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SUMMARY:Accademia Bizantina - Ottavio Dantone
DESCRIPTION:Maestro di concerto al cembalo \nStefano Montanari\, Stefano Rossi\, Carlo Lazzaroni violini primi\nFiorenza De Donatis\, Laura Mirri\, Jun Okada violini secondi\nDiego Mecca viola\nMarco Frezzato\, Paolo Ballanti violoncelli\nNicola Dal Maso violone\nTiziano Bagnati liuto e chitarra barocca\nRomano Valentini organo\nOttavio Dantone \nMaestro di concerto al cembalo \nARCANGELO CORELLI \n(Fusignano\, 1653 – Roma\, 1713)\nConcerto in re maggiore\, op. VI n. 4\nGIUSEPPE TORELLI \n(Verona\, 1658 – Bologna\, 1709)\nConcerto Grosso in la minore\, op. VIII n. 2\nGEORG FRIEDRICH HÄNDEL \n(Halle\, 1685 – London\, 1759)\nConcerto Grosso in sol maggiore\, op. VI n. 1\nFRANCESCO GEMINIANI \n(Lucca\, 1687 – Dublin\, 1762)\nConcerto Grosso “La Follia”\nper archi e basso continuo \nANTONIO VIVALDI \n(Venezia\, 1678 – Wien\, 1741)\nConcerto in do maggiore per archi\ne basso continuo (da RV 114 e 116)\nConcerto in la minore per due violini\, op. III n. 8 (RV 522)\nConcerto in sol minore per archi\ne cembalo (RV 156)\nConcerto in la maggiore per due violini\, op. III n. 5 (RV 519) \nDopo oltre vent’anni di attività\, l’Accademia Bizantina è oggi tra i più prestigiosi complessi che si esibiscono con strumenti originali\, riconosciuto a livello internazionale per i meriti di freschezza\, creatività ed energia nell’interpretazione del repertorio barocco. Nell’ultimo decennio\, segnato dalla direzione musicale di Ottavio Dantone\, l’Accademia Bizantina conferma la sua meravigliosa vitalità dedicandosi assieme alla ricerca musicologica\, all’attività concertistica\, a importanti incisioni discografiche (tra gli altri premi\, vince il “Diapason d’Or” nel 2005 per l’Op. V di Corelli) e alla promozione e all’insegnamento della cultura musicale barocca.\nUn programma che esalta la poliedricità degli strumentisti\, quello del concerto monfalconese\, dai contrasti sonori del concerto grosso alla forza espressiva vivaldiana\, particolarmente mirabile nelle pagine de L’Estro Armonico (op. III)\, la più intensa e significativa raccolta di musica strumentale del compositore veneziano.
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SUMMARY:Chiamatemi Kowalski. Il ritorno
DESCRIPTION:scritto\, diretto e interpretato da Paolo Rossi\ncon la collaborazione ai testi di Carolina De La Calle Casanova\, Emanuele Dell’Aquila\, Carlo Giuseppe Gabardini\, Riccardo Piferi\ni pezzi originali tratti dal repertorio sono stati scritti con Gino e Michele\, David Riondino\, Giampiero Solari\ncon Emanuele Dell’Aquila\, Alex Orciari\, Marco Parenti\nPaolo Guerra per AGIDI \nAssistere al “ritorno di Kowalski” è come salire sulle montagne russe della memoria di Paolo Rossi.\nA 18 anni dal successo di Chiamatemi Kowalski\, lo spettacolo che lo fece conoscere al grande pubblico\, Rossi presenta Chiamatemi Kowalski. Il ritorno\, in cui propone nuovi testi e recupera i migliori brani di Chiamatemi Kowalski e di Operaccia Romantica\, Sette Spettacoli e Pop & Rebelot\, trilogia in cui questo incredibile personaggio ha fatto le sue apparizioni.\nArricchendo il tutto con fatti di vita vera\, in un percorso quasi autobiografico\, Rossi ci fa attraversare questi ultimi decenni utilizzando la forma teatrale che lo ha reso famoso\, quella del monologo ricco di storie\, raccontate ora con ironia e cattiveria\, ora con un pizzico di poesia.\nA trasformare lo spettacolo in una sorta di happening sui generis\, il particolare rapporto di Rossi con il pubblico\, nello stile da “delirio organizzato” tipico della sua compagnia di “Teatro di Rianimazione”.
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SUMMARY:Giardini Pensili CENERE '900&oltre
DESCRIPTION:teatro-musica di Roberto Paci Dalò (Rimini\, 1962)\nPrima assoluta \ndalle voci e testi di Gabriele Frasca e Amelia Rosselli\nregia / musica / coreografia / luci / immagine Roberto Paci Dalò\nmusicisti Icarus Ensemble\ndanza / coreografia Margherita Pirotto\, NN\nscenografia Edoardo Sanchi\nspazializzazione acustica e live electronics Tempo Reale\nregia del suono Sara Lenzi / Roberto Paci Dalò\nlive video mixing Filippo Giunchedi\nintarsi video Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti\nassistente all’animazione Irene Aurora Paci\nsoftware live video Tom Demeyer (Amsterdam)\ncollaborazione artistica Andrea Cortellessa\ncura Simonetta Belli\, Laura Rastelli\nproduzione Giardini Pensili\, \nTeatro Comunale di Monfalcone\nin collaborazione con\nIcarus Ensemble\, Tempo Reale\,\ni Teatri Reggio Emilia\, Velvet Factory\ncon il sostegno di Regione Emilia Romagna\, Provincia di Rimini\, Comune di Rimini \n“Piccola realtà indipendente\, ensemble\, compagnia\, luogo\, edizione\, media-lab\, spazio elettronico. Luogo di pensiero per un lavoro collettivo costante”: così lo stesso Paci Dalò definisce il progetto di Giardini Pensili che ancora una volta mette a frutto l’importante collaborazione con il Comunale. Dopo Pneuma\, Quinto Quaderno di Cultura Contemporanea edito dal Teatro nel 2005\, che celebra i vent’anni di attività del laboratorio\, è ora la volta di una prima assoluta. Cenere è un’idea di Roberto Paci Dalò\, nata dal “confronto con la poesia di Amelia Rosselli in contrappunto con quella di Gabriele Frasca”. Ma non c’è traccia\, nella performance\, dell’intelleggibilità delle parole: i poeti vivono\, prima ancora che nei testi\, nella grana della loro voce che diviene protagonista di un pezzo paradossale. Basato sulla scrittura poetica di due autori\, lo spettacolo ha come attore principale il suono\, denudato dalle sue proprietà semantiche e fisiche: l’opera\, sostiene lo stesso autore\, “non è nient’altro che lo sprofondamento nella voce”.
