da una casa le cui porte sono sempre aperte.  – dice Mafalda – Non c’è la tradizionale attitudine fatalista: c’è fado\, senza ovvietà. Non scrivo di fantasia\, mi attengo scrupolosamente alla realtà. Credo che vi sia un universo ricco di esperienze vere e vissute di cui parlare. Parlo di me e delle cose che vedo\, che mi colpiscono”.
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SUMMARY:Luca Zingaretti legge La Sirena
DESCRIPTION:dal racconto Lighea \ndi Giuseppe Tomasi di Lampedusa \ndrammaturgia di Luca Zingaretti\nmusiche di Germano Mazzocchetti\nZocotoco srl \nSebbene Tomasi di Lampedusa sia noto soprattutto per Il Gattopardo\, fra i suoi capolavori non si può non annoverare il racconto Lighea\, piccolo gioiello pubblicato postumo nel 1961. Lighea narra l’incontro\, in un caffè torinese nell’autunno del 1938\, di due estranei\, entrambi siciliani\, destinati a diventare cordiali confidenti: Paolo Corbèra\, giovane laureato in giurisprudenza che lavora a La Stampa\, e il più anziano Rosario La Ciura\, senatore ed illustre ellenista. Fra riflessioni erudite\, dialoghi sagaci e battute cinicamente ironiche\, i due trascorrono il tempo conversando di letteratura\, antichità\, vecchie e nuove abitudini di vita\, in un immaginario viaggio fra il Nord e il Sud.\nDel racconto colpiscono le raffinate scelte semantiche\, le scrupolose descrizioni e le sensazioni legate alla Sicilia: l’odore della salsedine\, il sapore dei ricci di mare\, le raffiche di profumo degli agrumeti. A queste sensazioni dà vita La Sirena\, di cui Luca Zingaretti è interprete ma anche curatore della regia e dell’adattamento drammaturgico\, in cui trova spazio tutta la ricchezza della poesia della terra siciliana.
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SUMMARY:Elias Quartet & Alice Neary
DESCRIPTION:Sara Bitlloch violino\nDonald Grant violino\nMartin Saving viola\nMarie Bitlloch violoncello\nAlice Neary violoncello \nWOLFGANG AMADEUS MOZART \n(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)\nQuartetto in la maggiore\, K 464 \nFRANZ SCHUBERT \n(Lichtenthal 1797 – Vienna 1828)\nQuintetto in do maggiore\, op. 163 \nI membri del Quartetto Elias risiedono in Inghilterra\, ma sono originari francesi\, scozzesi e svedesi. Finalisti al “Concorso Borciani”\, secondi al “Sidney Griller Prize”\, hanno avuto maestri del calibro dei Quartetti Alban Berg\, Amadeus\, Vermeer\, Endellion\, e di György Kurtág\, Henri Dutilleux\, Kim Kashkashian. Anche se costituitisi soltanto dieci anni fa\, suonano nelle principali sale da concerto di tutto il mondo. La più recente incisione discografica è della scorsa primavera\, realizzata alla Wigmore Hall di Londra.\nPer l’esecuzione del Quintetto con due violoncelli\, opera fra le più intense di Schubert\, composta a due mesi della morte\, si unisce al Elias Alice Neary\, altra pluripremiata strumentista\, vincitrice del “Pierre Fournier Award” e del “Leonard Rose”.
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SUMMARY:Grieg Trio
DESCRIPTION:Verbiørn Anvik pianoforte\nSølve Sigerland violino\nEllen Margrete Flesiø violoncello \nEDVARD GRIEG \n(Bergen 1843 – 1907)\nAndante con moto\nROBERT SCHUMANN \n(Zwickau 1810 – Endenich\, Bonn 1856)\nTrio n. 2\, in re minore\, op. 121 \nANTONÍN DVORÁK \n(Nelahpzeves 1841 – Praga 1904)\nTrio in mi minore op. 90 “Dumky” \nIl Grieg Trio si è formato a Oslo nel 1987 e ha consolidato la propria preparazione cameristica all’Accademia Liszt di Budapest. Due anni dopo ha trionfato al concorso internazionale di Musica da Camera di Colmar. Tibor Varga\, presidente della giuria\, così ha scritto: “dopo aver ascoltato il Grieg Trio ho vissuto l’esperienza più straordinaria della mia vita. Tutti i membri della giuria si sono spontaneamente alzati in piedi applaudendo\, alcuni di essi con le lacrime agli occhi per la profonda emozione. Mai nella storia del concorso si era verificata una tale unanimità di consensi e una simile esperienza musicale”.
