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SUMMARY:La famiglia dell'antiquario
DESCRIPTION:di Carlo Goldoni\nregia di Lluis Pasqual\ncon Eros Pagni\, Virgilio Zernitz\, Gaia Aprea\, Anita Bartolucci\nTeatro Stabile del Veneto\nTeatro Stabile di Genova\ncon il sostegno de La Biennale di Venezia e della Regione Veneto \nCresciuto alla scuola di Giorgio Strehler\, fondatore del Teatro Llure\, uno dei teatri più sperimentali di Barcellona\, e successivamente direttore del Teatro Odéon-Teatro d’Europa\, Lluis Pasqual è regista sensibile alla drammaturgia contemporanea come a quella classica\, in particolare settecentesca.\nCon La famiglia dell’antiquario Pasqual affronta Goldoni\, autore che ama e ha già frequentato\, per la prima volta nella sua lingua originale\, mettendo in scena la commedia che incarna\, nei suoi personaggi\, lo scontro sociale e morale fra due mondi in opposizione\, la nobiltà da una parte e la nascente borghesia dall’altra.\nFra i protagonisti\, a vestire i panni di Pantalone\, un eccezionale Eros Pagni\, che torna al drammaturgo veneto dopo il trionfo ottenuto con Sior Todaro brontolon.
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SUMMARY:Louis Lortie & Hélène Mercier
DESCRIPTION:Pianoforti \nROBERT SCHUMANN \n(Zwickau 1810 – Endenich 1856)\nStudien für den Pedal-Flügel\n6 pezzi in forma di canone (1845)\ntrascritti per due pianoforti da Claude Debussy (1891)\nBilder aus Osten\, op. 66\n6 impromptus per pianoforte a quattro mani (1848)\nAndante e variazioni\, op. 46\nin si bemolle maggiore\, per due pianoforti\n(1843) \nEDVARD GRIEG \n(Bergen 1843 – 1907)\nPeer Gynt\, prima suite dalle musiche di scena per il dramma di Henrik Ibsen\, op. 46 per pianoforte a quattro mani\n(1888)\n1. Morgenstemning\n2. Åses død\n3. Anitras dans\n4. I dovregubben hal\nNorwegische Tänze\, op. 35 \nper pianoforte a 4 mani (1881) \nL’apertura della stagione vede sul palcoscenico il gradito ritorno di Louis Lortie\, amatissimo artista più volte applaudito a Monfalcone\, che si esibisce assieme a Hélène Mercier\, pianista di fama internazionale\, di grande fascino nel tocco e nella personalità. Un sodalizio di notevole spessore artistico e forza comunicativa\, quello tra Mercier e Lortie\, che porta al Comunale un repertorio di forte impatto emotivo e rara esecuzione. Dall’energia struggente del maturo Schumann pianistico\, alle sonorità delle musiche popolari norvegesi\, fino alla pagina forse più significativa e senz’altro più celebre di Edvard Grieg\, nel centenario dalla morte: le musiche di scena per il Peer Gynt.
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SUMMARY:La casa del diavolo - Il giardino armonico
DESCRIPTION:Giovanni Antonini direttore \nAndrea Mion\, Guido Campana oboi\nJohannes Hinterholzer\, Edward Deskur corni\nEnrico Onofri violino primo solo\nStefano Barneschi\, Francesco Colletti\, Luca Giardini\, Liana Mosca violini primi\nMarco Bianchi\, Fabrizio Haim Cipriani\, Elin Gabrielsson\, Maria Cristina Vasi violini secondi\nRenato Burchese\, Ewa Miribung viole\nGiordano Antonelli\, Elena Russo violoncelli\nAlberto Guerra fagotto\nGiancarlo De Frenza\, Paolo Zuccheri contrabbassi\nRiccardo Doni clavicembalo \nJOSEPH MARTIN KRAUS \n(Miltenberg 1756 – Stoccolma 1792)\nOlympie Ouverture per la tragedia di Voltaire\, VB 29 (1792)\nCARL PHILIPP EMANUEL BACH \n(Weimar 1714 – Amburgo 1788)\nSinfonia in si minore\, Wq 182 n. 5\nper archi e basso continuo (1773)\nFRANZ JOSEPH HAYDN \n(Rohrau 1732 – Vienna 1809)\nSinfonia in fa minore\, “La passione”\, \novvero “Il Quakuo di bel’humore”\, Hob 49 (1768) \nPIETRO ANTONIO LOCATELLI \n(Bergamo 1695 – Amsterdam 1764)\nConcerto grosso in mi bemolle maggiore\, “Il pianto d’Arianna”\, op. VII n. 6 \nper violino\, archi e basso continuo (1741)\nLUIGI BOCCHERINI \n(Lucca 1743 – Madrid 1805)\nSinfonia in re minore\, \n“La casa del diavolo”\, op. XII n. 4\nper due oboi\, due corni\, archi\ne basso continuo (1771) \n  \nLa casa del diavolo è il titolo emblematico del secondo appuntamento musicale (ispirato all’indicazione della sinfonia boccheriniana che chiude la serata)\, interamente dedicato a quel linguaggio denso e virtuosistico\, traduttore di emozioni tormentate ed estreme\, tipico della scrittura musicale tra Sei e Settecento. Interpreti\, tra i più apprezzati esecutori a livello internazionale che suonano con strumenti originali\, sono i solisti del Giardino Armonico. Attivo dal 1985\, il gruppo è regolarmente ospite dei maggiori festival e delle sale da concerto di tutto il mondo e vanta un’importante attività discografica: tra gli altri\, con Vivaldi Album\, inciso per Decca con Cecilia Bartoli\, ha conquistato il Grammy Award nel 2000\, mentre con i Concerti per violino di Vivaldi con Viktoria Mullova si è aggiudicato nel 2005 il Diapason d’Or nell’edizione Onyx.
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SUMMARY:Le nozze di Figaro
DESCRIPTION:di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais\ntraduzione di Enrico Groppali \nriduzione e adattamento di Tullio Solenghi e Matteo Tarasco\nregia di Matteo Tarasco\ncon Tullio Solenghi\nCompagnia Lavia / Procope Studio \nCon Le nozze di Figaro il giovane regista Matteo Tarasco mette in scena una rutilante giostra di equivoci giocati sul filo della passione erotica\, attraverso un congegno teatrale perfettamente calibrato\, esempio massimo del vaudeville.\nAccolta al debutto\, nel 1784\, da un successo senza eguali\, la commedia fu rappresentata per cento sere consecutive. Nella trama si intrecciano nuovi e vecchi amori\, conflitti familiari e lo scontro fra ciò che è giusto socialmente e ciò che è sbagliato moralmente\, cardini attorno ai quali si svolge “la folle giornata” delle nozze.\nFra le più vivaci commedie del teatro francese\, Le nozze di Figaro è quindi il testo ideale per le qualità istrioniche di Tullio Solenghi\, vera star dello spettacolo.