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SUMMARY:François-Joël Thiollier '900&oltre
DESCRIPTION:pianoforte \nCLAUDE DEBUSSY (Saint-Germain-en Laye\, 1862 – Paris\, 1918)\nDanse bohémienne\nNocturne\nMazurca\nDeux Arabesques\nRêverie\nBallade\nDanse\nValse Romantique\nLa plus que lente (valse)\nL’isle joyeuse \nCLAUDE DEBUSSY\nOndine (da “Préludes\, II”\, n. 8)\nMAURICE RAVEL (Ciboure\, Pyrénées-Atlantiques\, 1875 – Paris\, 1937)\nOndine (da “Gaspard de la nuit”\, n. 1)\nCLAUDE DEBUSSY\nPoissons d’or (da “Images\, II”\, n. 3)\nMAURICE RAVEL\nNoctuelles (da “Miroirs”\, n. 1)\nOiseaux tristes (da “Miroirs”\, n. 2)\nCLAUDE DEBUSSY\nLa terrasse des audiences du clair\nde lune (da “Préludes\, II”\, n. 7)\nMAURICE RAVEL\nA la manière de… Chabrier\, Borodine\nLa valse \nGraditissimo ritorno quello del pianista franco-americano François-Joël Thiollier\, uno tra gli amici più graditi e fedeli del palcoscenico del Comunale. Un repertorio sconfinato\, una cultura musicale di eccezionale respiro e un vibrante ed appassionato rapporto con la tastiera sono la chiave del successo internazionale del pianista. Recensito come “interprete al di sopra di ogni paragone” e lodato per la sua “musicalità piena di generosità”\, Thiollier dedica l’intero programma al Novecento francese\, attraverso un itinerario che va dal primo Debussy all’ultimo Ravel. Le memorabili incisioni dell’opera omnia per pianoforte di entrambi gli autori hanno già reso al grande pianista importanti riconoscimenti.
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SUMMARY:Fuoco!
DESCRIPTION:da Ouverture russa di Heiner Müller e Flauto di vertebre \ndi Vladimir Majakovskij\nregia\, drammaturgia e interpretazione Paolo Mazzarelli\nCSS Teatro stabile di innovazione del FVG\nin collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi \nIn Fuoco! Paolo Mazzarelli interpreta due personaggi che nascono dall’intersezione di Ouverture russa di Heiner Müller e Flauto di vertebre di Vladimir Majakovskij\, due testi immersi nella violenza e nelle lacerazioni provocate dalla Seconda Guerra Mondiale. Due personaggi che sono due possibili direzioni di una storia\, due parti di una coscienza in lotta\, due forze opposte che cercano di annientarsi. Ouverture russa narra in prima persona la storia di un comandante dell’esercito russo che\, durante l’assedio nazista di Mosca\, è costretto a condannare a morte un proprio ufficiale che pur di non combattere si è sparato alla mano. Ed è proprio tra la responsabilità della scelta e la sua effettiva messa in atto che\, nella coscienza del comandante e in quella del condannato\, scoppia l’inferno e con esso il teatro. In questo momento\, “che sembra durare tutta una vita”\, si innesta Flauto di vertebre\, poema giovanile di Majakovskij di grande potenza espressiva. Il racconto teatrale\, straordinariamente composto ed interpretato da Paolo Mazzarelli\, dà quindi voce alla “ultima ora” del condannato che fa una fervente dichiarazione d’amore alla donna che lo porta a fuggire la guerra.
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SUMMARY:Sirtaki. Omaggio a Zorba
DESCRIPTION:coreografie di Luigi Martelletta\ncon Raffaele Paganini\nCompagnia Nazionale di Raffaele Paganini \nÈ un gradito ritorno\, sul palcoscenico del Comunale\, quello di Raffaele Paganini\, il ballerino più amato dagli italiani e\, soprattutto\, il più visto. Dopo Giulietta e Romeo è ora la volta di Sirtaki. Omaggio a Zorba\, nuovo ed affascinante spettacolo prodotto dallo stesso Paganini\, con le coreografie di Luigi Martelletta.\nAlla vigilia del matrimonio\, il protagonista\, assalito dai dubbi e dai timori\, lascia la sua terra (la Grecia) e la promessa sposa per avventurarsi verso terre lontane\, verso atmosfere sconosciute ed esperienze coinvolgenti. Ma i sogni\, le speranze\, i nuovi sentimenti lasciano presto spazio alla nostalgia per il suo paese e per la donna che ama; il viaggio continua così\, concitato e commosso\, verso casa\, con la forza vitale del Sirtaki ad esprimere il momento culminante del ritorno alle proprie radici.\nUno spettacolo coinvolgente\, un viaggio emozionante fra danze tradizionali e coreografie moderne\, fra passato e presente\, fra ritmi\, melodie e suggestioni dalle più diverse provenienze.
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SUMMARY:Prossime aperture
DESCRIPTION:di Andrea Rivera e Lisa Lelli\nmusiche di Andrea Rivera\narrangiamenti musicali di Paolo Jannacci e Sabino De Bari \nconsulenza alla regia di Giorgio Gallione\ncon Andrea Rivera e Lisa Lelli\nchitarra Sabino De Bari\nMarangoni Spettacolo \nCantastorie nato sulle strade di Trastevere (dove per anni\, terminato il lavoro di operaio\, raccoglie un folto pubblico con le sue ballate comiche e irriverenti\, che coniugano la vitalità popolare del Belli e la poesia dolente di Gaber)\, Andrea Rivera\, vincitore nel 2004 del “Premio Gaber”\, è noto al pubblico televisivo per le sue interviste al citofono nel programma “Parla con me”.\nDice di lui Curzio Maltese: “Sorprendente il romano Andrea Rivera\, che la settimana scorsa si esibiva per strada a Trastevere e fra un paio d’anni riempirà i teatri: si accettano scommesse”.  In Prossime aperture\, un mix di irriverente satira politica e di costume\, poesia colta e allegria popolare\, Rivera interpreta una sorta di coscienza monella e imprevedibile\, capace di far ridere e\, al contempo\, pensare.\nCon questa nuova formula di teatro-canzone\, che alterna a ritmo serrato monologhi\, storie e canzoni\, Rivera si segnala\, fra i volti nuovi del teatro italiano\, come una presenza fra le più originali e fertili.