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SUMMARY:Italiani si nasce - E noi lo nacquimo
DESCRIPTION:di Maurizio Micheli e Tullio Solenghi\ncollaborazione ai testi di Marco Presta\nconsulenza artistica di Michele Mirabella\nregia di Marcello Cotugno \ncon Maurizio Micheli e Tullio Solenghi\ne con Sandra Cavallini\, Gualtiero Giorgini\, Adriano Giraldi\, Fulvia Lorenzetti\, Matteo Micheli\, Gianluca Musiu\nscene di Francesco Scandale\ncostumi di Andrea Stanisci\nLa Contrada – Teatro Stabile di Trieste\nProcope Studio \nL’Italia sta per festeggiare i 150 anni dalla sua Unità. Quale occasione migliore per riflettere\, ironicamente\, sugli aspetti del nostro costume che\, malgrado il passare dei secoli\, non sembrano cambiati e puntualmente si ripropongono.\nIn omaggio al varietà\, genere teatrale stagionato almeno quanto l’Unità nazionale ma fonte di ispirazione ancora irresistibile\, Micheli e Solenghi ripercorrono la storia patria soffermandosi sui protagonisti altolocati (Garibaldi e Vittorio Emanuele II\, Leonardo\, Colombo\, De Amicis con la sua scolaresca) ma anche sulle più umili comparse (come i due cristiani\, in attesa di essere sbranati dai leoni del Colosseo\, che a forza di piccoli espedienti rimandano l’esecuzione fino all’immancabile indulto).\nIn un funambolico pout pourri di travestimenti e trucchi\, musiche e canzoni\, Italiani si nasce mette in scena\, senza nostalgiche rievocazioni ma nel segno di un umorismo intelligente e leggero\, le mille identità degli italiani.
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SUMMARY:La passione secondo Luca e Paolo
DESCRIPTION:di Luca Bizzarri\, Paolo Kessisoglu\, Martino Clericetti\, Michele Serra \nregia di Giorgio Gallione\ncon Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu\nscene e costumi di Guido Fiorato\nluci di Bruno Ciulli\nmusiche di Carlo Boccadoro\ncanzoni di Paolo Kessisoglu\nitc 2000\nPoliteama Genovese \nSi dice “morire dal ridere”. La passione secondo Luca e Paolo intreccia due realtà apparentemente inconciliabili: le risate e ciò che ci aspetta nell’aldilà. Perchè non è detto che il più importante dei momenti\, “l’argomento degli argomenti”\, non possa essere trattato con ironia.\nLuca Bizzarri e Paolo Kessisoglu\, noti al grande pubblico per i programmi di successo Le Iene e Camera Café ma anche raffinati attori e cabarettisti (vengono infatti dalle esperienze del Politeama Genovese e della compagnia Cavalli Marci)\, approdano al Comunale in qualità di autori ed interpreti di uno spettacolo divertente e caustico\, che affronta le domande senza fornire risposte.\nNelle vesti dei due ladroni\, che sul Golgota attendono l’arrivo del protagonista della Storia\, o dei due scarafaggi che vivono sotto quelle croci\, Luca e Paolo ci offrono uno sguardo dissacrante ma mai blasfemo sul rapporto fra l’uomo e la sua peggiore paura. E mai come stavolta ci seppelliranno dalle risate…
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SUMMARY:Ensemble Sentieri Selvaggi - Carlo Boccadoro