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SUMMARY:Miserabili. Io e Margaret Thatcher
DESCRIPTION:testi di Andrea Bajani\, Lorenzo Monguzzi\, Marco Paolini\, Michela Signori\ncon Marco Paolini\nmusiche dei Mercanti di Liquore (Lorenzo Monguzzi\, Piero Mucilli\, Simone Spreafico)\nJolefilm \nMiserabili è un racconto in forma di ballata che attraverso monologhi\, canzoni e brevi narrazioni descrive la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni Ottanta. In questo senso lo spettacolo è anche la prosecuzione del percorso intrapreso da Paolini con gli Album. Torna infatti Nicola\, il personaggio degli Album\, protagonista questa volta di un dialogo immaginario con Margaret Thatcher.\nTema principale della ballata è l’economia\, l’intreccio fra “macro” e “micro”\, l’influenza\, sempre crescente\, delle regole (e dell’assenza di regole) di mercato sul nostro modo di vivere il presente ed immaginare il futuro.\nSulla scena\, a fare da contrappunto alle parole di Paolini\, le musiche composte ed eseguite dal vivo dai Mercanti di Liquore.
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SUMMARY:Nikolaj Znaider - Robert Kulek
DESCRIPTION:Violino – Pianoforte \nLUDWIG VAN BEETHOVEN \n(Bonn 1770 – Vienna 1827)\nSonata in sol maggiore\, op. 30.3 (1802)\nROBERT SCHUMANN \n(Zwickau 1810 – Endenich 1856)\nSonata in re minore\, op. 121 (1851) \nJOHANN SEBASTIAN BACH\n(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)\nSonata in la minore per violino solo\, BWV 1003 (1718-1723)\nLUDWIG VAN BEETHOVEN\nSonata in sol maggiore\, op. 96 (1812) \n“Intelligente\, appassionante e vibrante”\, Nikolaj Znaider è violinista tra i più rinomati delle giovani generazioni\, recentemente acclamato per i Concerti di Beethoven e Mendelssohn eseguiti con la Filarmonica di Israele diretta da Zubin Metha\, e per la “scrupolosa osservazione e profonda musicalità” delle sue interpretazioni romantiche. Con lui è protagonista della serata il pianista Robert Kulek\, che vanta\, tra i tanti successi internazionali\,\nuna serie di lusinghiere critiche per la sua forza tecnica e per la versatilità stilistica. Complesso e affascinante il repertorio scelto per Monfalcone: la Sonata in la minore di Bach è pagina di poderosa architettura contrappuntistica\, mentre un clima di febbrile turbamento pervade l’opera di Schumann; i due capolavori beethoveniani colpiscono rispettivamente per la limpida vivacità (op. 30.3) e per l’intensità e il maturo equilibrio dello stile compositivo (op. 96).
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SUMMARY:Gastone
DESCRIPTION:di Ettore Petrolini \ndrammaturgia di Nicola Fano\nmusiche di Germano Mazzocchetti \nregia di Massimo Venturiello\ncon Massimo Venturiello e Tosca\nLa Contemporanea S.r.l. \nin coproduzione con Padiglione delle Meraviglie \nModestina Caputo \nAttore spiantato\, venditore di nulla\, inguaribile narcisista ed eterno sognatore: è Gastone\, celebre personaggio di Ettore Petrolini\, fra le figure più amate dagli uomini di teatro di ieri e di oggi\, da Mario Scaccia a Gigi Proietti. A riproporlo è ora Massimo Venturiello\, protagonista e regista dello spettacolo\, affiancato da Tosca\, cantante straordinaria e sensibile interprete del teatro-canzone italiano.\nLa trama è semplice: un percorso scanzonato\, al confine fra teatro del nonsense e café chantant\, grazie al quale rivivono gli indimenticabili monologhi di Petrolini\, caustici e poetici al contempo.\nIndossando con eleganza il celebre frac\, Venturiello propone un Gastone ricco di umanità e simpatia e\, intrecciando recitazione\, canto e ballo\, ci regala una straordinaria prova d’attore.
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SUMMARY:Quintetto Bibiena  - B.C. Manjunath
DESCRIPTION:Giampaolo Pretto flauto\nPaolo Grazia oboe\nAlessandro Carbonare clarinetto\nRoberto Giaccaglia fagotto\nStefano Pignatelli corno\nBasavanahalli Chandramouli Manjunath percussioni \nANONIMI\nMusica tradizionale indiana\nRICCARDO NOVA \n(Milano 1960)\nMa’s Sequence 8 (2007) \nCLAUDE DEBUSSY \n(Saint-Germain-en-Laye 1862 – Parigi 1918)\nLa Boîte à joujoux (1913)\n1. Le magasin des jouets\n2. Le champ de bataille\n3. La bergère à vendre\n4. Après fortune faite\n(trascrizione di Carlo Ballarini\nper il Quintetto Bibiena\, 2002) \nLa “strategia artistica” del Quintetto Bibiena si fonda sulla combinazione di tre elementi: Nuova Musica\, arrangiamenti e repertorio puro. I musicisti del Bibiena sono infatti destinatari di molte composizioni di autori contemporanei\, esecutori di arrangiamenti ad hoc di pagine novecentesche\, attenti esploratori delle realtà musicali tradizionali di diversi popoli. Da queste molteplici attitudini deriva anche la collaborazione con B.C. Manjunath\, eccezionale suonatore del tamburo Mridanga ed abilissimo esecutore dell’incisiva sillabazione ritmica del Konnakol. La prima parte del concerto percorre le sonorità indiane senza soluzione di continuità tra le musiche tradizionali e la pagina di Riccardo Nova\, anch’essa ricca di simbologie e ritmi dell’India del sud. L’atmosfera giocosa de La Boîte â joujoux di Debussy viene invece trasformata dall’originalissima trascrizione di Ballarini per il solo quintetto.