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SUMMARY:Coro della Radio svedese - Tōnu Kaljuste
DESCRIPTION:JOHANN SEBASTIAN BACH \n(Eisenach\, 1685 – Leipzig\, 1750)\nLobet den Herrn\, alle Heinen\nMottetto BWV 230\nARVO PÄRT (Paide\, 1935)\nDopo la vittoria\nGIOVANNI GABRIELI \n(Venezia\, 1557 ca. – 1612)\nO Magnum Mysterium\nFRANCIS POULENC \n(Paris\, 1899 – 1963)\nda “Quatre motets pour le temps\nde Noël”\n– Quem vidistis pastores dicite\, n. II\n– Hodie Christus natus est\, n. IV\nMICHAEL PRAETORIUS \n(Kreuzburg\, Turingia\, 1571 – Wolfenbüttel 1621)\nJAN SANDSTRÖM \n(Wilhelmina\, Lapland\, 1954)\nEs ist ein Ros entsprungen\nFELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY (Hamburg\, 1809 – Leipzig\, 1847)\nEhre sei Gott in der Höhe \nSERGEJ RACHMANINOV \n(Oneg\, Novgorod 1873 – Beverly Hills\, California\, 1943)\nDai Vespri op. 37\nPriidite\, Poklonimsya\n(Lasciaci venerare)\nBlagoslovi\, dushe moya\n(Loda il Signore\, anima mia)\nBlazhen muzh (Beatus vir)\nSvete Tikhii (O luce santa)\nNyny otpushchayeshi (Nunc dimitis)\nBogoritse Devo (Ave Maria)\nShestopsalmie (I sei Salmi)\nKhvalite imya gospodne\n(Laudate Dominum)\nBlagosloven esi\, gospodi\n(Tu sia benedetto\, Signore)\nVoskreseniye khristovo videvshe\n(Inno della Resurrezione)\nVelichit dusha moya gospoda\n(Magnificat) \nFormato da 32 cantanti professionisti e attivo dal 1960\, il Coro della Radio svedese è tra le migliori formazioni corali a cappella del mondo. Tra le tante presenze internazionali\, vanta molte collaborazioni con Claudio Abbado e i Berliner Philarmoniker e numerosi concerti ed incisioni sotto la direzione di Riccardo Muti. Il Coro della Radio svedese spazia da sempre dal repertorio barocco alla musica nordeuropea contemporanea; da quando negli anni Novanta instaura le sue prime collaborazioni con Tōnu Kaljuste\, riconosciuto musicista estone attualmente principale direttore ospite della formazione svedese\, le scelte interpretative del Coro si estendono anche alle realtà musicali dell’Europa dell’est.\nDi grande fascino il programma proposto a Monfalcone\, che spazia dai doppi cori di Giovanni Gabrieli alla poetica contemporanea di Arvo Pärt\, per lasciare spazio ad una seconda parte interamente dedicata ai meravigliosi Vespri di Rachmaninov: una polifonia assieme semplice e densa che racchiude nel canto corale la gioia intensa e profonda cantata dalla fede.
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SUMMARY:Peppe Barra in concerto
DESCRIPTION:Lino Cannavacciuolo violini\nPaolo Del Vecchio chitarra\nSasà Pelosi basso acustico\nLuca Urciuolo fisarmonica\nIvan La Canina percussioni \nViaggio nella canzone napoletana \nFiglio d’arte\, Peppe Barra nasce a Roma nel 1944 da una famiglia di artisti napoletani. Dalla madre Concetta\, voce autorevole della cultura partenopea\, eredita la felicità di stare in scena e l’amore per la propria storia. Conoscitore e attento ricercatore della memoria popolare\, Barra è oggi autore\, attore\, cantante di lungo corso: al patrimonio etnico del meridione si avvicina con precisione tecnica e sensibilità filologica e fa del contatto diretto col pubblico il punto di forza per dare attualità e continuità alla tradizione. Barra offre oggi uno spettacolo complesso e raffinato\, un arazzo iridescente di fili melodici ed emotivi che sanno parlare del presente e della storia con grande naturalezza: unisce tammurriate e opere buffe\, favole tratte da Basile e filastrocche popolari\, barcarole e storie di viandanti e re. La forza della parola\, gli accenti sospesi del suo dialetto diventano materia sonora viva e palpitante\, anche grazie all’intensità dell’interpretazione musicale affidata al bravissimo e consolidato quartetto che con Barra è protagonista dello spettacolo.
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SUMMARY:Il signor Novecento. Racconto musicale
DESCRIPTION:versi di Vincenzo Cerami\nmusica di Nicola Piovani\ncon Lello Arena\ne con Norma Martelli\nle cantanti Aisha Cerami\, Raffaela Siniscalchi\ni Solisti dell’Orchestra Aracoeli \ndiretti da Nicola Piovani\nTeatro Ambra Jovinelli\nCompagnia della Luna \nIl signor Novecento è la storia di una vita\, una vita che ripercorre un intero secolo. Il protagonista\, che il padre ha chiamato così perché è nato l’1 gennaio del 1900\, ha trascorso l’adolescenza nell’Italia povera post-unitaria\, ha attraversato la Prima Guerra Mondiale\, il fascismo\, la tragedia della Seconda Guerra Mondiale; si è sentito rinascere con la ricostruzione ed il miracolo economico ed è tramontato nella società di massa\, dove dell’uomo di campagna non gli è rimasto quasi nulla. Ma il signor Novecento tutto questo non lo nota: la sua vita si svolge in un’apparente normalità perché non sospetta di essere stato\, talvolta\, determinato dalla storia.\nAccanto a lui la moglie Pandora: la loro storia d’amore\, per quanto controversa\, è l’unica certezza che ha resistito a questi lunghi anni\, mentre i grandi eventi sono rimasti sullo sfondo.\nLo spettacolo nasce dallo straordinario incontro fra la poesia di Vincenzo Cerami e la musica di Nicola Piovani. Sulla scena\, un’orchestra di tredici elementi affiancata da due cantanti stringe al centro gli attori\, il signor Novecento e la moglie\, che parlano in versi; i monologhi ed i dialoghi dei due protagonisti trovano un’eco nelle voci delle cantanti che rappresentano\, di volta in volta\, la loro anima\, la storia\, il tempo che passa.
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SUMMARY:Angela Hewitt
DESCRIPTION:pianoforte \nJOHANN SEBASTIAN BACH \n(Eisenach\, 1685 – Leipzig\, 1750) Das wohltemperirte Klavier\noder Praeludia\, und Fugen\ndurch alle Tone und Semitonia\nBWV 870-893 – Volume II \nDopo l’incantevole lettura del primo libro\, applauditissima nella stagione scorsa\, è ora la volta del secondo volume di Das wohltemperirte Klavier di Johann Sebastian Bach: l’intensità\, la purezza e l’ineguagliabile classe della pianista canadese porteranno a termine l’esecuzione del capolavoro bachiano.\nConsacarazione assoluta di un sistema di leggi armoniche\, attraverso nuove motivazioni tecniche più “esasperate\, più lucide\, più astratte”\, il Clavicembalo ben temperato ha rivoluzionato la storia della letteratura per tastiera di tutta la musica occidentale. Al di là della “mitica meraviglia” di un’opera d’arte assoluta\, Das wohltemperirte Klavier ha guidato sul cammino dell’arte decine di generazioni di musicisti\, dai giovani Mendelssohn\, Chopin e Liszt\, fino agli allievi dei Conservatori d’oggi.