DESCRIPTION:Karina Oganjan soprano \nPaola Fre flauto e flauto basso\nMirco Ghirardini clarinetto e clarinetto basso\nAndrea Dulbecco vibrafono e percussioni\nAndrea Rebaudengo pianoforte\nPiercarlo Sacco violino\nAya Shimura violoncello \nMADE IN ITALY #2 \nFRANCO DONATONI \n(Verona 1927 – Milano 2000)\nArpège (1986)\nper sei strumenti\nFAUSTO ROMITELLI \n(Gorizia 1963 – Milano 2004)\nDomeniche alla periferia dell’impero (1996 – 2000)\nPrima domenica\nSeconda domenica (Omaggio a Gérard Grisey)\nper flauto basso\, clarinetto basso\, violino\, violoncello\nCARLO BOCCADORO \n(Macerata 1963)\nHot Shot Willy (2010) prima mondiale\nper violino e ensemble\nFILIPPO DAL CORNO \n(Milano 1970)\nRisvegliatevi! (2010) prima mondiale\nper sei strumenti\nGIOVANNI MANCUSO \n(Venezia 1970)\nFlauti e forbici (2009)\nper ensemble\nMICHELE DALL’ONGARO \n(Roma 1957)\nAd libitum (2010) prima mondiale\nper sei strumenti\nMAURO MONTALBETTI \n(Brescia 1969)\nAs innocent as June (2010)\nprima mondiale\nsu poesie di Emily Dickinson\nper soprano e strumenti \nAncora una volta ritorna l’eccellente ensemble Sentieri Selvaggi (protagonista del nostro sesto Quaderno di cultura contemporanea) per presentarci un programma tutto italiano. La musica d’oggi ha in Italia una moltitudine di magnifici compositori\, i cui lavori sono nei cartelloni di tutte le maggiori istituzioni internazionali. Come talvolta accade\, è proprio l’Italia a non dare lo spazio che si meritano questi artisti. Seguendo\, dunque\, non solo le indicazioni del Ministero ma un fondamentale impegno morale\, il Teatro di Monfalcone vuole sostenere la produzione musicale del nostro Paese. Ecco dunque una serata dedicata in gran parte a nuove partiture\, appositamente commissionate ed in prima mondiale\, a fianco di un capolavoro di Franco Donatoni\, maestro delle nuove generazioni e ad un’opera di Fausto Romitelli\, il compianto musicista goriziano\, prematuramente scomparso appena quarantenne nel 2004.
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SUMMARY:Maurizio Baglini
DESCRIPTION:Pianoforte \nIX SINFONIA \nLUDWIG VAN BEETHOVEN\n(Bonn 1770 – Vienna 1827)\nSinfonia n. 9\, in re minore op. 125\ntrascrizione per pianoforte solo \ndi Franz Liszt \nMaurizio Baglini\, pisano\, sulla soglia dei quarant’anni\, vanta un curriculum straordinario per il numero di premi conquistati nei maggiori concorsi internazionali e i recital sostenuti sui palcoscenici più prestigiosi. Fra le più recenti produzioni è la monumentale Nona Sinfonia di Beethoven nella trascrizione di Liszt per pianoforte solo. Un lavoro che solo il leggendario pianista ungherese poteva concepire per le terrificanti problematiche che la partitura beethoveniana per soli\, coro e orchestra poneva nella distribuzione delle parti su una tastiera e per due sole mani.\nBaglini ha fatto proprio il progetto lisztiano\, traducendolo sul gran coda Fazioli\, ossia sullo strumento più adatto a ricreare la grandiosità della struttura originale\, e registrando per la Decca un CD imperdibile.\nNelle note che accompagnano il disco\, Maurizio Baglini scrive: “La domanda che si pone l’esecutore in procinto di affrontare tali trascrizioni è la seguente: è lecito proporre lavori che esistono esclusivamente perché è stata messa mano ad opere di genesi perfetta? La risposta è affermativa se tali operazioni sono compiute da un genio […] Di conseguenza\, per l’esecutore che affronta le trascrizioni lisztiane […] il secondo punto di domanda è: quale dei due geni deve rivestire un peso maggiore nella volontà di restituzione interpretativa fedele al testo? E quale testo ha maggiore peso: la divina\, sublime partitura orchestrale di Beethoven\, o la sapiente e completissima trascrizione per pianoforte di Liszt? Forse solo i dogmatici possono dare una risposta inequivocabilmente unidirezionale\, ma è ovvio che Liszt abbia infuso nella matrice beethoveniana un peso specifico assoluto\, dal punto di vista puramente emotivo\, dal quale l’interprete non può più prescindere”.