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SUMMARY:R60 Ballata operaia
DESCRIPTION:ricerca storica\, drammaturgia e messa in scena di Monica Morini e Bernardino Bonzani\nricerca e composizione musicale di Davide Bizzarri\ncon Monica Morini e Bernardino Bonzani\ne con Davide Bizzarri violino\nClaudia Catellani pianoforte\nGiovanni Cavazzoli contrabbasso\nteatrO dell’Orsa \nFrutto di un articolato progetto di ricerca teatrale\, R 60 ballata operaia ripercorre la storia del lavoro a Reggio Emilia e nella provincia dal 1930 alla fine degli anni Settanta\, periodo di grande sviluppo industriale. L’occupazione delle Officine Reggiane tra il 1950 e il 1951\, quando gli operai\, senza salario\, continuarono il lavoro e costruirono diversi esemplari del trattore R 60; le lotte sindacali delle donne del Calzificio Bloch dal 1950 al 1978; la Resistenza in fabbrica; le battaglie contro i licenziamenti: la memoria individuale e gli eventi storici nazionali si intrecciano per dare vita a uno spettacolo che riflette sul lavoro\, su cosa è diventato\, su cosa significa non averlo\, cercarlo. Dignità\, diritto\, solidarietà\, lotta: sono parole che appartengono ancora al presente?
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SUMMARY:Musica per il Natale nella vecchia Ungheria
DESCRIPTION:CLEMENCIC CONSORT\, WIEN \nTamás Kiss canto\, tekerolant [ghironda]\, koboz [liuto ungherese]\, tokcitera [tambura di zucca]\nAndrás Kecskés canto\, liuto rinascimentale\, koboz\, doromb [scacciapensieri]\nPéter Kecskés canto\, hárfa [arpa]\, sámándob [tamburo sciamano]\, kocsogduda [caccavella]\nRené Clemencic organo positivo barocco\, corno di camoscio\, flauti a becco\, sámán cserépsíp [piffero sciamano]\, direzione \nHej\, hej\, betteg jó hír \n[Ehi\, ehi\, buone nuove]\nEsztergom\, prima trascrizione 1775\, dal cantor Mihaly Bozóky\nNovus annus adiit\nCodice di Iglau\, Alta Ungheria\, inizi XV secolo\nRotulus (strumentale)\nCodice di Iglau\, Alta Ungheria\, inizi XV secolo\nIn hoc anni circulo\nCodice di Iglau\, Alta Ungheria\, inizi XV secolo\nReg´o´lés [Il cervo incantato]\nSortilegio sciamanico di Dozmat\, comitato di Vas\nPorka havak [Cade la neve bianca]\nCanto degli sciamani di Kénos\, comitato di Nógrád\, Transilvania\nCsordapásztorok \n[Pastori con il gregge]\nda Lespezi\, Csángó in Moldavia\, oggi Romania\nÓ szerencsés éjszaka \n[O notte mistica]\nda Tolmács\, comitato di Nógrád\, Alta Ungheria\nHallod Pajtás \n[Ascolta\, compagno mio]\nda Menye\, comitato di Nyitra\, oggi Slovacchia\nSzép violácska [Violetta bella]\nda Kászon\, comitato di Háromszék\, Transilvania\nKarácsony tájba \n[La notte in tempo di Natale]\nda Berzence\, comitato di Zala\, Ungheria occidentale\nBetlehem Városba \n[Nella città di Betlemme]\nda Vitnyéd\, comitato di Sopron\, Ungheria occidentale\nVígan zengjetek [Giubilate\, o cetre]\nda Poszonycsákány\,\ncomitato di Poszony\, Alta Ungheria\, oggi Slovacchia \nBárcsak régen [Già da tempo]\nda Szombathely\, Ungheria occidentale\nKeljfel kerszteny \n[Svegliati\, anima cristiana]\nda Lespezi\, Csángó in Moldavia\, oggi Romania\nParadcsom Kózepibe \n[In mezzo al paradiso]\nSzépkenyer´u´szentmárton\,\ncomitato di Szilnok-Doboca\, oggi Romania\nKeljetek F´o´l \n[Svegliatevi dai vostri sogni]\nda Palotás\, comitato di Nógrád\, Alta Ungheria\nRossz a Jézus (strumentale)\nprima trascrizione\,\nMissale di Zagabria\, XV secolo\nGábriel angyal \n[L’angelo Gabriele]\nda Bodrog\, comitato di Bács-Bodrog\nHallyatok menyégb´u´l \n[Dal cielo grande gioia]\nGraduale di Eperjes\, oggi Slovacchia\, 1635\nFiant Domine (organo positivo)\nCodex Kájoni\, 1652-1671 \nNeknk ez napon \n[Oggi è nato un bambino]\nGraduale di Eperjes\, oggi Slovacchia\, 1635\nMind ez világ / Omnis mundus \n[Siate allegri e giubilate]\nGraduale di Eperjes\, oggi Slovacchia\, 1635\nAlmande (strumentale)\nPierre Phalèse\, 1583\nOmnis mundus jucuntetur\nJános Kájoni\, Cantionale Catholicum\, 1676\nFantasia (organo positivo)\nCodex Kájoni\, 1652-1671\nIn natali Domini (strumentale)\nJános Kájoni\, Cantionale Catholicum\, 1676\nMostankinyílt [Una rosa bella fiorisce]\nda Nagyszalonta\, comitato di Bihar\, oggi Romania\nKyrie (organo positivo)\nCodex Kájoni\, 1652-1671\nRázd meg´o´reg \n[Scuoti la tua pelliccia\, vecchio pastore]\nda Szel´o´czem\, comitato di Nyitra\, Alta Ungheria\, oggi Slovacchia \nLa “vecchia Ungheria” è quella terra che\, estendendosi ben oltre agli attuali confini\, circonda il Danubio centrale ed è sede di tante e diverse minoranze etniche (slovacche\, rumene\, serbe\, croate\, russe) che da sempre convivono\, contaminandosi reciprocamente. Con la perizia filologica e la straordinaria creatività con cui da oltre quarant’anni conduce le sue ricerche\, René Clemencic (autorità assoluta a livello mondiale nel campo della musica antica\, e più volte apprezzato ospite del Comunale) ripercorre la storia delle musiche di questa complessa area culturale\, affiancato dalle voci e dagli strumenti tradizionali antichi di Tamás Kiss e dei fratelli Kecskés\, proponendo un repertorio di canti natalizi\, tratti dalla tradizione religiosa e pagana\, che spaziano dalle antiche monodie popolari ai canti polifonici medievali o barocchi\, fino a pagine primo-ottocentesche.