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SUMMARY:La nave fantasma
DESCRIPTION:di Giovanni Maria Bellu\, Renato Sarti e Bebo Storti\nregia di Renato Sarti\ncon Bebo Storti\, Renato Sarti \ndisegni di Emanuele Luzzati\nmusiche di Carlo Boccadoro\nTeatro della Cooperativa \nIl 25 dicembre 1996\, al largo delle coste siciliane\, affondò un piccolo battello carico di migranti provenienti da India\, Pakistan e Sri Lanka. 283 vittime: la più grande tragedia navale avvenuta nel Mediterraneo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.\nNonostante le testimonianze dei superstiti\, autorità italiane e mass media\, salvo rare eccezioni\, non se ne occuparono. Solo cinque anni dopo\, nel 2001\, “la Repubblica”\, attraverso un’inchiesta di Giovanni Maria Bellu\, riuscì ad individuare e filmare il relitto: le immagini della “nave fantasma” fecero il giro del mondo ma\, nonostante l’appello di quattro premi Nobel italiani e alcune interpellanze parlamentari\, ancora nulla è stato fatto per recuperare il relitto e riconsegnare questo episodio alla Storia\, senza menzogne ed omertà.\nLa nave fantasma è una drammatica sintesi delle diverse problematiche connesse al tema dell’immigrazione: sulla scena Bebo Storti e Renato Sarti\, in una sorta di “cabaret-tragico” estremo e scioccante\, coinvolgono anche gli spettatori nella rievocazione di questa vicenda e nella riflessione su uno degli argomenti più scottanti del nostro tempo.
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SUMMARY:Le serve (Les bonnes)
DESCRIPTION:di Jean Genettraduzione di Franco Quadriregia di Giuseppe Marinicon Franca Valeri\, Annamaria Guarnieri\, Patrizia Zappa MulasSocietà per Attori \nLa celebre pièce di Genet Les bonnes trae spunto dal caso delle sorelle Papin\, che negli anni Trenta sconvolse l’opinione pubblica francese: due domestiche a servizio presso una ricca famiglia borghese uccisero la loro padrona e sua figlia.\nNel testo di Genet le sorelle Claire e Solange Lemercier amano e odiano la loro padrona (Madame) e sognano di ucciderla. Ogni sera\, quando la padrona è assente\, in un perverso gioco delle parti in cui a turno una prende le sembianze di Madame e l’altra quelle della serva-sorella\, inscenano la stessa cerimonia il cui epilogo è proprio l’assassinio della Signora.\nA causa di alcune lettere anonime spedite da Claire alla polizia\, inoltre\, Monsieur\, l’amante di Madame\, è finito in prigione. Quando una telefonata le informa che Monsieur è stato rilasciato per mancanza di prove\, temendo di essere scoperte\, le due sorelle decidono di uccidere veramente Madame con una tisana avvelenata…\nUna favola nera\, quindi\, in bilico fra angoscia ed ironia\, costruita sulla forma mista di un realismo lirico e allucinato\, in cui realtà e sogno si confondono in un’atmosfera da incubo magico.\nA sintetizzare e rivelare le ragioni più profonde dello spettacolo sono\, nella loro più intima essenza\, le interpreti Franca Valeri e Annamaria Guarnieri (affiancate\, con evidente contrappunto generazionale\, da Patrizia Zappa Mulas nel ruolo di Madame).
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SUMMARY:Come un cammello in una grondaia
DESCRIPTION:da Lettere di condannati a morte della resistenza europea\ndrammaturgia di Serena Sinigaglia e ATIR\nprogetto e regia di Serena Sinigaglia\ncon Arianna Scommegna\, Stefano Orlandi\, Mattia Fabris\, Sandra Zoccolan\, Maria Pilar Perez Aspa\, Irene Serini\, Serena Sinigaglia\nATIR Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca \nLibero montaggio di brani\, musiche\, canti e parole ispirato alle Lettere di condannati a morte della resistenza europea\, “Come un cammello in una grondaia”\, uno degli spettacoli più importanti del repertorio dell’ATIR\, deve il suo bizzarro titolo ad una canzone di Franco Battiato che inizia così: “vivo come un cammello in una grondaia in questa illustre e onorata società! E ancora sto aspettando un’ottima occasione per acquistare un paio d’ali e abbandonare il pianeta”.\nLo spettacolo nasce dalla rilettura di queste lucide e al contempo struggenti lettere\, dalla riscoperta di parole – e contenuti – importanti come “lotta”\, “libertà”\, “amore”\, “compagni”\, scritte da gente diversa per età\, estrazione sociale\, cultura\, nazione\, fede ma accomunata da uno stesso nemico e dalla stessa convinzione spirituale di fronte alla morte\, in nome degli stessi ideali e valori.\nAfferma Serena Sinigaglia\, regista dello spettacolo e anima del gruppo: “[…] come si fa a parlare di queste cose\, a leggere queste lettere senza diventare retorici o patetici o presuntuosi o ideologici? Forse tutto sta nel non esprimere giudizi affrettati\, nell’ascoltare quelle parole con fiducia e fare e dire tutto quello di cui abbiamo voglia\, sia esso brutto che bello”.
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SUMMARY:Due scapoli e una bionda
DESCRIPTION:di Neil Simon\nregia di Alessandro Benvenuti\ncon Nini Salerno\, Franco Oppini\, Barbara Terrinoni\nGrande Profilo srl\nCompagnia del Teatro Moderno \nDue scapoli e una bionda\, forse uno dei testi meno famosi del celebre e celebrato drammaturgo americano Neil Simon\, ha sempre ottenuto\, nelle sue diverse messinscene\, un grandissimo successo. E’ la storia di due amici progressisti che incontrano una ragazza che ragiona come un conservatore ma ha la dolcezza di un “delfino di mare” (o meglio di piscina\, dal momento che fa parte della squadra olimpica di nuoto degli Stati Uniti d’America). Lei si chiama Sophie e la sua dolcezza nasce dal contrasto fra un carattere tosto\, tipicamente americano\, ed una tendenza alla sconfitta molto lontana dai triti stereotipi d’oltreoceano. La sua disponibilità umana e la sua fragilità\, mistificate da roboanti parole intrise di nazionalismo\, fanno di lei un vero e proprio “tipo”\, che ammalia prima l’estroverso Norman e poi l’introverso Andy. Da qui l’inevitabile triangolo…\nDue scapoli e una bionda è una storia leggera e divertente\, piena di ritmo e continue trovate comiche\, pervasa da un clima di elegante umorismo\, scritta nell’ineguagliabile stile di Neil Simon che ha fatto la fortuna del genere brillante. E’ uno specchio\, dentro una bella cornice\, nel quale il pubblico potrà riflettersi\, osservarsi e sorridere\, di sé come degli altri.