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SUMMARY:Ecce Robot!
DESCRIPTION:Cronaca di un’invasione \nuno spettacolo di e con Daniele Timpano \nispirato liberamente all’opera di Go Nagai \ndrammaturgia e regia di Daniele Timpano\nmusiche originali di Michela Gentili\, Natale Romolo\nispirate liberamente all’originale\ncolonna sonora di Michiaki Watanabe\ndisegno luci e voce narrante di Marco Fumarola\namnesiA vivacE\nin collaborazione con Armunia \nFestival Costa degli Etruschi \nFigura fra le più interessanti ed anomale della scena teatrale contemporanea\, Daniele Timpano presenta a Monfalcone Ecce robot!\, un esilarante viaggio attraverso la storia dei cartoni animati giapponesi\, una ricerca documentata e ricca di citazioni che contiene\, al suo interno\, un’arguta analisi dell’Italia che da quei mostri meccanici venne invasa. Liberamente ispirato all’opera di Go Nagai (l’ideatore di celebri serie quali Goldrake e Mazinga)\, lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla televisione e\, al contempo\, racconta l’Italia degli anni Settanta: quella in cui genitori\, giornalisti e intellettuali bollavano come violenti e diseducativi i cartoni animati in questione (con alcune prestigiose eccezioni\, per esempio Gianni Rodari)\, ma anche quella in cui proliferavano le tv locali\, sconvolgendo i ritmi delle famiglie e le modalità di educazione dei figli.\nInventore di un modello di teatro assolutamente personale e nuovo\, dal ritmo sostenuto\, dalla recitazione disarmonica e dai toni surreali\, Timpano rievoca con maniacale precisione intere puntate di Mazinga Zeta (da solo\, con il solo ausilio delle luci\, incarnando tutti i personaggi!) e descrive la vana crociata di genitori uniti contro il “maligno catodico nipponico che monopolizza i figli d’occidente”.
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SUMMARY:Officium Consort - Danilo Zeni
DESCRIPTION:FRANCESCO CORTECCIA\n(Firenze 1502 – 1571)\nPassione di Christo secondo Giovanni\nper coro virile e voce recitante\nTOMÁS LUIS DE VICTORIA\n(Avila 1548 ca – Madrid 1611)\nJudas Mercator a 4 voci\nUna hora a 4 voci\nO vos omnes a 4 voci\nAestimatus sum a 4 voci\nGIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA \n(Palestrina 1525 ca – Roma 1594)\nSalve Regina  a 4 voci (n. 74 ed. 1584; P.W. V)\nMagnificat a 4 voci (n. 18 ed. 1885; P.W. XXVII) \nFuori abbonamento\, ma sempre nell’ambito della Stagione del Teatro\, è il progetto di musica sacra del Cinquecento affidato all’Officium Consort\, ensemble di voci virili di Pordenone.\nIn programma una serie di mottetti di Palestrina e di Tomás Luis de Victoria e la Passione secondo Giovanni del fiorentino Francesco Corteccia\, datata 1527. Si tratta della più antica Passione di un compositore italiano riscoperta una trentina di anni fa e ricostruita da Mario Fabbri e quindi pubblicata in un fortunato disco della Archiv/Deutsche Grammophon. In questa partitura\, che presenta uno stile molto semplice\, declamatorio\, di taglio quasi popolare\, sono presenti già tutti gli elementi strutturali che troveremo nelle successive Passioni\, su su fino a Bach: la narrazione dell’Evangelista\, i cori della folla che assiste al processo e alla crocifissione\, le meditazioni dei fedeli.\nIl concerto si tiene nel Duomo di Monfalcone.