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SUMMARY:L'uomo\, la bestia e la virtù
DESCRIPTION:di Luigi Pirandello\nregia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi\ncon Enzo Vetrano\, Ester Cucinotti\, Giovanni Moschella\, Stefano Randisi\, Antonio Lo Presti\, Margherita Smedile\, Giuliano Brunazzi\, Francesco Pennacchia\nTeatro Stabile di Sardegna\nDiablogues \nL’Uomo è il professor Paolino; dopo aver messo incinta la signora Perella (la Virtù)\, approfittando dell’assenza del marito ammiraglio (la Bestia)\, fa preparare una torta afrodisiaca affinché questo ultimo compia il suo dovere coniugale e salvi\, in questo modo\, le apparenze.\nLa pièce di Pirandello\, che all’inizio assomiglia ad una favola grottesca\, si trasforma ben presto in un apologo delle false cecità necessarie alla sopravvivenza e al quieto vivere.\nLa sofisticata messinscena realizzata da Enzo Vetrano e Stefano Randisi\, registi e interpreti\, esplora e svela le profondità del testo pirandelliano\, sciogliendone i nodi linguistici\, grazie al potere espressivo delle immagini e all’originalità degli allestimenti.
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SUMMARY:Angela Hewitt
DESCRIPTION:Pianoforte \nJOHANN SEBASTIAN BACH \n(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)\nDas wohltemperierte Klavier Libro II\, BWV 882–893 (1738-1742)\n13. Preludio e fuga in fa diesis maggiore\n14. Preludio e fuga in fa diesis minore\n15. Preludio e fuga in sol maggiore\n16. Preludio e fuga in sol minore\n17. Preludio e fuga in la bemolle maggiore\n18. Preludio e fuga in sol diesis minore\n19. Preludio e fuga in la maggiore\n20. Preludio e fuga in la minore \n21. Preludio e fuga in si bemolle maggiore\n22. Preludio e fuga in si bemolle minore\n23. Preludio e fuga in si maggiore\n24. Preludio e fuga in si minore\nFranzösische Suite n. 5 in sol maggiore\, BWV 816 (1720-1722)\nAllemande – Courante – Sarabande\nGavotte – Bourrée – Loure – Gigue \nContinua\, affidato ancora una volta allo splendido\, elegante ed incisivo tocco di Angela Hewitt\, il progetto del Comunale dedicato a Johann Sebastian Bach. Si conclude\, infatti\, con questo appuntamento\, dopo le memorabili interpretazioni dei numeri precedenti che la pianista canadese ha dedicato alla platea del Teatro nelle passate stagioni\, la lettura del Secondo Libro di Das wohltemperierte Klavier\, imprescindibile pagina della storia della musica occidentale\, capolavoro assoluto di rigore architettonico e inesauribile invenzione.\nA terminare il programma della serata\, la Suite francese n. 5 in sol maggiore\, il cui tono brillante e il lineare andamento melodico colorano l’episodio finale di aggraziati disegni musicali di danza.
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SUMMARY:Klangforum Wien - Emilio Pomarico
DESCRIPTION:Eva Furrer flauto\nMarkus Deuter oboe\nBernhard Zachhuber clarinetto\nOlivier Vivarès clarinetto\nLorelei Dowling fagotto\nChristoph Walder corno\nAnders Nyqvist tromba\nAndreas Eberle trombone\nGunde Jäch-Micko violino\nSophie Schafleitner violino\nDimitrios Polisoidis viola\nAndreas Lindenbaum violoncello\nUli Fussenegger contrabbasso\nFlorian Müller pianoforte\nLukas Schiske percussioni\nAdam Weisman percussioni \nMICHAEL REUDENBACH (Aquisgrana 1956)\nStück=Werk (2007)\nprima italiana\nSALVATORE SCIARRINO (Palermo 1947)\nIl silenzio degli oracoli (1989)\nGEORGE BENJAMIN (Londra 1960)\nAt first light (1982) \nGIACINTO SCELSI (La Spezia 1905 – Roma 1988)\nMantram (1987)\nTIZIANO MANCA (Squinzano 1970)\nNel labirinto (2003)\nIANNIS XENAKIS (Bra ila\, Romania 1922 – Parigi 2001)\nPalimpsest (1979) \nFondato nel 1985\, Klangforum Wien si dedica da sempre alla musica contemporanea e fonda la sua attività su una collaborazione fertile e paritaria tra esecutori\, direttori e compositori: un “vero spirito democratico che\, nell’intento di sostituire la struttura gerarchica tradizionale comune nella pratica musicale\, consente all’ensemble la più autentica lettura delle composizioni”.\nAttenti a tutte le sfaccettature estetiche del linguaggio contemporaneo\, i solisti di Klangforum Wien affrontano con grande precisione e disinvoltura ogni diverso stile\, dalla seconda scuola di Vienna\, fino ai lavori di giovani compositori\, con ampi sguardi al jazz sperimentale e alla libera improvvisazione. Al Festival internazionale di musica contemporanea della 50a edizione della Biennale di Venezia\, per le sue attività\, le sue innovative interpretazioni e i diversi laboratori di approfondimento didattico\, Klangforum Wien ottiene il Leone d’Oro alla musica del presente\, attribuito al suo fondatore Beat Furrer.
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SUMMARY:Philharmonische Camerata Berlin
DESCRIPTION:Archi dei Berliner Philharmoniker \nThomas Timm\, Andreas Neufeld\, Rachel Schmidt violini primi\nRomano Tommassini\, Christoph von der Nahmer\, Christophe Horak violini secondi\nWolfgang Tarliz\, Julia Garteman viole\nTatjana Vassiljeva\, Stefan Heinemeier violoncelli\nJanusz Wydzik contrabbasso \nIGOR STRAVINSKIJ\n(Oranienbaum 1882 – New York 1971)\nConcerto in re (1946)\nLUDWIG VAN BEETHOVEN \n(Bonn 1770 – Vienna 1827)\nQuartetto in fa minore\, op. 95\, “Serioso”\, (1810)\nversione per orchestra d’archi\ndi Gustav Mahler (1899) \nALFRED ŠNITKE [Schnittke]\n(Engels 1934 – Amburgo 1998)\nTrio per archi (1985)\nversione per orchestra d’archi\ndi Yuri Bashmet (1987)\nDMITRIJ ŠOSTAKOVIČ \n(San Pietroburgo 1906 – Mosca 1975)\nPreludio e Scherzo\, op. 11 (1924-1925) \nIl Philharmonische Camerata Berlin è il più giovane complesso da camera formatosi all’interno dei Berliner Philharmoniker\, e raccoglie i migliori archi della prestigiosa orchestra\, uniti nell’entusiasta intento di coniugare la densità del suono sinfonico alla cesellata ricerca interpretativa cameristica. Oltre che in alcune delle più significative pagine originali per orchestra d’archi\, tra cui il delizioso Concerto in re di Stravinskij e l’esuberante Preludio e Scherzo\, op. 11 di Šostakovi?\, l’originalità dell’impatto sonoro dell’ensemble trova grande risalto nelle due pregiate trascrizioni in programma a Monfalcone: l’atmosfera misteriosa e febbrile del quartetto beethoveniano in fa minore\, op. 95 è enfatizzata dalla bellissima trascrizione mahleriana\, mentre al grande violista e direttore Yuri Bashmet si deve la versione per orchestra d’archi del Trio di Alfred Šnitke.