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SUMMARY:The Vertavo Quartet
DESCRIPTION:Øyvor Volle violino\nBerit Cardas violino\nHenninge Landaas viola\nBjørg Værnes violoncello \nEDVARD GRIEG \n(Bergen\, 1843 – 1907)\nQuartetto in fa maggiore\nLUDWIG VAN BEETHOVEN \n(Bonn\, 1770 – Wien\, 1827)\nQuartetto in mi bemolle maggiore\, op. 74 (“delle arpe”) \nEDVARD GRIEG \nQuartetto in sol minore\, op. 27 \nFondato nel 1984 da quattro giovani musiciste\, il Quartetto norvegese Vertavo si è rapidamente imposto come uno dei più spettacolari ensemble di oggi\, ricevendo i prestigiosi riconoscimenti del Nordea Prize e del Premio Grieg. Ha collaborato e collabora con importanti musicisti quali Barbara Hendricks\, Jean-Yves Thibaudet\, Stephen Kovacevich\, Leif-Ove Andsnes e in virtù del particolare interesse per la musica contemporanea inserisce nei suoi programmi opere di autori quali Ligeti\, Adès\, Frank Bridge. E’ regolarmente ospite dei principali Festival di musica da camera europei e americani e in occasione del suo 20° anniversario ha tenuto due concerti alla Wigmore Hall di Londra e al Concertgebouw.
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SUMMARY:Bang On A Can – The new yorkers "The new yorkers"
DESCRIPTION:Robert Black contrabbasso\nDavid Cossin percussioni\nLisa Moore pianoforte e tastiere\nMark Stewart chitarra elettrica\nWendy Sutter violoncello\nEvan Ziporyn clarinetto\nMichael Gordon\, David Lang\, Julia Wolfe Artistic Directors \nTAN DUN (Hunan\, Cina\, 1957)\nConcerto for Six\nDAVID LANG (Los Angeles\, 1957)\nSunray\nJULIA WOLFE (Philadelphia\, 1958)\nNew York TBA \nDON BYRON (New York\, 1958)\nEugene (Dark Room)\nMICHAEL GORDON (Miami Beach\, 1956)\nLight is Calling\ncon un film di Bill Morrison\nTHURSTON MOORE \n(Coral Gables\, Florida\, 1958)\nStroking Piece #1 \nBang on a can è uno strabiliante sestetto newyorkese\, riconosciuto in tutto il mondo per le performances e le incisioni della più innovativa musica contemporanea: si addentra coraggiosamente in territori musicali inesplorati e\, sfidando ogni categoria\, attraversa liberamente tutti i confini della musica classica\, del jazz\, del rock\, della world music e di quella sperimentale\, frantumando così ogni canonica definizione di “musica da concerto”. Ha collaborato con artisti come Philip Glass\, Terry Riley\, Meredith Monk e Don Byron\, e ha partecipato ai più importanti festival di tutto il mondo (Singapore Arts Festival\, Bergen International Festival\, Biennale di Venezia…).\nBang on a Can porta a Monfalcone uno spaccato celebrativo dell’arte newyorkese\, arricchito dalla collaborazione dei più intensi tra gli artisti\, i compositori e i registi video del panorama della Grande Mela; il programma comprende\, tra gli altri brani\, la prima italiana di Sunray\, ultimo lavoro di David Lang\, e alcune tra le più recenti pagine incise dal gruppo per Cantaloupe Music.
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SUMMARY:Cronaca dell'errante e invincibile formica argentina
DESCRIPTION:di Carlos Alsina\ncon la collaborazione di Marcela Serli\nregia di Carlos Alsina\ncon Marcela Serli \ncollaborazione artistica di Luisa Vermiglio \nIl testo di Carlos Alsina (drammaturgo\, regista e pedagogo teatrale\, formatosi al Berliner Ensemble) Cronaca dell’errante e invincibile formica argentina parte da un dato scientifico tratto dal regno animale (l’espansione mondiale di una formica d’origine argentina\, la Linepithema Humile) per rappresentare alcuni degli attuali conflitti della società argentina (gli eventi drammatici del 2001\, le frustrazioni provenienti dalla dittatura militare e la conseguente delusione per la “democrazia formale”) e per accendere una sottile critica verso tutti quei fenomeni legati all’immigrazione e all’emigrazione che toccano da vicino paesi come l’Italia.\nIspirandosi alla metafora paradossale che il regno animale offre non solo alle nostre sventure di popolo ma a tutta l’umanità\, lo spettacolo è anche una metafora sui miti\, le abitudini\, le difficoltà\, le virtù e i difetti di una collettività nei confronti di ciò che è “altro”.\nEccezionale interprete del monologo è Marcela Serli\, che compone in scena una decina di personaggi e mescola a momenti di travolgente ironia suggestioni di grande poesia\, delineando un percorso che attraversa molteplici stili.
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SUMMARY:Emanuele Arciuli
DESCRIPTION:pianoforte \nCLAUDE DEBUSSY \n(Saint-Germain-en Laye\, 1862 – Paris\, 1918)\nPréludes\, premier livre \nFRIEDRICH RZEWSKI \n(Westfield\, Massachusetts\, 1938)\nda Four Pieces n. 3\, 4\nGEORGE CRUMB \n(Charleston\, 1929)\nEine Kleine Mitternachtmusik \nEmanuele Arciuli si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica per le sue interpretazioni del classicismo viennese\, del Novecento storico e della musica contemporanea\, specie americana. Diverse le opere che gli sono state dedicate: le Round Midnight Variations\, alcune delle quali già splendidamente interpretate da Arciuli al Comunale nel 2002\, sono state scritte per lui da 16 fra i maggiori autori americani (tra cui Kernis\, Uri Caine\, Rzewski\, Babbit\, Thomas\, Torke\, Harbison\, Daugherty\, Bolcom\, Hoffman); e ancora per lui George Crumb\, dopo anni di silenzio\, scrive Eine Kleine Mitternachtmusik.\nOltre alla prestigiosa attività concertistica e alle numerose incisioni\, Arciuli vanta diverse collaborazioni con riviste specializzate (Piano Time\, il Giornale della Musica) ed è curatore artistico della stagione cameristica del Petruzzelli di Bari. Autore del Settimo Quaderno di Cultura Contemporanea del Teatro\, di prossima uscita\, sarà Arciuli stesso a presentare il nuovo lavoro al pubblico monfalconese.