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SUMMARY:I giganti della montagna
DESCRIPTION:di Luigi Pirandello\nregia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi\ncon Enzo Vetrano\, Stefano Randisi\, Ester Cucinotti\, Maria Cucinotti\, Giovanni Moschella\, Antonio Lo Presti\, Margherita Smedile\, Giuliano Brunazzi\, Eleonora Giua \nluci di Maurizio Viani \nscene di Marc’Antonio Brandolini\nDiablogues\nTeatro Stabile di Sardegna\nTeatro de Gli Incamminati\nin collaborazione con Teatro Comunale di Imola \nPer Enzo Vetrano e Stefano Randisi I giganti della montagna rappresentano l’approdo di un lungo viaggio nel mondo pirandelliano\, cominciato nel 1999 con Il berretto a sonagli e proseguito con L’uomo\, la bestia e la virtù e il più recente Pensaci\, Giacomino!. L’ultima opera\, incompiuta\, di Pirandello attende da anni\, nella mente dei due attori-registi palermitani\, un incontro con il palcoscenico.\nI giganti della montagna\, pièce fra le più simboliche del drammaturgo agrigentino\, non è impresa facile da portare in scena\, perché incompiuta e densa di importanti rimandi all’attualità.\nL’arrivo della Compagnia della Contessa Ilse alla villa del Mago Cotrone somiglia al rispecchiamento di un’idea utopica con la sua impossibile realizzazione. Il Mago Cotrone invita i teatranti a rimanere lì\, per creare nuovi sogni dei quali godere insieme ma la Contessa Ilse\, personificazione del Teatro puro\, fatto per la gente\, decide di affrontare il confronto con la realtà\, a costo della sua stessa vita.\nGrande omaggio all’arte del Teatro\, I giganti della montagna è una dichiarazione di consapevolezza riguardo al fatto che la continua prepotenza dell’ignoranza sta distruggendo la nostra concezione – e fruizione – dell’Arte.
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SUMMARY:Orchestra di Padova e del Veneto - Reinhard Goebel / Gabriel Adorjan
DESCRIPTION:Direttore – Violino \nJOSEPH MARTIN KRAUS(Miltenberg 1756 – Stoccolma 1792)Sinfonia in do maggiore “Con violino obligato”IGNAZ PLEYEL(Ruppersthal 1757 – Parigi 1831)Concerto in re maggiore Ben 103(seconda versione) per violino e orchestra \nFRANZ JOSEPH HAYDN(Rohrau 1732 – Vienna 1809)Sinfonia n. 88 in sol maggiore \n L’Orchestra di Padova e del Veneto ritorna sul nostro palcoscenico per un programma tutto incentrato sull’ultimo scorcio del Settecento europeo\, dalla corte di Gustavo III di Svezia\, alla cappella della cattedrale di Strasburgo\, alla Vienna di Maria Teresa. Sotto la direzione di Reinhard Goebel\, il maestro che abbiamo conosciuto in un indimenticabile concerto del Musica Antiqua Köln (nel 2006 ha interpretato L’Arte della Fuga)\, ascolteremo una Sinfonia del tedesco Joseph Martin Kraus\, nativo della Franconia – di quella incantevole Miltenberg\, altrimenti nota per i processi alle streghe nei primi decenni del Seicento e le condanne al rogo di un quarto della popolazione femminile – e quindi trasferitosi a Stoccolma. Ignaz Pleyel\, francese d’elezione\, invece era originario della Bassa Austria\, di Ruppersthal\, ameno paesino non lontano dal Danubio e da Vienna. Il suo Concerto per violino conobbe un enorme successo\, attestato dalle numerose edizioni e rimaneggiamenti. Infine un altro nativo della Bassa Austria\, ma della zona più a est: Franz Joseph Haydn\, maestro di Pleyel e autore straordinario di oltre cento Sinfonie.