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SUMMARY:Rafal Blechacz
DESCRIPTION:Pianoforte \nPrimo premio al Concorso Chopin di Varsavia 2005 \nWOLFGANG AMADEUS MOZART\n(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)\nSonata in re maggiore\, K 311 (1777)\nCLAUDE DEBUSSY \n(Saint-Germain-en-Laye 1862 – Parigi 1918)\nEstampes (1903)\n1. Pagodes\n2. La soirée dans Grenade\n3. Jardins sous la pluie\nKAROL SZYMANOWSKI \n(Tymoszówka\, Ucraina 1882 – Losanna 1937)\nVariazioni in si bemolle minore\, op. 3\n(1901-1903) \nFRYDERYK CHOPIN\n(Z.elazowa Wola 1810 – Parigi 1849)\nVingt-quatre Préludes\, op. 28\n(1831-1839) \n“Esegue questa musica con sbalorditiva naturalezza. Il suo controllo\, il nobile fraseggio\, la capacità di smorzare una melodia senza affettazione – tutto ciò dà alle sue interpretazioni un’originalissima connotazione”: così la critica inglese accoglie recentemente la lettura chopiniana del giovanissimo pianista polacco (classe 1985)\, vincitore del primo premio al Concorso Chopin di Varsavia 2005.\nArtista di fama ormai consolidata e invitato dalle più importanti istituzioni (nel 2006 ha suonato\, tra gli altri\, al Concertgebouw e al Wigmore Hall)\, spiega egli stesso di voler talvolta rinunciare ad alcune richieste per “lavorare su un brano nuovo nella quiete domestica\, e trasmetterlo al pubblico al momento giusto”: entusiasmo e coraggio\, dunque\, lo guidano nella scelta di un repertorio così complesso e storicamente vario\, come quello scelto per il concerto monfalconese.
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SUMMARY:Processo a Dio
DESCRIPTION:di Stefano Massini\nregia di Sergio Fantoni\ncon Ottavia Piccolo\ne con Vittorio Viviani\, Silvano Piccardi\nLa Contemporanea S.r.l. \nElga Firsch\, attrice ebrea di Francoforte\, vuole a tutti i costi Dio alla sbarra;  il rabbino Nachman è il difensore di Dio e i due anziani Solomon e Mordechai sono i giudici severi di un processo che non può non farsi gara dura\, senza esclusione di colpi\, combattuta con l’istinto feroce dei sopravvissuti\, di chi\, marchiato dal lager\, brucia per la rabbia di un massacro tanto barbaro quanto assurdo\, indecifrabile.\nLa chiave di lettura di questo intenso testo\, scritto dal giovane ma già affermato Stefano Massini\, non è il dolore dell’Olocausto ma il non senso: quella nebbia fitta che avvolge il presente\, quella insignificante banalità che muove la storia sconcertando chi ne è vittima. Protagonista di Processo a Dio\, a dare voce a questa ostinata ricerca della verità\, una splendida Ottavia Piccolo.
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SUMMARY:Steven Isserlis - Olli Mustonen
DESCRIPTION:Violoncello  – Pianoforte \nBENJAMIN BRITTEN (Lowenstoft\, Suffolk\, 1913 – Aldeburgh\, 1976) Sonata\, op. 65OLLI MUSTONEN (Helsinki\, 1967)Sonata \nIGOR STRAVINSKIJ (Oranienbaum\, Pietroburgo\, 1882 – New York\, 1971)Russian Maiden’s SongBOHUSLAV MARTINU(Policka\, 1890 – Liestal\, Basilea\, 1959)Sonata n. 1\, H 277 \n Steven Isserlis è un artista la cui passione per la musica trascende ogni limite convenzionale: è solista di grande livello (Zubin Metha e Kurt Masur sono tra i suoi prossimi collaboratori)\, ideatore di progetti cameristici\, musicologo\, compositore ed esecutore di musica e testi per bambini\, oltre che attentissimo sostenitore di ogni nuova tendenza contemporanea; al contempo Olli Mustonen è un solista di prim’ordine\, ma anche compositore\, direttore e fondatore della Helsinki Festival Orchestra di cui tuttora si occupa. Suona al fianco delle più importanti formazioni del mondo (Berliner\, Chicago Symphony\, London Philharmonic) e lavora con direttori del calibro di Barenboim\, Boulez\, Harnoncourt. Nell’ascoltarlo suonare o dirigere non si può prescindere dalla sua esperienza di autore\, che coniuga con intelligente disinvoltura stilemi classici ed attuali\, esplorando qualsiasi linguaggio al di là di ogni canone prestabilito. Non si può che attendersi\, dunque\, da questo concerto un viaggio spettacolare attraverso la più bella Europa del Novecento inoltrato.
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SUMMARY:Roma ore 11
DESCRIPTION:di Elio Petri\nregia Mitipretese\ncon Anna Gualdo\, Manuela Mandracchia\, Sandra Toffolatti\, Mariàngeles Torres\nTeatro Eliseo\nin collaborazione con Artisti Riuniti\, ETI\, Mitipretese \n“Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31\, interno 5\, lunedì ore 10-11”; il 14 gennaio 1951 “Il Messaggero” pubblica questo annuncio. 48 ore dopo riporta in prima pagina: “Una terribile disgrazia è accaduta nell’interno di un villino di via Savoia\, dove 77 giovani donne sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è deceduta per l’improvviso crollo dell’intera scala dello stabile”.\nL’inchiesta che Elio Petri\, allora giovane giornalista\, condusse per conto del regista Giuseppe De Santis diventa spettacolo teatrale. Capillare registrazione di storie\, attese e sogni\, la cruda indagine di Petri sulla miseria\, la disperazione e le prepotenze sessuali subite dalle ragazze diventa in scena una denuncia\, tristemente attuale\, della condizione lavorativa femminile.