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SUMMARY:John e Joe
DESCRIPTION:di Agota Kristof\nregia di Pietro Faiella\ncon Massimo Olcese e Adolfo Margiotta\ncon la partecipazione di Vito Favata\nSosia & Pistoia \nLo spettacolo cui danno vita gli inimitabili Olcese e Margiotta è la prima messinscena italiana di John e Joe\, intrigante pièce scritta nel 1972 dalla scrittrice ungherese Agota Kristof (autrice de La trilogia della città di K.)\, testo burlesco ed inquieto che sembra tessuto sulle aggressive modalità espressive e sul linguaggio surreale tipici del duo comico.\nImprigionati in un non-luogo\, un essenziale bistrot con tavolini e sedie all’aperto\, John e Joe\, mossi dal bisogno e dal desiderio\, dialogano\, si scontrano ed entrano in conflitto per il possesso di una vincita al lotto\, attaccandosi ferocemente\, addirittura denunciandosi e finendo in prigione\, in un crescendo costantemente in bilico fra apparente idiozia e gusto dell’assurdo.\nJohn e Joe si scambiano gli abiti\, le vite\, i destini perché\, in fondo\, nessuno dei due può rinunciare all’altro. Nell’arco di tre giornate\, i due amici compiono sulla propria pelle un vero e proprio percorso cognitivo\, scoprendo che solo donando fiducia\, scambiando amore con amore\, l’uomo è veramente uomo.
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SUMMARY:Io\, l'erede
DESCRIPTION:di Eduardo De Filipporegia di Andrée Ruth Shammahcon Geppy Gleijeses e Leopoldo MastelloniTeatro Stabile di CalabriaTeatro Franco Parenti \nLa commedia\, ispirata ad un “fatterello” autobiografico\, si apre sulla commemorazione funebre di Prospero Ribera: la famiglia Selciano\, da sempre impegnata in opere di beneficenza\, è riunita per ricordare il caro estinto che\, per ben trentasette anni\, ha vissuto come loro ospite fisso. Quando\, improvvisamente\, bussa alla porta il figlio di Prospero\, Ludovico\, il quale reclama per sé il posto del padre\, nessuno dei Selciano riesce a contrapporre validi argomenti alle sue motivazioni. Dal paradosso iniziale si passa così alla vita quotidiana\, che non manca di riservare sorprese al povero ospite: sarà veramente solo il buon cuore ad aver spinto la famiglia Selciano ad accogliere il padre in casa propria?\nNel rileggere il testo di Eduardo\, Andrée Ruth Shammah accentua i lati comici della vicenda e mette in moto un meccanismo di fatti e personaggi di aspra buffoneria\, fino a giungere ad un esplosivo divertimento.\nIn primo piano la figura di Ludovico Ribera – un superbo Geppy Gleijeses – che\, con la coerenza del suo comportamento\, smaschera il “buonismo” ipocrita di cui i Selciano sono emblema.
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SUMMARY:Sergej Krylov
DESCRIPTION:violino \nEUGÈNE-AUGUSTE YSAŸE\n(Liegi\, 1858 – Bruxelles\, 1931)\nSonata n. 2  per violino solo\nSERGEJ PROKOF’EV\n(Sonzovka\, Ekaterinoslav\, 1891 – Mosca\, 1953)\nSonata per violino solo\, op. 115\nLUCIANO BERIO\n(Oneglia\, 1925 – Roma\, 2003)\nSequenza per violino solo \nNICCOLÒ PAGANINI\n(Genova\, 1792 – Nizza\, 1840)\ndai 24 Capricci per violino solo\, op. 1\nn. 1\, 2\, 9\, 6\, 16\, 14\, 19\, 5\, 23\, 20\, 10\, 17 \nNato a Mosca da una famiglia di musicisti\, Sergej Krylov inizia lo studio del violino a cinque anni e all’età di dieci debutta con l’orchestra; nel 1989 vince il Concorso Internazionale “R. Lipizer” e dopo un periodo di perfezionamento con Salvatore Accardo si aggiudica il Concorso “A. Stradivari” di Cremona e il “F. Kreisler” di Vienna. Suona nelle più prestigiose sale tra cui Auditorium de Radio France a Parigi\, Philharmonie di Berlino e di Monaco\, Musikverein e Konzerthaus di Vienna\, Suntory Hall di Tokio\, Scala di Milano. Ha collaborato con orchestre\, tra cui Vienna Symphony Orchestra\, English Chamber\, Camerata Academica Salzburg\, Orchestra “Giuseppe Verdi” di Milano e con direttori quali Vladimir Ashkenazy\, Jutaka Sado\, Zoltan Kocsis\, Ralf Gothoni\, Franz Welser-Möst e Mstislav Rostropovich. Tra i partner nella musica da camera figurano Yuri Bashmet\, Maxim Vengerov\, Nabuko Imai\, David Geringas e Lilya Zilberstein.
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SUMMARY:Nel fango del dio pallone
DESCRIPTION:La storia maledetta di Carlo Petrini\, centravanti di serie A \ndi Alessandro Castellucci e Giulio Baraldi\nregia di Giulio Baraldi\ncon Alessandro Castellucci\nMacrò Maudit \nTratto dal best seller Nel fango del dio pallone\, autobiografia di Carlo Petrini\, lo spettacolo si snoda attraverso il racconto di un ex-calciatore\, uno che forse\, in carriera\, ha conosciuto da vicino Petrini.\nMa chi è Carlo Petrini? E’ uno che giocava nel Milan del 1968\, ai tempi di Trapattoni e Rivera. Ma è anche uno che hanno voluto cancellare dalla storia del calcio. Petrini fu tra i primi a sperimentare sostanze illegali dopanti e negli anni Settanta fu mediatore e artefice di diverse partite truccate. Poi\, nel 1980\, fra numerosi responsabili\, fu uno dei pochi a pagare per tutti.\nOggi è un uomo che\, pagate sportivamente e penalmente le sue colpe\, non ha più paura di raccontare le tante verità del calcio: i pareggi concordati\, le partite vendute\, gli eccessi fuori dal campo\, il doping e gli espedienti per eludere i controlli\, i soldi in nero. Uno che non ha paura perché il calcio gli ha dato ma\, soprattutto\, gli ha tolto tutto.\nIn tantissimi hanno letto il libro di Petrini ma lui non ha ricevuto alcuna denuncia per diffamazione. È perché ormai non conta più nulla o perché le sue affermazioni non possono essere smentite?\nMacrò Maudit racconta una vicenda scottante\, che ha per protagonista un uomo forte e contraddittorio\, e ci ricorda\, anzi conferma\, quanto lontano sia il mondo del calcio dai più puri e sani ideali sportivi.