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SUMMARY:L'appartamento
DESCRIPTION:di Billy Wilder e I.A.L. Diamond\nadattamento di Edoardo Erba e Massimo Dapporto\nregia di Patrick Rossi Gastaldi\ncon Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli\nscene di Luca Nardelli \ncostumi di Cristiana Ricceri\ndisegno luci di Mario Esposito\nmusiche di Antonino Armagno\nNoctivagus Produzioni Teatrali \nBud Buxter\, impiegato ambizioso di una grande società di assicurazioni\, cerca di fare carriera prestando il suo appartamento ai superiori più libertini. La voce si sparge fino al direttore dell’azienda\, che chiede di poter usufruire dell’appartamento ma\, amara sorpresa\, la gentile accompagnatrice del capo è la donna dei sogni di Bud\, la bella e inarrivabile Fran Kubelik\, la “ragazza dell’ascensore”. Bud è quindi costretto a scegliere fra la carriera e l’amore…\nTratto dall’omonimo capolavoro che Billy Wilder girò nel 1960\, vincitore di 5 Oscar\, L’appartamento è una commedia cinica\, amara e divertentissima\, raro esempio di perfetto equilibro di drammatico e comico\, che mette a nudo un mondo del lavoro e una società basati su ambizione e denaro.\nA dare corpo e anima a questo lucido ritratto della solitudine metropolitana\, nei ruoli che furono dei grandi Jack Lemmon e Shirley MacLaine\, i bravissimi Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli.
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SUMMARY:Shylock.*Il mercante di Venezia in prova
DESCRIPTION:di Roberto Andò e Moni Ovadia \nda William Shakespeare\nregia di Roberto Andò e Moni Ovadia\ncon Moni Ovadia e Shel Shapiro\ne con Ruggero Cara\, Lee Colbert\, Roman Siwulak\, Maxim Shamkov\, Federica Vincenti\ne Moni Ovadia Stage Orchestra\nNuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna\nEmilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Stabile Pubblico Regionale\nin collaborazione con Estate Teatrale Veronese \nTorna\, attesissimo\, al Comunale di Monfalcone Moni Ovadia\, autore – insieme a Roberto Andò – ed interprete di un’originalissima rivisitazione del Mercante di Venezia di Shakespeare\, uno straordinario esempio di quel teatro musicale su cui Ovadia ha da sempre incentrato la propria ricerca espressiva.\nIn Shylock. Il Mercante di Venezia in prova un enigmatico mercante\, del cui patrimonio non si conosce l’origine\, e un regista ebreo da anni inattivo si incontrano per discutere di un progetto\, la messinscena del Mercante di Venezia\, accomunati dall’ossessione per Shylock\, uno dei grandi personaggi shakespeariani. Mentre scorrono gli esilaranti paradossi della pièce\, immaginata dal regista con una strana compagnia tragicomica\, si delinea una partita sottile e inquietante che vede in gioco la stessa possibilità di tenere in vita il teatro come baluardo contro l’impostura e l’odio.\nIn scena\, accanto a Moni Ovadia e alla sua orchestra\, nel ruolo di Shylock\, Shel Shapiro\, reduce del grande successo ottenuto nella passata stagione con il recital Sarà una bella società.
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SUMMARY:Le scuole di musica d'Europa
DESCRIPTION:Produzione:\nTeatro Comunale di Monfalcone Scuola Normale Superiore di Pisa\ncon la collaborazione delle Accademie Superiori e Università della Musica europee \nIl progetto\, nato nella scorsa stagione\, intende promuovere i migliori talenti musicali delle scuole di eccellenza d’Europa e offrire ai giovani più dotati una preziosa occasione di visibilità e confronto. Si tratta di una iniziativa realizzata in coproduzione con Università\, Accademie\, Hochschule e Conservatori dell’Unione Europea. Con il coordinamento della Scuola Normale Superiore di Pisa\, le istituzioni artistiche europee segnalano questi talenti – appena diplomati\, o a pochi passi dal diploma – quali straordinari rappresentanti dell’immagine stessa della scuola.\nNon si tratta di un saggio scolastico di fine anno ma\, come il pubblico ha potuto constatare in occasione del concerto dell’8 maggio 2009\, di una manifestazione di altissima valenza artistica e morale\, dove alla bravura straordinaria\, alla musicalità prepotente\, si sommano i valori più autentici di una gioventù che ancora crede\, nonostante i tempi\, alla grande tradizione culturale europea.
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