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SUMMARY:Tutta colpa di Garibaldi
DESCRIPTION:di Gioele Dix\, Nicola Fano\, Sergio Fantoni\nregia di Sergio Fantoni\ncon Gioele Dix\nLa Contemporanea S.r.l.\nin coproduzione con Giovit S.r.l. \nIl nuovo spettacolo scritto da Gioele Dix insieme a Nicola Fano e Sergio Fantoni\, che ne firma anche la regia\, si ispira alla storia patria italiana per parlare della nostra identità di uomini e donne incompiuti. Non a caso 200 anni fa\, per l’esattezza il 4 luglio 1807\, nasceva Giuseppe Garibaldi\, proprio il giorno in cui gli americani festeggiavano la loro indipendenza: un segno del destino per l’uomo che sarebbe diventato il più acclamato eroe della lotta per la libertà dei popoli.\nRicordando le gesta dell’eroe dei due mondi Gioele Dix\, versatile ed ironico come sempre\, mette in scena uno spettacolo che\, alternando divertimento e riflessione\, ci racconta la nostra storia\, complessa e commovente.
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SUMMARY:Igor Bobovich - Elena Kolesnitschenko
DESCRIPTION:Violoncello – Pianoforte \nSERGEJ PROKOF’EV (Sonzovka\, Ekaterinoslav 1891 – Mosca 1953)Sonata in do maggiore\, op. 119 (1949)ALFRED ŠNITKE [Schnittke] (Engels 1934 – Amburgo 1998)Sonata (1978) \nANATOLY SAMONOV (1931)Sonata-Fantasia (1994)DMITRIJ ŠOSTAKOVIČ (San Pietroburgo 1906 – Mosca 1975)Sonata in re minore\, op. 40 (1934)
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SUMMARY:L'arte e la maniera di abbordare il proprio capoufficio per chiedergli un aumento
DESCRIPTION:di Georges Perec\ntraduzione di Letizia Pellizzari Gusella\nregia di Alessandro Marinuzzi\ncon Rita Maffei\nCSS – Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia \nA 15 anni di distanza da quando\, per la prima volta in Italia\, presentò il teatro di Georges Perec\, il CSS ripropone la surreale storia di un impiegato che vive ed invecchia all’interno della stessa azienda illudendosi di riuscire ad ottenere un aumento di stipendio. Il labirintico testo\, cui dà voce e corpo la bravissima Rita Maffei\, esplora la casistica della richiesta di aumento\, esaurendone matematicamente le probabilità in un gioco ironico e crudele in cui si espongono varianti e “istruzioni per l’uso” ad un piccolo gruppo di spettatori invitato ad accomodarsi in una sala riunioni\, attorno ad un grande tavolo.\nIn bilico fra la comica vicenda del povero protagonista e la commovente inutilità dei suoi tentativi\, lo spettacolo si rivela quale metafora di un’infinita rincorsa esistenziale.
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SUMMARY:Non si paga! Non si paga!
DESCRIPTION:di Dario Fo\nregia di Dario Fo\ncon Marina Massironi\, Antonio Catania\, Marina De Juli\, Renato Marchetti\nCherestanì Produzioni \nNon si paga! Non si paga! debutta nel 1974: Dario Fo e Franca Rame\, ispirati dalle lamentele che sentono per la strada\, raccontano di alcune donne della periferia di Milano che\, aumentati a dismisura i prezzi\, decidono di pagare la metà della cifra imposta dallo scontrino del supermercato. Di lì a qualche mese quello che è uno spettacolo teatrale si trasforma in realtà\, superando in immaginazione il copione originale: donne e uomini prendono d’assalto alcuni supermercati e pagano la spesa esattamente la metà. Arrestati e processati\, vengono tutti prosciolti: si riconosce infatti che i prezzi imposti sono delle vere e proprie rapine.\nC’è da chiedersi se la messinscena riproposta da Marina Massironi e Antonio Catania\, diretti dallo stesso Dario Fo\, rinnoverà l’iter grottesco che si è verificato al debutto…
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SUMMARY:Fiato sul collo. I 21 giorni di lotta degli operai della FIAT di Melfi
DESCRIPTION:di Ulderico Pesce\ncon Ulderico Pesce e Andrea Satta\nindagini sonore dei Têtes de Bois\nCentro Mediterraneo delle Arti \nFIATo sul collo è la storia di Antonio e Angela\, due operai della Fiat Sata di Melfi che\, entrati in fabbrica\, credono di realizzare un sogno: si sposano\, comprano casa con un mutuo\, mettono al mondo due bambine\, acquistano una Punto. Ma la vita quotidiana in fabbrica trasforma il sogno in incubo: la “doppia battuta”(un turno di 12 notti consecutive) e il salario basso (non equiparato a quello degli altri stabilimenti italiani) spingono gli operai alla protesta. Il 19 aprile 2004 ha inizio una lunga lotta: gli operai “assediano” la fabbrica e resistono per 21 giorni\, con determinazione e orgoglio\, alle cariche della polizia. La lotta\, unica nella storia della Fiat\, si conclude con l’accettazione delle richieste degli operai.\nIn scena\, a rafforzare il testo\, le incursioni musicali di Andrea Satta\, dei Têtes de Bois\, incontrato da Ulderico Pesce proprio davanti ai cancelli della Fiat di Melfi.
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SUMMARY:L'arte della fuga - Ramin Bahrami
DESCRIPTION:Pianoforte \nJOHANN SEBASTIAN BACH \n(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)\nDie Kunst der Fuge\, BWV 1080 (1745-1750)\n1. Contrapunctus I\n2. Contrapunctus II\n3. Contrapunctus III\n4. Contrapunctus IV\n5. Contrapunctus V\n6. Contrapunctus VI\, a 4 in Stile francese\n7. Contrapunctus VII\, a 4\nper Augmentationem et Diminutionem\n8. Contrapunctus VIII\, a 3\n9. Contrapunctus IX\, a 4 alla Duodecima\n10. Contrapunctus X\, a 4 alla Decima\n11. Contrapunctus XI\, a 4\n12. Canon alla Ottava\n13. Canon alla Duodecima\nin Contrapuncto alla Quinta\n14. Canon alla Decima\nin Contrapuncto alla Terza\n15. Canon per Augmentationem\nin contrario motu\n16. Contrapunctus\, a 3 rectus – inversus\n17. Contrapunctus\, a 4 rectus – inversus\n18. Fuga a 3 Soggetti \nLa stagione prosegue con un ulteriore importante omaggio al genio di Johann Sebastian Bach\, con l’interpretazione di una delle sue pagine più monumentali\, quella summa di scrittura contrappuntistica\, vertice assoluto di tecnica e meraviglia nella storia della musica che è Die Kunst der Fuge. La partitura\, che non riporta alcuna indicazione sull’organico\, è affidata questa volta (dopo la magistrale interpretazione di Musica Antiqua Köln dello scorso 2006) alla lettura di Ramin Bahrami\, trentunenne pianista iraniano\, che proprio a Bach ha consacrato gran parte dei suoi studi e della sua attività concertistica. La recente incisione de L’arte della fuga (Decca\, febbraio 2007) gli è valsa lusinghieri riscontri dalla critica\, per quel suo personale “scomporre e ricomporre il linguaggio bachiano”\, che dal modello universale di Gould trae originalissima linfa e personalità interpretativa.