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SUMMARY:Delitto e Castigo
DESCRIPTION:da Fëdor Dostoevskij\nversione\, riduzione teatrale e regia di Glauco Mauri\ncon Glauco Mauri\, Roberto Sturno\nCompagnia Mauri Sturno \n“L’uomo è un mistero difficile da risolvere. Io voglio cercare di comprendere questo mistero perché voglio essere un uomo”. Così scriveva nel 1839\, a soli 18 anni\, il giovane Dostoevskij: già sapeva che avrebbe dedicato la sua vita e la sua arte a comprendere l’essere umano.\nDelitto e Castigo venne definito dal suo autore “resoconto psicologico di un delitto” ma si tratta di molto di più. Il dramma di Raskolnikov e la solitudine misteriosa di Porfirij\, infatti\, ci fanno scoprire verità che tutti abbiamo sepolte in noi.\nLa versione teatrale elaborata da Glauco Mauri racconta la discesa negli abissi dell’uomo concentrandosi sul nucleo originale del romanzo: il resoconto psicologico di un delitto\, un racconto di sconvolgente attualità sull’insensatezza – la stessa dell’uomo di oggi – del delitto di Raskolnikov.\nScrive lo stesso Mauri\, regista\, interprete ed autore di questo suggestivo adattamento teatrale: “il teatro ha bisogno di favole da raccontare agli uomini e l’appassionante cammino\, dal delitto al castigo\, di Raskolnikov è una di quelle grandi favole che chiedono di essere raccontate perché possono aiutare l’uomo a meglio comprendere se stesso”.
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SUMMARY:Emma Kirkby - London Baroque
DESCRIPTION:Ingrid Seifert violino\n(Jacobus Stainer\, Absam 1661)\nRichard Gwilt violino\n(Giofredo Cappa\, Torino ca. 1685)\nIrmgard Schaller viola\n(Anon ca. 1720)\nCharles Medlam violoncello\n(Finnocchi\, Perugia 1720)\nWilliam Hunt violone\nTerence Charlston cembalo \nHENRY PURCELL\n(London\, 1659? – 1695)\nPavan e Chaconne (Z 752\, 730)\n3 Songs da “The Fairy Queen”\n– See\, even night herself is here\n– If love’s a sweet passion\n– When I have often heard\nGEORG FRIEDRICH HÄNDEL\n(Halle\, 1685 – London\, 1759)\nda “Terpsichore”\n– Ouverture\n– Passecaille\n– Menuet\nGIOVAN BATTISTA PERGOLESI (Jesi\, 1710 – Pozzuoli\, 1736)\nSalve Regina in do minore\,\nper soprano e archi \nJOHANN SEBASTIAN BACH\n(Eisenach\, 1685 – Leipzig\, 1750)\nConcerto in re maggiore\nper clavicembalo e archi\, BWV 1054\nJOHANN CHRISTIAN SMITH (Ansbach\, 1712 – Bath\, 1795)\nmusiche di Eva per “Paradise Lost”\ndi Benjamin Stillingfleet\,\nda John Milton\n– What sudden joy awakes my senses\n– Glittering stars\, replendant moon\n– Time with slowest pace will move\n– Yes Adam the Sun I see is set\n– Ah nuptial bower \nIl periodo tra Sei e Settecento è ancora una volta protagonista\, nella voce cristallina di Emma Kirkby e nelle corde del London Baroque Ensemble: punto di forza delle loro interpretazioni sono la gioia dell’espressione dal vivo e l’affiatamento nel nome della purezza di un repertorio raffinato e toccante. \nIl London Baroque nasce nel 1978 e si afferma ben presto a livello internazionale con una prestigiosa attività di oltre cinquanta concerti l’anno e molti importanti titoli discografici (musiche di Corelli\, Händel\, Purcell\, C.P.E. Bach e tanti altri). Emma Kirkby annovera tra le sue incisioni un repertorio vastissimo: dalle sequenze di Hildegard di Bingen\, ai madrigali del Rinascimento inglese ed italiano\, da cantate ed oratori di tutto il barocco\, alle opere di Haydn e Mozart. Con il Baroque Ensemble la cantante ha inciso\, tra gli altri\, nell’autunno del 2000\, i Mottetti di Händel e diverse pagine di Bach e Scarlatti.
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SUMMARY:Lampi accecanti di ovvietà
DESCRIPTION:di Enrico Bertolino\, Piero Guerriera\, Andrea Zalone\, Carlo Giuseppe Gabardini\ncon Enrico Bertolino\nITC 2000 \nLo spettacolo Lampi accecanti di ovvietà è\, per Enrico Bertolino\, il pretesto per esplorare i grandi temi della vita\, le relazioni che regolano i rapporti fra le persone\, tutti noi.\nIl comico\, reduce dal successo televisivo della trasmissione di Rai 3 “Glob. L’osceno del villaggio”\, parte da se stesso per affrontare i temi a lui più cari – i sentimenti\, le ambizioni\, le nevrosi e le solitudini – e per interrogarsi sulla fisionomia di un paese\, il nostro\, soprattutto dopo il bagno di patriottismo seguito al rigore di Grosso la sera del 9 luglio 2006.\nAd innescare l’indagine una serie di domande semplici e ineludibili: chi sono io? Chi siamo tutti? Chi sono gli italiani?\nCon il suo nuovo spettacolo Bertolino offrirà al pubblico l’occasione per riflettere\, ridendo\, sui luoghi comuni che assediano le nostre giornate\, attraverso una satira pungente\, spesso autoironica e sempre legata all’attualità.
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SUMMARY:Henschel Quartett
DESCRIPTION:Christoph Henschel violino\nMarkus Henschel violino\nMonika Henschel-Schwind viola\nMathias Beyer-Karlshøj violoncello \nFELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY (Hamburg\, 1809 – Leipzig\, 1847)\nQuartetto in re maggiore\, op. 44.1\nERWIN SCHULHOFF\n(Prag\, 1894 – Lager di Wülzburg\, 1942)\nQuartetto n. 1 \nALBAN BERG (Wien\, 1885 – 1935)\nQuartetto op. 3\nFELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY\nQuartetto in fa minore\, op. 80 \n“Sostenuto da un brio e da un’audacia che raramente si riscontrano”\, “vicinissimo alla perfezione” sono solo alcuni dei commenti che sulla stampa ha suscitato il Quartetto Henschel. Nato dalla volontà dei fratelli Henschel nel 1994\, l’ensemble è attualmente riconosciuto a livello internazionale per aver vinto tre dei più importanti concorsi cameristici (Evian\, Banff e Salisburgo). La sua attività concertistica è nota nelle principali istituzioni musicali di tutto il mondo (dal Festival di Tanglewood negli Stati Uniti\, alla Schubertiade di Feldkirch\, dal Concertgebouw di Amsterdam al Tivoli di Copenhagen) e da sempre i quattro musicisti trovano la loro cifra caratteristica nella particolare brillantezza sonora e nell’impatto emotivo delle loro esecuzioni.\nCon l’incisione dei Quartetti di Mendelssohn si sono guadagnati importanti premi da parte della critica specializzata tedesca\, ed hanno al loro attivo l’incisione per la Deutsche Grammophon di molte pagine di Erwin Schulhoff.