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SUMMARY:Madre Coraggio
DESCRIPTION:di Bertolt Brecht\ndrammaturgia di Antonio Tarantino\ntraduzione di Roberto Menin\nregia di Cristina Pezzoli\ncon Isa Danieli\ne con Alarico Salaroli\, Marco Zannoni\, Lello Serao\nGli Ipocriti \nBrecht scrive Madre Coraggio e i suoi figli nel 1939\, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Protagonista del dramma\, ambientato nel 1600 durante la “guerra dei trent’anni”\, è la vivandiera Anna Fierling\, detta Madre Coraggio per aver sfidato le cannonate pur di portare a termine il suo commercio di pagnotte. Gli affari per lei vengono prima di tutto\, anche dei tre figli che la accompagnano nel suo “viaggio di lavoro”\, lavoro che si basa prevalentemente su miserie e sventure altrui.\nMadre Coraggio\, straordinariamente interpretata dall’energica Isa Danieli\, crede di poter trasformare la guerra in un affare personale\, senza capire che si tratta di un affare per potenti. Perché\, scrive Brecht\, “la guerra è solo la continuazione degli affari con altri mezzi\, ma i grandi affari non li fa la povera gente\, e nella guerra le virtù umane diventano mortali”.
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SUMMARY:Mugi's works - Mugiyono & Mugi Dance Company
DESCRIPTION:Indonesia \nBagaspati (From de Soul of the Sun)\ncoreografia Mugiyono Kasiko\nmusica Dedek Wayudi\nLingkar (Circle)\ncoreografia Mugiyono Kasiko\nmusica Rahayu Supanggah\nSurat Sinta (Sinta’s Letter)\ncoreografia Mugiyono Kasiko\nmusica Dedek Wayudi \nMugiyono Kasiko è un vero virtuoso della danza e della plasticità corporea e si presenta\, assieme alla sua compagnia\, come danzatore protagonista e coreografo\, proiettando con inconfondibile personalità la vitalità essenziale e assieme irrequieta della danza contemporanea nelle movenze\, nelle tradizioni\, nella ritualità fisica delle cerimonie dell’antica Indonesia\, suo paese natale\, dove egli stesso forma la sua arte sin da giovanissimo.\nIl suo corpo si contorce\, trasformandosi in creature ora comiche\, ora satiriche o diaboliche\, e lo sguardo alla mitologia e ai costumi indonesiani prende forma in una memorabile e poetica fusione di commedia\, tragedia e satira: l’espressione umana di un “dramma” universale\, per una performance di grande eleganza\, di prorompente forza emotiva e di elevatissimo livello tecnico.
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SUMMARY:Appunti per un film sulla lotta di classe
DESCRIPTION:di e con Ascanio Celestini\nmusiche di Matteo D’Agostino\ne con Roberto Boarini violoncello\nGianluca Casadei fisarmonica\nMatteo D’Agostino chitarra\nFabbrica\nTeatro Stabile dell’Umbria\nFandango\nAssociazione Centenario CGIL \nL’ultimo spettacolo di Ascanio Celestini\, noto al grande pubblico per le sue “inchieste da fermo” alla trasmissione di Rai 3 “Parla con me”\, è un’attenta e ironica riflessione su cosa sia rimasto\, oggi\, della coscienza e dell’identità di classe\, con particolare attenzione a quella vera e propria voragine costituita dal lavoro precario.\nCelestini ci racconta degli operatori dei call center\, che rispondono al telefono come anestetizzati\, colpiti dall’azzeramento che l’istituzione opera su di loro; fanno quel lavoro per racimolare qualche soldo\, per non rimanere nella casa di mamma e papà\, in un limbo che non è più tarda adolescenza ma non è ancora adulta maturità.\nAnalitico e tagliente\, Celestini ci ricorda che a stabilire identità e appartenenze\, oggi\, sono soltanto ed esclusivamente i soldi. Ma forse\, in qualche modo\, la lotta di classe è ancora possibile…
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SUMMARY:Amore e vita di donna
DESCRIPTION:Gesa Hoppe soprano\nFranziska Gottwald mezzosoprano\nFelicitas Strack pianoforte \nROBERT SCHUMANN\n(Zwickau 1810 – Endenich 1856)\nFrauenliebe und Leben\, op. 42 (1840)\ntesto: Adalbert von Chamisso\ndedica: Oswald Lorenz\n1. Seit ich ihn gesehen\n2. Er\, der Herrlichste von allen\n3. Ich kann’s nicht fassen\n4. Du Ring an meinem Finger\n5. Helft mir\, ihr Schwestern\n6. Süßer Freund\, du blickest\n7. An meinem Herzen\n8. Nun hast du mir den ersten\nSchmerz getan \nda Myrthen\, op. 25 (1840)\ndedica: dono per il matrimonio con Clara\n1. Widmung (testo: Friedrich Rückert)\n3. Der Nussbaum (testo: Julius Mosen)\n4. Jemand (testo: Robert Burns)\n9. Lied der Suleika (testo: Johann Wolfgang von Goethe)\n7. Die Lotosblume (testo: Heinrich Heine)\n8. Lied der Suleika\n(testo: Johann Wolfgang von Goethe)\n11. Lied der Braut\, n. 1\n(testo: Friedrich Rückert)\n12. Lied der Braut\, n. 2\n(testo: Friedrich Rückert) \nCLARA SCHUMANN \n(Lipsia 1819 – Francoforte sul Meno 1896)\nda Drei Lieder\, op. 12 \n(1841; pubblicati nella raccolta op. 37 di Robert)\n1. Er ist gekommen\nin Sturm und Regen\n(testo: Friedrich Rückert)\nda Sechs Lieder\, op. 13\n2. Sie liebten sich beide\n(1842\, per il compleanno di Robert; testo: Heinrich Heine)\nROBERT SCHUMANN\nda Myrthen\, op. 25\n19. Hauptmanns Weib\n(testo: Robert Burns)\n21. Was will die einsame Träne?\n(testo: Heinrich Heine)\nSommerruh\n(testo: Christian Konrad Schad)\nda Spanisches Liederspiel\, op. 74 (1849)\ntesti: anonimi spagnoli\, tradotti da Emmanuel Geibel\n9. Botschaft\n1. Erste Begegnung\n3. Liebesgram\nda Spanisches Liebes-Lieder\, op. 138 (1849)\n4. Bedeckt mich mit Blumen\n(testo: Emmanuel Geibel) \nOh\, fa che nel sogno io muoia / cullata sul suo petto\, / che sorseggi la morte beata / fra lacrime d’infinita gioia. La quintessenza del concepire romantico schumanniano\, la concezione totalizzante del vivere tra la felicità e lo strazio\, tra l’amore e la morte sono profondamente espresse in Frauenliebe und Leben\, op. 24\, pagina tra le più alte e preziose del repertorio liederistico di Schumann. Ma è attraverso gli occhi di Clara\, e attraverso alcune delle sue musiche dedicate all’amato Robert\, che un immaginario dialogo amoroso si scioglie\, tra l’inquieta leggerezza di Myrthen e la muta angoscia dei pensieri degli Spanisches Liebes-Lieder\, op. 138. Queste meravigliose pagine sono affidate alle giovani ma affermate voci del soprano Gesa Hoppe\, vincitrice di diversi concorsi in Germania\, e del mezzosoprano Franziska Gottwald\, formatasi nelle più prestigiose accademie tedesche\, e all’impeccabile pianoforte di Felicitas Strack\, perfezionatasi ad alti livelli nella liederistica tedesca e francese.
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SUMMARY:Baltic voices
DESCRIPTION:ESTONIAN PHILHARMONIC CHAMBER CHOIR  \nPAUL HILLIER direttore \nCYRILLUS KREEK \n(Võnnu\, Estonia 1889 – Haapsalu 1962)\nTre Salmi di Davide (1923)\n1. Kiida\, mu hing\, Issandat! (Salmo 104)\n2. Õnnis on inimene…\n3. Issand ma hüüand Su poole…  (Salmo 141)\nARVO PÄRT (Paide\, Estonia 1935)\n7 Magnificat-Antiphons (1988-1991)\nTOIVO TULEV (Tallinn\, Estonia 1958)\nRejoice\, rejoice\, rejoice! (2006)\nARVO PÄRT\nMagnificat (1989) \nVELJO TORMIS (Kuusalus\, Estonia 1930)\nJaanilaulud (1982)\nPER NØRGÅRD (Gentofte\, Danimarca 1932)\nWinter Hymn (1976-1984)\nERIK BERGMAN\n(Uusikaarlepyy\, Finlandia 1911 – Helsinki 2006)\nVier Galgenlieder\, op. 51b (1960)\nJEAN SIBELIUS \n(Hmeenlinna\, Finlandia 1865 – Järvenpää 1957)\nRakastava (1894) \nL’Estonian Philharmonic Chamber Choir fu fondato nel 1981 e diretto per vent’anni da Tõnu Kaljuste\, protagonista come direttore nella scorsa stagione monfalconese dell’indimenticabile concerto natalizio del Coro della Radio Svedese. Da sempre dedita al più vasto repertorio sacro e popolare\, dal canto gregoriano alla musica contemporanea\, la formazione riserva particolare attenzione\, negli ultimi anni\, agli attuali compositori estoni\, e all’area musicale del Nord Europa. Complice di questa scelta è sicuramente la presenza di Paul Hillier\, che dal 2001 dirige stabilmente l’Estonian Philharmonic Chamber Choir: illustre personalità della cultura musicale europea\, direttore (e un tempo anche fondatore dell’Hilliard Ensemble)\, musicologo\, docente\, Hillier lega il suo nome al repertorio corale novecentesco e alle memorabili interpretazioni di Arvo Pärt.
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SUMMARY:Concerto per i 25 anni del Teatro
DESCRIPTION:Karina Oganjan vocePaola Beziza violinoNicola Mansutti violinoAndrea Musto violoncelloRoberto Fabbriciani flautoEmanuele Arciuli pianoforteNiccolò Ronchi pianoforteCorrado Rojac fisarmonicaRoberto Dani percussioniMichele Tadini elettronica live \nRICCARDO FABRIS (Monfalcone\, 1946)Palinodia III per pianoforte(prima assoluta)ROBERTO FABBRICIANI (Arezzo\, 1949)Pensieri nel vento per flauto e registrazione elettronica(prima assoluta)FILIPPO DEL CORNO (Milano\, 1970)Dogma#1 per pianoforte(prima assoluta)BRENT MICHAEL DAVIDS (Madison\, Wisconsin\, 1959)Fishing the Milky Way per pianoforte(prima assoluta)CARLO BOCCADORO (Macerata\, 1963)Variazioni Goldrake per pianoforte(prima assoluta) \nALESSANDRO SOLBIATI (Busto Arsizio\, 1956)Dieci pezzi per fisarmonica\, due violini e violoncello(prima assoluta)GIAMPAOLO CORAL (Trieste\, 1944)Ich ewiges Kind (testo di Egon Schiele) per voce e fisarmonica(prima assoluta)MICHELE TADINI (Milano\, 1964) ROBERTO DANI (Vicenza\, 1969)RAM-feedback per batteria\, elettronica in tempo reale\, pianoforte e trio d’archi(prima assoluta) \n Sono otto prime assolute ad aprire la nuova stagione del Comunale di Monfalcone e a festeggiare il Teatro che celebra nel 2008 il suo venticinquesimo anno di attività.Le nuove pagine sono scritte ed eseguite per l’occasione da diversi artisti che al Teatro hanno reso omaggio con le loro opere\, le loro interpretazioni e i loro scritti\, raccolti nei Quaderni di Cultura Contemporanea.Accanto ai nomi di Roberto Fabbriciani\, Filippo Del Corno\, Carlo Boccadoro\, Alessandro Solbiati\, Michele Tadini e Roberto Dani spicca la presenza anche di due musicisti delle nostre terre\, il monfalconese Riccardo Fabris e il triestino Giampaolo Coral\, protagonista\, quest’ultimo\, del Quaderno in via di pubblicazione. Unica presenza “straniera”\, quella dell’indiano-americano Brent Michael Davids (membro della Stockbridge Mohican Nation)\, il cui nome è evocato nel volume firmato da Emanuele Arciuli\, Rifugio intermedio.
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