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SUMMARY:Don Chisciotte. Frammenti di un discorso teatrale
DESCRIPTION:adattamento di Rafael Azcona\, Tullio Kezich\, Maurizio Scaparro\nregia di Maurizio Scaparro\ncon Pino Micol\, Augusto Fornari\nmusiche di Eugenio Bennato\nGli Ipocriti\nCompagnia Italiana \n“Il Teatro è così perché ci mette davanti uno specchio in cui si riflettono le azioni della vita umana\, e non c’è nessun altro evento che rappresenti ciò che siamo e ciò che vogliamo essere più del teatro e degli attori”. A proferire queste parole non è un uomo di teatro\, un drammaturgo o un regista ma Don Chisciotte\, forse il più celebre personaggio letterario di tutti i tempi\, le cui picaresche avventure hanno entusiasmato i lettori di tutto il mondo. Con Don Chisciotte. Frammenti di un discorso teatrale Scaparro riprende la ricerca intorno al capolavoro di Cervantes che lo impegna da tempo e racconta\, in uno spazio atemporale\, l’itinerario del leggendario cavaliere – interpretato da Pino Micol – mettendo in scena il particolare percorso drammaturgico elaborato insieme a Rafael Azcona\, noto sceneggiatore cinematografico\, e a Tullio Kezich. Le musiche di Eugenio Bennato ed i pupi siciliani della grande tradizione dei Cuticchio rendono lo spettacolo un evento dalle tante anime artistiche\, dal quale emerge la figura di un uomo “in bilico tra passato e futuro\, che vive in un’età del ferro e sogna l’età dell’oro\, esattamente come capita all’uomo oggi”.
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SUMMARY:Katia & Marielle Labèque / Mayte MartÍn - "Flamenco"
DESCRIPTION:MAURICE RAVEL\n(Ciboure\, Pyrénées-Atlantiques\, 1875 – Paris\, 1937)\nRhapsodie espagnole\nper due pianoforti\nJOAQUÍN RODRIGO\n(Sagunto\, Valencia\, 1902 – Madrid\, 1999)\nCanciones\, per voce e pianoforte\nAdela\nPastorcillo santo\nDespues que te conoci\nISAAC ALBÉNIZ\n(Camprodón\, Catalogna\, 1860 – Cambo-les-Bains\, Bassi Pirenei\, 1909)\nIberia\nper due pianoforti\nEvocation\nEl puerto\nFete dieu à Séville (arr. Abel Decaux) \nTRADIZIONALI\nZorongo I (arr. Joan Albert Amargós)\nZorongo II (arr. Lluís Vidal)\nCafé de Chinitas (arr. Lluís Vidal)\nNana de Sevilla (arr. Lluís Vidal)\nAnda Jaleo (arr. Joan Albert Amargós)\nPACO DE LUCÍA (Algeríras\, 1947)\nCancion de amor\n(arr. Joan Albert Amargós)\nMAYTE MARTÍN (Barcelona\, 1965)\nAcariciame por dentro\n(arr. Joan Albert Amargós)\nCARLOS GARDEL\n(Toulouse\, 1890 – Medellín\, 1935)\nALFREDO LE PERA\n(São Paulo\, 1900 – Medellín 1935)\nSus ojos se cerraron\n(arr. Joan Albert Amargós)\nTRADIZIONALE / MAYTE MARTÍN\nVidalita (arr. Lluís Vidal)\nRAFAEL DE LEÓN\n(Sevilla\, 1908 – Madrid\, 1982)\nMAYTE MARTÍN\nSoneto de amor\n(arr. Joan Albert Amargós)\nFEDERICO GARCÍA LORCA   \n(Fuentevaqueros\, Granada\, 1898 – Viznar\, Granada\, 1936)\nMAYTE MARTÍN\nGacela del amor imprevisto\n(arr. Joan Albert Amargós)\nSOS (arr. Lluís Vidal)\nJOSÉ LUÍS MONTÓN\n(Barcelona\, 1962)\nMAYTE MARTÍN\nIntentalo Encontrar\n(arr. Joan Albert Amargós)\nTRADIZIONALE\nLas morillas de Jaen\n(arr. Joan Albert Amargós) \n“Mayte Martín è nata per cantare e il giorno che ha iniziato è stato con il Flamenco: l’ha appreso senza pianificarlo e senza altri strumenti che il suo cuore”. Così citano le prime righe della biografia della grande cantaora: compositrice e chitarrista\, oltre che cantante\, Mayte Martín trova la sua ispirazione nella tradizione popolare\, a cui adatta il proprio stile intenso\, fatto di sobrietà e grande calore. Dedita a diversi stili (oltre al flamenco\, fa proprio anche il bolero ed altre forme popolari)\, trova nel sodalizio con le sorelle Labèque un veicolo di straordiaria forza espressiva. Il duo pianistico vanta una sbalorditiva carriera fondata sulla collaborazione con le più prestigiose orchestre del mondo e sulla scelta volutamente anticonformista di un repertorio immenso\, eclettico ed originale: con geniale e travolgente disinvoltura\, infatti\, le due sorelle si muovono attraverso tutta la storia della musica\, da Bach alla realtà contemporanea dominando ogni scelta musicale con inconfondibile personalità.
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SUMMARY:La famiglia dell'antiquario
DESCRIPTION:di Carlo Goldoni\nregia di Lluis Pasqual\ncon Eros Pagni\, Virgilio Zernitz\, Gaia Aprea\, Anita Bartolucci\nTeatro Stabile del Veneto\nTeatro Stabile di Genova\ncon il sostegno de La Biennale di Venezia e della Regione Veneto \nCresciuto alla scuola di Giorgio Strehler\, fondatore del Teatro Llure\, uno dei teatri più sperimentali di Barcellona\, e successivamente direttore del Teatro Odéon-Teatro d’Europa\, Lluis Pasqual è regista sensibile alla drammaturgia contemporanea come a quella classica\, in particolare settecentesca.\nCon La famiglia dell’antiquario Pasqual affronta Goldoni\, autore che ama e ha già frequentato\, per la prima volta nella sua lingua originale\, mettendo in scena la commedia che incarna\, nei suoi personaggi\, lo scontro sociale e morale fra due mondi in opposizione\, la nobiltà da una parte e la nascente borghesia dall’altra.\nFra i protagonisti\, a vestire i panni di Pantalone\, un eccezionale Eros Pagni\, che torna al drammaturgo veneto dopo il trionfo ottenuto con Sior Todaro brontolon.
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